Neuralink aveva chiesto alla FDA di poter testare il chip neurale sugli umani, ottenendo un secco rifiuto

Dal 2019 ad oggi, Elon Musk ha annunciato in almeno quattro occasioni che la sua azienda dedicata alla progettazione di un rivoluzionario impianto neurale, Neuralink, avrebbe presto iniziato a testare la sua tecnologia sugli esseri umani. Musk sostiene che il chip potrebbe rivoluzionare la medicina, consentendo ai ciechi di recuperare la vista grazie all’utilizzo di protesi, e ripristinano le funzioni motorie degli infermi.

Nonostante i roboanti annunci di Musk, Neuralink non aveva mai chiesto alla Food and Drug Administration l’autorizzazione per poter procedere con i test sugli uomini. Non fino a febbraio del 2022, quando Neuralink ha effettivamente rotto ogni indugio presentando una richiesta ufficiale.

A febbraio dell’anno scorso Neuralink ha presentato per la prima volta una richiesta per essere autorizzata a iniziare i test clinici sugli umani. La risposta è stata rigettata.

Come è andata a finire? La richiesta di autorizzazione è stata rigettata. La notizia è stata riportata per la prima volta ieri da Reuters.

Fornendo le motivazioni del rifiuto a Neuralink, l’agenzia ha elencato diverse decine di questioni urgenti che l’azienda deve affrontare prima di poter passare dai test sugli animali a quelli sugli umani. Le principali preoccupazioni di sicurezza dell’agenzia riguardavano le preoccupazioni per un possibile surriscaldamento delle batterie a litio necessarie per far funzionare il dispositivo, oltre che il rischio che i piccoli cavi del dispositivo possano migrare e potenzialmente spostarsi in altre parti del cervello, creando danni irreparabili. Neuralink non è nemmeno stato in grado di fornire all’agenzia sufficienti rassicurazioni sul fatto che il dispositivo possa essere rimosso in sicurezza, senza danneggiare il circuito cerebrale del paziente.

Tra le altre cose, l’agenzia teme che i componenti del chip possano migrare, spostandosi all’interno del cervello e creando danni irreparabili, inclusa la morte del paziente. Neuralink non è stata in grado di obiettare.

Ad un anno di distanza dal rifiuto, Neuralink sta ancora lavorando sulle questioni sollevate dalla FDA. Secondo alcuni dipendenti che hanno parlato con i giornalisti di Reuters, è assolutamente inverosimile che l’azienda sia in grado di trovare una soluzione nel breve periodo. Eppure, solamente pochi mesi fa, lo scorso 30 novembre, Elon Musk ha nuovamente annunciato che Neuralink avrebbe iniziato i primi test sull’uomo entro questa estate.

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