Gli scienziati non hanno ancora capito il motivo per il quale siamo gli unici animali ad avere una mancanza generale di peluria pur avendo gruppi di peli che spuntano in zone apparentemente casuali. Come scrivono gli autori dello studio: “Gli esseri umani sono gli unici tra i mammiferi ad avere un corpo funzionalmente nudo con un cuoio capelluto ricoperto di peli.” Per comprendere la geografia morfologica dei peli, nella comunità scientifica si portano avanti esperimenti con nuove prove, le quali confermerebbero la teoria secondo cui i peli del cuoio capelluto si sono evoluti per aiutarci a rimanere “freschi”. Questa affermazione potrebbe sembrare ovvia, ma si sa che la scienza ha bisogno di dati concreti. La doverosa premessa da fare è che i peli del cuoio capelluto sono eccezionalmente variabili tra le popolazioni di Homo sapiens. Inoltre, né la funzione dei peli del cuoio capelluto umano né le conseguenze della variazione della loro morfologia sono state studiate in un contesto evolutivo. Per tutte queste motivazioni, i ricercatori del Dept Kinesiology della Penn State University, in collaborazione con i ricercatori dell ‘Environmental Ergonomics Research Centre della Loughborough University, hanno deciso di sperimentare e portare prove a supporto della teoria della funzione termoregolatrice dei capelli, scoprendo che alcune tipologie proteggono più di altre.

L’esperimento

I ricercatori hanno raccolto dati sui flussi di calore utilizzando un manichino termico al quale sono state posizionate diverse parrucche di capelli umani, tra cui quelle con capelli lisci, quelle con i ricci più larghi e ricci più stretti. Il manichino è stato colpito con vento a diverse velocità, in diverse sessioni, in un ambiente a temperatura e umidità controllate. Inoltre, è stato esposto a radiazioni solari simulate. Nel mentre, gli scienziati hanno raccolto dati radiativi ed evaporativi – da e verso il cuoio capelluto- con capelli di differenti tipi, oltre che dati provenienti dalla sessione in cui il manichino è stato sprovvisto di capelli. Innanzitutto, i ricercatori hanno scoperto che il manichino calvo assorbiva molto più calore rispetto alla versione con capelli. Il dato interessante è la differenza di assorbimento di calore e radiazione in base alla morfologia del capello. Essenzialmente, le parrucche si sono comportate tutte in modo simile quando sono state sottoposte alle luci calde delle lampade, ma i capelli ricci sono risultati i migliori nel mantenere il manichino “fresco” dalle radiazioni “solari” sovrastanti, ancora di più i ricci stretti. Aumentando la “ricciolatura” di una parrucca, i ricercatori hanno scoperto che sarebbe stata necessaria una minore evaporazione del sudore per disperdere il calore dal cuoio capelluto, conservando così acqua ed energia.

“Abbiamo scoperto che i capelli più strettamente arricciati offrono una maggiore protezione contro il guadagno di calore da parte delle radiazioni solari”, spiegano.

 

Il significato di una folta chioma riccia nell’evoluzione

I risultati, che non sono ancora stati sottoposti a peer review (revisione paritaria) ma sono disponibili pubblicamente sul server di pre-publish bioarxiv, suggeriscono che qualsiasi tipo di barriera sulla sommità del capo riduce il guadagno di calore dal sole e, di conseguenza, la necessità di sudare. In particolare, i ricercatori scrivono che l’evoluzione dei capelli del cuoio capelluto umano potrebbe essere spiegata dalle pressioni di termoregolazione subite in ambienti caldi e aridi. La postura bipede, e il corpo privo di peli, potrebbero aver reso necessario lo sviluppo dei peli del cuoio capelluto per ridurre al minimo l’aumento di calore dovuto alle radiazioni solari, in particolare negli ominidi con un cervello di grandi dimensioni con capelli strettamente arricciati e più protettivi.

“I capelli strettamente arricciati possono fornire un’ulteriore riduzione dell’afflusso di calore oltre la capacità dei capelli (peli) tipicamente lisci dei mammiferi”.

I capelli molto ricci sono una caratteristica che non si riscontra in nessun altro mammifero selvatico. È chiaro che c’è qualcosa nell’esperienza umana che dà la preferenza a questo tipo di copertura del cuoio capelluto. “I capelli strettamente arricciati possono fornire un’ulteriore riduzione dell’afflusso di calore oltre la capacità dei capelli (peli) tipicamente lisci dei mammiferi. I nostri risultati confermano che, indipendentemente dalla consistenza, i capelli agiscono come una barriera che riduce la perdita di calore dal corpo (in questo caso, dal cuoio capelluto) all’ambiente circostante”, scrivono i ricercatori.  Sostanzialmente i ricci permettono al cuoio capelluto di “respirare” meglio, pur proteggendolo dal sole. Da anni gli scienziati ipotizzano che i peli del cuoio capelluto, in particolare quelli ricci, si siano evoluti come risposta termoregolatoria. Un manichino in una camera a clima controllato non è, ovviamente, del tutto realistico. Ulteriori ricerche dovrebbero essere condotte all’esterno, con partecipanti umani, per vedere come i capelli del cuoio capelluto potrebbero essersi evoluti per funzionare in un ambiente più naturale. In senso ipotetico, tuttavia, i risultati dell’esperimento attuale danno credito all’idea che i capelli umani si siano evoluti per adattarsi a uno stile di vita bipede, soprattutto nelle regioni calde e aride dove l’acqua potabile era scarsa. In questo ambiente, gli esperti pensano che i capelli ricci possano aver permesso ai nostri antenati di partecipare più a lungo a “faticose attività fisiche prima di aver bisogno di bere acqua fresca”.