The Last Of Us, la recensione del secondo episodio

2 settimane fa

12 minuti

The Last Of Us, la recensione del secondo episodio

Finalmente dal 16 gennaio su Sky e Now Tv potete trovare disponibile, in contemporanea con l’uscita su HBO Max, il primo episodio dell’attesissima serie tv The Last Of Us. The Last Of Us è la nuova serie firmata HBO tratta dal famoso video gioco della Naughty Dog, casa di produzione che è stata coinvolta nel processo creativo dello show televisivo in tutto e per tutto. Già dal primo episodio vi sembrerà di essere stati catapultati in una nuova missione di Joel ed Ellie ma non sarà così. Da oggi è anche disponibile, sempre su Sky e Now, il primo episodio della serie doppiato in italiano. Come sempre, Sky per consentire ai suoi abbonati di visionare il prodotto in contemporanea con l’uscita statunitense lo rende immediatamente disponibile con i sottotitoli, dovrete attendere una settimana per la versione in lingua italiana. Se il primo capitolo di The Last Of Us era una splendida introduzione della storia, con il secondo, Infected, la serie ci catapulta nel vivo dell’azione e nel cuore della realtà post-apocalittica. Nel secondo episodio di The Last Of Us si sviluppano le prime relazioni tra i protagonisti, Joel ed Ellie, e comprendiamo a pieno l’importanza che la piccola ragazzina ha all’interno della storia. Finalmente possiamo dare un vero sguardo agli infetti, comprendere a pieno il loro potenziale di sterminio globale e apprezzare le tecniche di trucco utilizzate per ricreare i volti degli stessi. Se il primo episodio era un grande preambolo ricco di informazioni da apprendere, il secondo sarà cosparso di immagini forti, pochi ma efficaci dialoghi e battute ricche di black humor. Grazie a questo capitolo inizierete a conoscere la personalità irriverente di Ellie e non potrete non amarla. Vi avviso, preparate i fazzoletti perchè anche in questo capitolo non resterete senza versare almeno una lacrima. The Last Of Us, come vi anticipavo nella recensione complessiva della serie, non risparmia nessuno. Non affezionatevi troppo o resterete delusi. 

Come sempre prima di passare alla recensione ed all’analisi del secondo episodio di The Last Of Us, Infected (il tutto corredato da spiegazioni e quindi spoiler), ecco il trailer dello show che dal 16 gennaio vi aspetta in esclusiva su Sky e Now Tv.

Infected, entriamo nel vivo dell’azione 

Il secondo capitolo di The Last Of Us, Infected, si apre con una sequenza molto simile a quella d’apertura del pilot. In questo caso ci troviamo in oriente a Jakarta, la capitale dell’Indonesia. Una donna sta pranzando quando due agenti della polizia locale la prelevano per portarla l’università di biologia. Siamo tornati indietro nel tempo, il giorno è il 24 settembre 2003. Un infetto è stato portato in una zona dedicata agli esperimenti e un’importante scienziata viene convocata per esaminarlo. Evidente è che all’interno del laboratorio lavorino i massimi esperti locali di studio dei microorganismi. La sensazione di angoscia, paura e terrore affligge la scienziata che, mentre esamina l’infetto morto, apprende che un’infezione e il potenziale di una pandemia globale è al momento in corso. Comprende coi suoi occhi che il fungo è in grado di sopravvivere all’interno del genere umano ed i filamenti che diffondono il fungo nocivo sono tutt’ora attivi nel corpo del defunto. Sconvolta e terrorizzata viene portata al di fuori dell’edificio. Mentre beve una bevanda calda viene tranquillizzata da un collega che sembra non aver perso la speranza. Implora la scienziata affinché trovi una cura: un vaccino o un farmaco in grado di bloccare la situazione che rapidamente sta degenerando. Per la scienziata la situazione è diversa. Dopo la distruttiva esperienza appena vissuta è convinta che una cura sia davvero impossibile da trovare. L’umanità è destinata al tracollo. Presto nessun uomo sarà più in grado di autodeterminarsi, i fighi vinceranno presto, anzi per lei hanno già vinto. L’unica soluzione possibile ai suoi occhi è il bombardamento della città. 

Proprio in questo momento la regia dell’episodio sceglie di rivolgere il suo focus sui veri protagonisti della storia: Joel ed Ellie, ed in particolare sulla ragazzina. Si torna al 2023 e alla possibilità concreta di una cura. Scelta non affatto casuale ma frutto della connessione tra le due scene: da un lato la scienziata è disperata per la mancanza di una cura, mentre subito dopo viene mostrato il volto di Ellie, l’unica possibilità di trovare la cura.

Ellie per la prima volta nella sua vita si trova a viaggiare attraverso le città libere. La piccola ragazzina, come presto scoprite nei nuovi capitoli della serie, è cresciuta all’interno di una zona di quarantena militare. Non ha mai conosciuto l’era pre-pandemia. È sempre stata circondata da realtà artificiali. Soltanto ora, sotto la guida di Joel e Tess, può vedere come è realmente il mondo. A prima vista la ragazzina resta sconvolta da ciò che trova: città lasciate completamente allo stato brado, la natura ha preso il sopravvento su ogni cosa ed edifici e palazzi sono abbandonati, distrutti dalle bombe e demoliti. Il trio inizia pian piano a conoscersi. Tess e Joel non si fidano dell’immunità di Ellie. Nonostante la ragazzina spieghi nel dettaglio come è sopravvissuta al morso di un infetto, i due adulti faticano a credere che sia immune. Ellie, tre settimana prima di trovarsi coinvolta in una spedizione con Joel e Tess, è stata morsa da un infetto assieme alla sua amica: Ellie non si è mai trasformata in un mostro mentre la sua amica è stata contagiata dal fungo. Non vediamo nessuna immagine dell’accaduto (almeno per ora) ma percepiamo l’incredulità persino di Ellie ed il dolore che si cela dietro il racconto della storia. La ragazzina era sola, indifesa e non protetta. Proprio in questo momento intervengo le Luci (Fireflies). Molti nello scorso episodio si sono chiesti chi sono i cosiddetti Fireflies o Luci (termine tradotto in italiano). In sostanza si tratta di una fazione o un gruppo di milizia paramilitare costituitosi a partire da semplici cittadini, senza quindi grandi esperienze d’uso d’armi da fuoco o di battaglie, che vivevano all’interno delle zone di quarantena delle principali città degli Stati Uniti d’America. Lo scopo di questa fazione è quello di contrapporsi ai militari, alle regole rigide e all’assenza di libertà presente all’interno delle zone di quarantena. Non esiste una selezione per entrae a far parte delle Luci né caratteriste predestinate dai membri, la forza di volontà di contrastare la FEDRA e di trovare una cura è ciò che unisce il gruppo e rappresenta la condizione principale per entrare a far parte della squadra. Ovviamente, come avrete potuto intuire, le Luci sono un’organizzazione clandestina che viene cacciata dai federali. Chiunque faccia parte delle Luci agisce contro lo stato, contro il rispetto delle regole e per tali motivi sarà sottoposto alla legge marziale. In sostanza i Fireflies sono veri ribelli. Il suddetto gruppo è presente anche nel corrispettivo videoludico della serie, infatti il gioco (The Last Of Us e The Last Of Us Parte 2) tramite documentari racconta che la fazione delle Luci nasce con lo scopo di creare un movimento di ribellione e contrato rispetto ad un’altra fazione militiate riconosciuta dallo stato: la FEDRA, ossia la Federal Disaster Response Agency, in sostanza un vero e proprio esercito semi-ufficiale organizzato in maniera gerarchica che ha lo sporco di mantenere il controllo delle città e delle relative zone di quarantena.

Fatta questa breve divagazione, necessaria però per comprendere a pieno la storia, torniamo a parlare del secondo episodio dello show HBO. Il trio sta cercando di raggiungere la meta che si trova dall’altra parte degli Stati Uniti per poter trovare, grazie ad Ellie, una cura alla pandemia. Così attraversano la prima città libera che la serie sceglie di mostrarci. Vediamo lo stato di devastazione che ha afflitto la città e come la natura ha preso il sopravvento sulle costruzioni artificiali e sull’uomo. Le case e gli edifici sono stati lasciati allo stato brado o distrutti da bombe scagliate per sterminare infetti. Gli animali non sembrano essere stati contagiati dal fungo e così popolano gli ambienti una volta vissuti solo dall’uomo. L’azione non tarda ad arrivare: Joel, Ellie e Tess cercano riparo all’interno di un edificio quando avvertono la presenza degli infetti. Le persone contagiate non hanno più il dono della vista ma grazie ad altri sensi riesco a catturale e colpire le vittime. Nel secondo episodio è presente la prima grande scena d’azione che coinvolge infetti allo stato avanzato. Possiamo subito notare che gli infetti non hanno più un volto umano ma, piuttosto, simile alle creature del sottosopra di Stranger Things. I mostri con movimenti scoordinati cercano di immobilizzare ed infettare i nostri protagonisti, senza, apparentemente, riuscirci. Così Ellie e i due adulti trovano una via di fuga. In questa situazioni sia Tess che Joel mostrano veri istinti da genitori: la protezione di Ellie avviene prima di tutto. La serie ci lascia intendere che la ragazzina viene, allo stato attuale, considerata semplicemente una merce di scambio: se la porteranno a destinazione i due riceveranno il materiale di cui hanno bisogno. In realtà già da questi primi gesti di protezione comprendiamo come l’istinto di salvaguardia verso Ellie sia innato in Joel, ma su questo torneremo più avanti. 

Proprio mentre i protagonisti sembrano aver scampato il pericolo, ecco che la tragedia è dietro l’angolo. I tre hanno raggiunto il punto in cui si trovano alcuni membri della FEDRA e, trovando la situazione sospetta, decido di indagare. Si accorgono subito che sono stati infettati e appaiono senza vita. Peccato che nel giro di pochi istanti la situazione degeneri senza possibilità di ritorno. Proprio in questa occasione Tess confessa a Joel di essere stata morsa da un infetto e supplica il compagno di portare Ellie a destinazione. Tess ha compreso l’importanza della ragazzina e la speranza che si cela dentro di lei. Le suppliche di Tess vengono accolte e senza troppi ripensanti Joel trascina letteralmente via dall’edificio la piccola Ellie mentre Tess sceglie di accendere la miccia portando con se tutti gli infetti della zona. 

Il secondo capitolo dello show termina in tragedia ma siamo consapevoli che i rapporti tra Joel ed Ellie d’ora in avanti sono destinati a cambiare per sempre. 

Tess, la salutiamo proprio mentre stavamo iniziando a conoscerla 

Preparatevi perché l’addio di Tess è stato solo il primo di una lunga serie. Avevamo conosciuto la donna nel primo episodio come la compagna e la fedele complice di Joel, colei che in tutto il trambusto della vita nella zona di quarantena era riuscita ad alleviare il dolore di Joel. Non sappiamo le origini del personaggio, chi era prima dello scoppio della pandemia. Conosciamo Tess per la donna forte che è diventata. È intelligente, scaltra e pare addestrata alla sopravvivenza. Non si fa troppi problemi ad affrontare le persone né a rispondere al fuoco con il fuoco. Sarebbe stato davvero interessante scoprire come ha conosciuto Joel e come i due sono riusciti a fidarsi l’uno dell’altro, come i due sono diventati complici. Sappiamo che Tess è la spalla di Joel, l’unica persona, assieme a suo fratello, in grado di comprenderlo e farlo ragionare. Joel nutre la massima fiducia in Tess e solo lei è capace di riportare Joel sulla retta via. Se ad un primo impatto sembra Joel la persone più razionale, fredda e ponderata, in realtà è Tess la mente dietro ad ogni piano del bizzarro duo. Chissà cosa sarebbe accaduto se Tess non fosse stata morsa da un infetto? La prospettiva di famiglia a tre era già ben che apparecchiata sul piatto. Invece, purtroppo, dovremo accontentarci di avere solo il lontano e doloroso ricordo di Tess. 

Joel ed Ellie: i primo momenti padre e figlia

In questo secondo episodio abbiamo avuto modo di visionare, con tutta la calma possibile, le prime relazioni tra Joel ed Ellie. Fin da subito comprendiamo che il burbero uomo non si fida della presunta immunità della ragazzina. Oltre a questo grande ed importante fattore, Joel è desideroso di ricongiungersi con suo fratello e perciò considera la piccola Ellie come una semplice merce di scambio, nulla di più. Vede Ellie come un potenziale infetto pronto ad esplodere e non vede davvero l’ora di portarla a destinazione. In realtà, se leggiamo bene tra le righe possiamo notare che Joel riconosce in Ellie alcune caratteristiche che prima associava alla sua figlia defunta, Sarah. La presenza di una ragazzina nella sua vita, per quanto temporanea, è per lui altamente destabilizzante. Joel nel vedere Ellie, la sua vulnerabilità e la necessità di protezione, rivive il terribile momento della perdita di Sarah. Prima dello scoppio della pandemia e della perdita della figlia Joel non era il burbero ed irascibile uomo che è ora. La mancanza di Sarah l’ha reso così, prima era la figlia a prendersi cura di lui, a risvegliare il lato dolce del personaggio. Ora che la ragazza non c’è più quel che resta di Jeol è solo l’uomo duro che desidera dimostrare. In Ellie il protagonista di The Last Of Us vede una potenziale minaccia ai suoi sentimenti: se si dovesse affezionare alla ragazzina (che tra l’altro ha la medesima età di Sarah) per poi perderla non riuscirebbe a sopravvivere. Ecco perché Joel è così distante, scostante e freddo con Ellie. Non temete, la loro relazione cresce episodio dopo episodio. Capitolo dopo capitolo vedrete come Joel ed Ellie affrontano le sfide che il viaggio on the road gli presenta davanti. È inevitabile che i due finiscano per unirsi e diventare più che semplici conoscenti. Entrambi hanno bisogno di sentirsi padre e figlia, di avere quella relazione che la pandemia gli ha troppo presto sottratto. Già sul finale dell’episodio avete potuto vedere che per Joel portare Ellie sana e salva alla basa delle Luci è diventata una vera missione di vita, una promessa ed un voto fatto a Tess in punto di morte. Deve rispettare il giuramento per salvaguardare la memoria della donna amata. Lui spera di portare a termine la missione senza corrompere le proprie emozioni ma presto si accorgerà che non è possibile. Ellie ha molto da dare a questa storia e non dovremo attendere molto per scoprirlo. 

80
The Last Of US (Infected)
Recensione di Chiara Giovannini

Se il primo episodio era un grande preambolo ricco di informazioni da apprendere, il secondo sarà cosparso di immagini forti, pochi ma efficaci dialoghi e battute ricche di black humor. Grazie a questo capitolo inizierete a conoscere la personalità irriverente di Ellie e non potrete non amarla. Vi avviso, preparate i fazzoletti perchè anche in questo capitolo non resterete senza versare almeno una lacrima.

ME GUSTA
  • I rapporti tra i personaggi iniziano ad evolversi
  • Ottimo trucco prostatico sugli infetti
  • L'azione è la giusta scelta per il secondo episodio: un ottimo antipasto di quello che verrà poi
FAIL
  • Tess, il primo di tanti personaggi che ci saluteranno troppo presto
The Last of Us: il quinto episodio arriverà in anticipo
The Last of Us: il quinto episodio arriverà in anticipo
The Last Of Us, la recensione del quarto episodio
The Last Of Us, la recensione del quarto episodio
The Last of Us: trailer dell'episodio 5 e doppio making of del quarto
The Last of Us: trailer dell'episodio 5 e doppio making of del quarto
The Last of Us: le curiose origini, tra Romero ed Elliot Page
The Last of Us: le curiose origini, tra Romero ed Elliot Page
The Last of Us, il nuovo volto di Bill: il dramma diventa umano e intimo
The Last of Us, il nuovo volto di Bill: il dramma diventa umano e intimo
The Last Of Us: la recensione del terzo episodio
The Last Of Us: la recensione del terzo episodio
The Last of Us: Mazin e Druckmann nel nuovo making of della serie tv
The Last of Us: Mazin e Druckmann nel nuovo making of della serie tv