One Piece Odyssey, la recensione: passi da gigante per il franchise

3 settimane fa

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In arrivo su PlayStation 4 e 5, Xbox Series S e X, oltre che su PC il 13 gennaio 2023, One Piece Odyssey è il nuovo tentativo, firmato ILCA, di dare a una delle IP più famose in ambito anime e manga una nuova primavera, dopo tanti tentativi non soddisfacenti di produrre una degna controparte videoludica per l’opera di Eiichiro Oda.

Fin troppo spesso è capitato di trovarsi ad analizzare delle declinazioni videoludiche di proprietà intellettuali dei manga in maniera negativa. È successo in particolar modo con One Piece, che nella sua immensa produzione, iniziata nel 2000 con il debutto su WonderSwan, non ha mai saputo eguagliare il successo dell’anime o del manga stesso.

I tentativi, nell’ultimo periodo, si sono davvero sprecati nel tentativo di evadere da quella gabbia di nome musou che aveva confinato Luffy in un ecosistema spurio e privo di un divertimento che potesse soddisfare anche il pubblico occidentale. Con One Piece: World Seeker, sviluppato da Ganbarion, si era provato a invertire la rotta, procedendo in direzione di un open world che potesse dare ai tie-in una nuova primavera.

Non cambiò molto, in realtà, perché Ganbarion fece un tentativo, un esperimento che non riuscì a concretizzarsi a causa di un sistema di combattimento davvero troppo deludente e una struttura a lungo andare ripetitiva, donandoci un open world che non aveva una buona mole di contenuti. Inoltre, con un’intera ciurma a disposizione, World Seeker prevedeva l’utilizzo solo di Luffy. Per questo, a distanza di tre anni, l’annuncio di One Piece Odyssey, sequel diretto dell’avventura di Ganbarion, ci ha lasciato qualche barlume di speranza per un nuovo esperimento, stavolta più riuscito del predecessore.

Rotta verso l’isola di Waford

One Piece Odyssey è un filler, pertanto non aspettatevi la riproduzione in termini videoludici di un segmento dell’immensa epopea che vede Luffy protagonista, tantomeno una saga già ben nota. L’intera ciurma si ritrova catapultata nell’isola di Waford a causa di una corrente innaturale che li porta a sfondare il muro di nuvole. L’atollo non accetta i pirati né gli stranieri, che finiscono per naufragare, lasciando i malcapitati in una condizione di disperazione: non è il caso della ciurma di Cappello di Paglia, che problemi di questo tipo non ne ha mai avuti.

Lasciati, quindi, Frankie e Brook in disparte, il resto del gruppo capitanato da Luffy incontra una ragazza di nome Lim che ha uno strano modo di accogliere i pirati: estrapolare memorie e ricordi per renderli dei cubi fluttuanti che vanno a disperdersi per l’intera isola.

L’espediente narrativo creato per Odyssey, quindi, è quello di dover recuperare tutti i ricordi e le memorie di ciò che è accaduto fino a quel momento, per poter in qualche modo riparare al gesto sconsiderato di Lim. Un modo non solo per sopperire al fatto che nelle prime battaglie, precedenti alla privazione di qualsivoglia abilità, ci ritroveremo a sbaragliare qualsiasi avversario, ma anche per giustificare il ripercorrere tratti dell’avventura che appartengono ai fan di One Piece e che farà loro piacere riscoprire, dall’incontro con Ace fino allo scontro con Crocodile e così via.

La trama finisce per essere qualcosa di fortemente secondario, soprattutto nel momento in cui Lim si limiterà a spiegarvi come funziona il mondo di Memoria, lasciando l’intera esperienza a sorreggersi sulle spalle del gameplay.

Il ritorno dei turni

Odyssey è a tutti gli effetti un jRPG a turni, con ordine delle azioni ben visibile e alternabile a seconda del membro della ciurma selezionato. Siamo dinanzi a una leggera miglioria di quanto Square aveva proposto con Final Fantasy X, in maniera molto meno rigida e funzionale. Sul campo di battaglia potrete schierare, una volta ingaggiata la battaglia col vostro avversario nell’open world, fino a quattro personaggi, lasciandone tre nelle retrovie, ma potendo cambiarli in qualsiasi momento.

I combattimenti si andranno a estendere in zone, così da poter avere dei mini-scontri tra i vari personaggi o i nemici, evitando una rissa che coinvolta tutti e quattro i componenti della ciurma. Un modo semplice per giocare anche con quelle che sono le abilità di alcune vostre mosse, in particolar modo quelle di Luffy, che può colpire talmente forte un avversario da spingerlo in un’altra zona.

Il combattimento, dal punto di vista della strategia, richiede l’utilizzo di un sistema che si basa sul classico sistema carta-forbice-sasso, qui declinato come potenza-velocità-tecnica. Ogni vostro elemento della ciurma corrisponderà a una di queste tipologie e sebbene possiate decidere di affrontare i vostri avversari tralasciando le tipologie di appartenenza, sappiate che il tutto sarà molto più semplice e immediato se affidato al sistema di combinazioni.

Inoltre, tutti i nemici avranno delle debolezze agli status, che possono essere inflitti o usando oggetti creati da Usopp oppure con mosse che possono ustionare, far sanguinare e così via. Questo significa che spesso vi ritroverete a sostituire i membri della ciurma con quelli di riserva, così da rendere sempre dinamica l’esperienza e sfruttare al meglio il sistema a turni, che per quanto molto malleabile si lascia apprezzare anche dai fan di vecchia data dei jRPG.

Finirete, nel corso dell’avventura, per l’utilizzare molto di più le abilità che gli attacchi normali, andando a esaurire i punti tecnica, che possono essere ricaricati proprio con i comandi base

Finirete, nel corso dell’avventura, per l’utilizzare molto di più le abilità che gli attacchi normali, andando a esaurire i punti tecnica, che possono essere ricaricati proprio con i comandi base: un altro sistema molto utile per evitare che il tutto si possa ridurre a un’azione sbilanciata. Con il comando che accelera tutte le animazioni, inoltre, vi potrete evitare combattimenti che durano un’infinità soltanto a causa delle animazioni, che per quanto affascinanti dopo una decina di ore inizieranno a stancarvi. Forse anche prima.

Insomma, il team di sviluppo sembra aver pensato davvero a tutto dal punto di vista del combattimento, rendendo le sfide avvincenti. Soprattutto nel momento in cui dovrete ingaggiare una sfida sull’open world e avrete la possibilità di un colpo critico in apertura prendendo l’avversario alle spalle o addirittura evitandone l’attacco.

Esplorare il mondo della memoria

Sebbene un sistema illuminato come quello di Blue Dragon che trasformava direttamente in EXP gli avversari di un livello troppo inferiore rispetto al vostro sia sempre confinato nel dimenticatoio, c’è da considerare che Odyssey evita che tutti i nemici ci si fiondino addosso a prescindere. Quando avrete raggiunto un buon livello di distanza dai vostri avversari (arrivereste al primo mondo di Memoria già al livello 16, per esempio) sarà ancora più facile evitare gli scontri, perché saranno loro a evitare voi. Un modo utile per evitare combattimenti che vi lasceranno EXP di poco conto e inutili a un Level Up. Infine, sfruttando i poteri di Luffy potrete scoprire quali mostri vi daranno un bonus di esperienza, così da lanciarvi subito al loro assalto.

Restando in ambito dell’esplorazione, Odyssey sfrutta la ciurma nel miglior modo possibile, partendo dalle caratteristiche di tutti i componenti per spingervi a scambiarli nel corso dell’avventura. Luffy può allungarsi e recuperare oggetti a distanza, Zoro può distruggere inferriate, Chopper infilarsi in cunicoli, Namie odorare berry sparsi sul terreno, Usopp usare la fionda per distruggere oggetti che nascondono tesori.

A lungo andare potrete dover cambiare spesso personaggio per soddisfare un’esplorazione completa. L’aspetto poco gradevole è riservato al tempo di caricamento di questa azione, che comporta un fade out che sul lungo periodo annoierà non poco anche il videogiocatore più paziente.

Riparare un ricordo sbiadito vi porterà a ritrovarvi a comandare alcuni membri dell’equipaggio rimasti isolati dal resto del gruppo

Il sistema di gioco, però, prevede che l’esplorazione diventi essenziale non solo per fini completistici, ma soprattutto per continuare a recuperare i cubi seminati nei vari mondi, fondamentali per potenziare le vostre abilità e la loro efficacia. Ogni cubo apparterrà a uno specifico membro della ciurma, che si ritroverà a dover decidere come distribuirli, in un sistema che può essere resettato in ogni momento, così da potervi spingere a cambiare idea in prossimità di qualche battaglia che avete annusato essere ostica. Per il resto del tempo, nonostante il team di sviluppo abbia provato a inserire degli enigmi ambientali, vi ritroverete dinanzi a tentativi troppo ingenui e naif.

Per rendere molto più variegata la presenza di una ciurma già di per sé in grado di offrire caratteristiche e personalizzazioni ben differenti, durante l’esplorazione, quando vi ritroverete a dover magari riparare un ricordo sbiadito, potrete ritrovarvi a comandare alcuni membri dell’equipaggio rimasti isolati dal resto del gruppo: un espediente, anche questo, per far sì che persino quei membri magari poco gettonati – come potrebbe essere Chopper – finiscano per avere un ruolo di prim’ordine nella vostra avventura. Tra l’altro l’ottima caratterizzazione sia in fase di combattimento che di esplorazione vi permetterà di avere un buon feedback per la resa fedele nella riproduzione dei personaggi.

Ancora troppe ingenuità

L’intera narrazione, in più parti, così come le missioni che vi saranno propinate, rischieranno di lasciare quel retrogusto di ridicolo e di poco coerente con i problemi raccontati. Certo, siamo sempre dinanzi a un’opera che fa del suo stile scanzonato la propria originalità e la propria firma autoriale, ma a tratti nel videogioco si esagera. L’unica attività extra che ci ha dato qualche soddisfazione è rappresentata dalla caccia alle taglie, che finisce per donarci anche un attimo di investigazione nel tentativo di rintracciare il malcapitato di turno e recuperare il bottino, sempre spropositato per qualunque acquisto volessimo compiere.

Dal punto di vista tecnico One Piece Odyssey, come già accennato, soffre di eccessivi caricamenti, fastidiosi muri invisibili che ci costringono ad assistere all’ennesimo fade out prima di poter ripartire nella direzione corretta e un ambiente spesso troppo spoglio. Esteticamente il titolo è gradevole soprattutto per la palette di colori usata, ma è chiaro che un cel shading avrebbe fatto sicuramente una migliore figura, così come le animazioni, troppo legnose, a lungo andare potrebbero stancare l’occhio abituato a ben altri lavori nel 2023. Dal punto di vista della direzione artistica è apprezzabile anche il cambio di mood e tonalità nel momento in cui si finisce in un ricordo sbiadito, con una scala di grigi che sostituisce la sgargiante proposta accesa della palette solita.

Lodevole il lavoro, già citato, di caratterizzazione dei vari personaggi, che si muovono con quelle che sono le loro tipiche andature e riescono a restituire un piacevole senso di personalizzazione da parte del team di sviluppo. In ogni caso l’aspetto tecnico sicuramente l’elemento più negativo dell’intera produzione, che avrebbe potuto ambire a ben altri risultati e a offrire una direzione artistica anche più illuminata. Sicuramente l’ispirazione di molti nemici, à la Dragon Quest, soddisferà una platea di pubblico, ma per il resto tutto è ancora troppo spoglio per poterci trovare dinanzi a un vero e proprio open world funzionante, così come i centri abitati non riescono a restituire una vera e propria sensazione di vitalità.

75
One Piece Odyssey
Recensione di Mario Petillo

One Piece: Odyssey è un importante passo in avanti per il franchise videoludico. Rispetto al passato si è lasciato andare un genere, quello dei musou, che non poteva offrire più niente di interessante e si è deciso di puntare forte sugli open world. Con meno monotonia dal punto di vista delle missioni secondarie e con una maggiore verve tecnica, che evitasse i numerosi caricamenti e tempi di attesa nel cambio dei personaggi, avremmo potuto relegare all'unica problematica il fatto che nel 2023 i combattimenti a turni non siano accettati da tutti, ma solo da una nicchia di videogiocatori. Purtroppo manca ancora qualcosa a One Piece, ma siamo sicuri che di anno in anno continueranno ad arrivare esperimenti in grado di esaltarsi da questo punto di vista, perché il materiale c'è e l'IP è forte: manca solo l'impegno, che ILCA ha iniziato a mostrare.

ME GUSTA
  • Un bel passo in avanti per One Piece
  • Combat system molto elaborato
  • Pretesto narrativo sensato e ben architettato
FAIL
  • Troppi caricamenti e tecnicamente un po' indietro
  • Esplorazione ed enigmi ambientali troppo naif
  • Diventa presto ripetitivo