Like a Dragon: Ishin!, la recensione: l’era Bakumatsu arriva in Occidente

Like a Dragon: Ishin! è un gioco davvero particolare: uscito nel 2014 solo in Giappone, quando la serie che al tempo si chiamava Yakuza iniziava a catturare le attenzioni dell’occidente, non è mai arrivato in Italia anche se, a tutti gli effetti, il gioco uscì su PlayStation 4 (che ricordiamo essere una console Region Free). Esperimento particolare già testato con Yakuza Kenzan (ambientato circa duecento anni prima di Ishin), il titolo propone l’esperienza tipica della saga, con un’ambientazione più antica (ma non troppo).

Il gioco in questione, legato a doppio filo con gli stilemi della serie Ryū ga Gotoku (questo è il titolo originale della saga in Giappone, che si traduce proprio con Like a Dragon), riporta quindi il gameplay già visto nei titoli passati, ovviamente contestualizzando il tutto rispetto all’epoca in cui è ambientato.

L’arte della spada

In Like a Dragon: Ishin! vestiremo i panni di Sakamoto Ryoma, spadaccino che si trova a vivere anni tumultuosi, dove l’epoca dei Samurai sta volgendo al termine e il mondo è pronto a cambiare. Un complotto porterà Ryoma ad essere incolpato e, di conseguenza, sarà costretto a trovare la sua strada verso la vendetta in modo autonomo, infiltrandosi nell Shinsengumi, speciale corpo di polizia con il compito di bloccare chi ostacola l’Impero.

Nel corso dell’avventura di Like a Dragon: Ishin! volti noti della saga compariranno a schermo: la volontà degli sviluppatori è stata quella di proporre proprio quelle facce iconiche della serie di Like a Dragon, pronte a intepretare nuovi personaggi (ispirati a persone realmente esistite in passato) ma proponendo comunque quelle righe di dialogo, quegli sguardi e quelle scene cinematografiche che hanno da sempre caratterizzato la saga.

Come abbiamo detto, questo capitolo di Like a Dragon in Europa non è mai arrivato, costringendo i videogiocatori più accaniti e fan della serie a doverlo acquistare d’importazione. Niente di strano, se ci pensiamo, se non fosse che un gioco del genere è davvero impossibile da provare senza capire cosa stia succedendo: ogni riga di dialogo, ogni frase e persino ogni cutscene acquisisce importanza rilevante dentro a Like a Dragon: Ishin!, considerato che addirittura la trama propone degli intrighi e dei colpi di scena di alto livello, davvero tosti da dover capire in giapponese (se non parlate la lingua).

Insomma, in termini pratici la trama non si distanzia più di tanto da quella classica dei giochi Like a Dragon, proponendo un’ambientazione diversa ma con una serie di meccaniche che i più avezzi riconosceranno: tutto questo non diventa per nulla ripetitivo però, soprattutto considerato l’approccio differente che noterete dei vari personaggi, in questo caso addirittura con dialoghi e frasi più consone all’epoca (e più distanti a quelle sentite in Kamurocho).

Combattere nel passato

Sakamoto Ryoma è un samurai di basso rango, e in un Giappone dove l’elevazione sociale è l’unica cosa che conta, è davvero una situazione brutta da vivere. Siamo inoltre in un’epoca dove le pistole iniziavano a comparire, che come verrà spiegato nel gioco, riescono a mettere tutti allo stesso livello: come possiamo sentire in un dialogo, combattere con la katana è difficile e servono maestria e talento, mentre per sparare basta solo imparare a farlo. Eppure Ryoma non è un personaggio incapace di adattarsi al futuro, al punto che imparerà a utilizzarla nel suo stile di combattimento.

Nel corso di Like a Dragon: Ishin!, potrete quindi sfruttare quattro stili di lotta diversi: il primo, Gioco di Spade, vi permetterà di affondare potenti colpi con la vostra katana; il secondo, Scontro a Fuoco, vi darà modo di sfruttare la distanza per combattere con la pistola; il terzo, Danza Folle, fonderà la spada e la pistola in una combinazione mortale (ma ovviamente meno potente della spada e con meno gittata della pistola) e infine la Lotta Libera, quella fatta di pugni e prese.

Per il resto il gioco vi permetterà di sfruttare queste mosse – e il rispettivo ramo abilità da potenziare con il passare delle ore di gioco – in fasi di combattimento specifiche, dove una mezza dozzina di nemici vi attaccherà e dove voi dovrete cavarvela sfruttando questi quattro stili e l’ambiente circostante, spesso pieno di oggetti da poter lanciare o usare come arma improvvisata.

Combattere nel passato però non significa solo lottare katana alla mano: queste parole trovano realtà anche nello stile del combat system di Like a Dragon: Ishin!, differente da Yakuza: Like a Dragon (chiamato anche Like a Dragon 7) che ha optato per il combattimento a turni, e più vicino ai predecessori invece, brawling game puri per quanto riguarda il combattimento.

Non chiamatelo Remastered

Like a Dragon: Ishin!, come già spiegato, arriva finalmente in occidente, e per l’occasione è stato tirato a lucido sotto ogni punto di vista. Iniziamo dalle novità rispetto alla versione originale, ovvero la localizzazione totale dei testi in italiano. Ogni riga, dai dialoghi fino ai collezionabili sarà in Italiano, che vi accompagnerà lungo questo viaggio doppiato in giapponese (cosa che ha il suo effetto, in un’ambientazione del genere).

A tutto questo aggiungiamo poi i nuovi contenuti inseriti nel gioco, che insieme alla rimasterizzazione delle immagini e al passaggio ad Unreal Engine 4, comporta una qualità davvero elevata in termini tecnici. A facilitare poi la comprensione della cultura del tempo, un glossario che potrete aprire con un semplice tasto vi spiegherà alcune parole non tradotte: si tratta spesso di parole singole che nella cultura giapponese identificano un concetto complesso (come la differenza tra Joshi e Goshi, due classi sociali di samurai decisamente diverse).

Ciò che a prima vista potrebbe quindi sembrare un approccio di semplice adattamento, ha invece richiesto una cura maniacale per poter inserire ogni singola cosa al suo posto (persino i tanto amati minigiochi): ovviamente la motivazione dietro questa scelta per un lavoro del genere risale anche al successo che la cultura giapponese sta avendo in occidente per quanto riguarda il videogioco. Ecco quindi che delle carte bonus vengono in aiuto per potenziare alcuni combattimenti, specialmente quando i boss fanno attacchi speciali inediti, pronti a cogliervi di sorpresa.

Non solo combattimento però, visto che Like a Dragon: Ishin! è anche e soprattutto storia: per questo c’è stata una cura maniacale anche nel riprendere i nuovi doppiatori e inserire di nuovo le parti di doppiaggio da aggiornare (soprattutto dopo aver visto questi cambi persino in Yakuza 0, Yakuza 6 e Yakuza: Like a Dragon).

80
Like a Dragon: Ishin!
Recensione di Simone Lelli

Like a Dragon: Ishin! ripropone l'esperienza di Yakuza: Ishin senza stravolgerla, ma inserendo un comparto tecnico migliorato, una serie di novità non troppo importanti ai fini della storyline principale, ma soprattutto la localizzazione italiana. Per il resto il gioco renderà i fan della serie Like a Dragon sicuramente felici, anche se il combat system in questo caso torna indietro nel tempo rivolgendosi a quello visto nei giochi della saga prima di Like a Dragon: Yakuza, ma sarà difficile da digerire per chi non ha mai avuto un approccio con un gioco della serie. Ovviamente Like a Dragon: Ishin! è perfetto per iniziare - sebbene manchino tutte quelle dinamiche moderne viste negli altri capitoli - e se riuscirete a superare alcune meccaniche che si notano subito nel loro essere ormai di 10 anni fa, potreste trovarvi davanti ad una trama capace di coinvolgervi fin dal primo istante.

ME GUSTA
  • Arriva finalmente in Europa!
  • Sistema di combattimento originale
  • Il Giappone del 1800 è spettacolare
FAIL
  • Difficile da digerire se non avete amato gli altri capitoli
  • Si vede che è un gioco del 2014
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