Videogiochi: i migliori e i peggiori del 2022

1 mese fa

9 minuti

Il 2022 è stato un anno senza dubbio intenso sul piano videoludico. Un anno fatto di grandi ritorni, come quello sancito dall’arrivo sul mercato di Return to Monkey Island, ma anche di tanti ritardi e posticipi che hanno stravolto in questi mesi la scaletta delle uscite in esclusiva e multipiattaforma.

Ovviamente, anche quest’anno, non sono mancate le sorprese, prima su tutte Pentiment l’inaspettata perla di Obsidian, e prodotti di ottima qualità che hanno reso il 2022 un anno senza dubbio da ricordare con il ritorno di una FromSoftware in stato di grazia e l’arrivo sul mercato di grandi colossal da Elden Ring a God of War: Ragnarok. 

Ma bando alle ciance e vediamo più nel dettaglio quali sono stati i migliori e i peggiori videogiochi del 2022. 

I Migliori Videogiochi del 2022

Elden Ring

In vetta alla classifica dei migliori videogiochi del 2022 troviamo ovviamente Elden Ring, l’innovativo open world targato From Software. Vincitore del GOTY ai The Game Awards di quest’anno, Elden Ring è senza dubbio il punto più alto mai toccato dal team di Hidetaka Miyazaki che, forte dall’esperienza maturata con lo sviluppo della serie Dark Souls, porta la sua filosofia verso nuovi e rinnovati orizzonti.

Impreziosito da un art direction illuminata e da un inedito approccio all’esplorazione che valorizza e intensifica il senso di scoperta del giocatore, il gioco restituisce agli appassionati elementi e sensazioni familiari, riuscendo a sfruttare al meglio tutte le potenzialità del nuovo contesto open world. Avvolgente e colossale, Eden ring appare a dir poco impressionante per fascino, dinamismo di gameplay e densità di contenuti. Un capolavoro irrinunciabile che saprà come ricompensarvi ad ogni vittoria o sconfitta.

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God of War: Ragnarok

Tra i videogiochi più acclamati dell’anno accanto ad Elden Ring, God of War: Ragnarok trasporta Kratos e Atreus in una nuova epica avventura che segna la fine delle avventure ambientate nelle fredde terre del Nord. Anche se a prima vista può sembrare un more of the same del primo capitolo, in realtà Ragnarok presenta un gameplay molto più solido, maturo e stratificato rispetto al suo predecessore, con una maggiore personalizzazione della build e un roster degli avversari ancor più variegato.

Pur, quindi, non offrendoci nessuna novità particolare, al di là di tutta una serie di nuovi strumenti e oggetti, God of War Ragnarok riesce a restituirci comunque un’esperienza e un’avventura a dir poco unica.

 

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Pentiment

Sviluppato da Obsidian Entertainment, Pentiment resta senza dubbio la vera sorpresa di questo 2022. Frutto dell’amore di Josh Sawyer per la storia medievale europea, la nuova avventura narrativa di Obsidian giunge come un’opera inaspettata che si discosta dalle estetiche e dalle meccaniche tradizionalmente proposte nei mondi videoludici per restituire ai giocatori quelle stesse identiche sensazioni che è possibile provare sfogliando le pagine di un manoscritto antico. 

Impreziosito da una direzione artistica di grande spessore e da una scrittura oltremodo brillante, l’avventura narrativa di Josh Sawyer e Hannah Kennedy coniuga sapientemente stili, generi e soluzioni espressive differenti per dare vita ad un racconto coinvolgente, ricco di carisma e davvero unico nel suo genere.

Sicuramente un titolo non adatto a tutti, ma capace di stupire ed incantare chiunque proverà anche solo ad immergersi in quest’atipica avventura dai contorni medievali.

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Bayonetta 3

Innegabilmente tra le migliori produzioni di questo 2022, Bayonetta 3 segna lo straordinario ritorno delle avventure della strega di Umbra. Dopo una parentesi piuttosto buia, culminata nella realizzazione del disastroso Babylon’s Fall, Platinum Games torna in pista, regalandoci un sequel perfetto.

Bayonetta 3, infatti, è molto più di quanto potessimo aspettarci dal nuovo capitolo della serie: un action dinamico, sensuale e travolgente, con tante novità e nuovi demoni da gestire direttamente sul campo di battaglia. Contraddistinto da un gameplay unico, variegato e a dir poco spettacolare, Bayonetta 3 rappresenta il punto più alto della serie per estro, varietà, contenuti e solidità ludica. Un’apoteosi a dir poco perfetta che trasporta direttamente l’ultimo atto della saga di Bayonetta nell’olimpo degli stylish action.

 

Immortality

Chiudiamo la nostra carrellata dei migliori videogiochi del 2022 con Immortality, il nuovo capolavoro di Sam Barlow. Il titolo verte attorno alla figura di Marissa Marcel, una promettente attrice scomparsa misteriosamente insieme alla trilogia cinematografica di cui è protagonista. Esattamente come Her Story e Telling Lies, Immortality è un racconto interattivo che esorta il giocatore a scandagliare i frammenti di riprese e le scene dietro le quinte nella speranza di venire a capo dell’enigma e scoprire il destino della donna.

Denso, violento ed immersivo, Immortality è una produzione unica all’interno del panorama videoludico, un ‘opera che attraverso l’attento uso del linguaggio espressivo e visivo stravolge il ruolo del giocatore, rendendolo parte attiva del processo di ricostruzione narrativa. Un’esperienza ludica travolgente ed indimenticabile che poggia su una sceneggiatura brillante e senza sbavature con un cast eccezionale. 

 

I peggiori videogiochi del 2022

Babylon’s Fall

Non potevamo iniziare la nostra carrellata dei peggiori videogiochi del 2022 senza citare Babylon’s Fall, probabilmente uno dei peggiori giochi mai realizzati da quei maestri dell’action che sono i Platinum Games. E dire che sin dai primi trailer, il gioco prometteva di essere un action GDR con meccaniche solide ed intriganti. Alla fine, invece, qualcosa è andato storto e ciò che ne è rimasto di quel progetto tanto ambizioso è in sostanza un gioco con un enorme potenziale, ma dall’esito a dir poco disastroso.

Contraddistinto da storia quasi inesistente e un impianto tecnico obsoleto di almeno due generazioni, Babylon’s Fall è un gioco con delle buone idee soprattutto per quanto concerne il combat system ma che già dopo poche ore mostra tutti i suoi limiti strutturali e tecnici, nel bilanciamento e nella progressione. Un progetto che ha il sapore di un’occasione sprecata e che porta con sè le conseguenze di un’infinita serie di scelte sbagliate.

The Callisto Protocol

Presentato come il potenziale erede di Dead Space, The Callisto Protocol si è purtroppo rivelato come una delle delusioni videoludiche più cocenti di questo 2022. Contraddistinto da un comparto tecnico a dir poco impressionante, l’opera di Glen Schofield è un gioco che parte da tutta una serie di interessanti intuizioni, ma che finisce infine per crollare sotto il peso delle sue stesse ambizioni.

Ben lontano dal riprodurre le atmosfere e la tensione di quel capolavoro del genere horror sci-fi che è Dead Space, l’opera prima di Striking Distance Studios si rivela un prodotto che non riesce a costruire efficacemente la tensione e a convincere fino in fondo, complice anche la presenza di un comparto narrativo privo di mordente e dei personaggi poco caratterizzati. Un vero peccato, soprattutto se pensiamo che, a fronte delle promesse, ci troviamo comunque di fronte ad un prodotto che non solo non riesce a replicare le sensazioni date dal suo progenitore ma che è di fatto incapace di trovare una sua identità.

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Pokémon Scarlatto e Violetto

Pokémon Scarlatto e Violetto sono i primi capitoli della serie che abbracciano la formula open world. Se siete tra i fan della serie, saprete di certo quanto le aspettative per questo nuovo capitolo fossero alle stelle e non solo per l’inedita svolta intrapresa dal franchise, ma anche per le corpose novità promesse dal team. Per quanto apprezzabile, però, l’impegno profuso da Game Freak non è alla fine bastato a rendere meno rovinoso uno dei lanci peggiori di questo 2022: seppur spassosa e ricca di contenuti, la nuova avventura nella regione di Paldea risulta essere in parte deludente sia per la ripetitività di fondo delle sfide free roaming e sia soprattutto per i problemi riscontrati nel comparto tecnico. 

Bastano pochi minuti di esplorazione di Paldea per trovarsi davanti a delle criticità alquanto evidenti con bassa qualità delle texture, malfunzionamenti, fenomeni di stuttering e poderosi cali di frame-rate ben al di sotto dei 30 fps.

Se non altro, quel che è certo è che Pokémon Scarlatto e Violetto sarà un capitolo che verrà ricordato a lungo dai fan della serie, ma non di certo in senso positivo.

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Gotham Knights

A distanza di dieci anni dall’uscita di Arkham Origins, Warner Bros Games Montreal torna a occuparsi dell’universo DC Comics con un action RPG che ci porta a vestire i panni di Nightwing, Batgirl, Robin e Cappuccio Rosso, divenuti i nuovi Cavalieri di Gotham dopo la morte di Batman.

Nonostante la presenza di un incipit narrativo interessante e un buon sistema di diversificazione per i quattro eroi giocabili, il risultato è comunque un’opera che soffre di tutta una serie di problematiche a partire dal combat system che pesca a piene mani da quello della serie Arkham, senza però fare tesoro degli ammodernamenti dal punto di vista di design. Il gameplay finisce per essere dunque sì action-RPG, ma basato su pochissime varietà di combo, tutte relegate a un freeflow la cui salvezza è da riscontrarsi nel sistema di upgrade e nelle singole abilità di ogni combattente.

Privo di mordente e di quella verve che titoli, invece, come Spider-Man hanno saputo offrire, Gotham Knights resta dunque una strizzata d’occhio ai fan della DC Comics, ma comunque incapace di far esprimere Gotham nel suo miglior modo possibile.

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Steelrising

Chiudiamo la nostra carrellata dei peggiori videogiochi del 2022 con Steelrising, l’ultima fatica del team Spiders che tenta infilarsi nella mischia dei soulslike, senza riuscire infine a lasciare un segno. Ciò che di base non funziona in Steelrising è questo voler replicare l’impianto ludico tipico del genere senza riuscire ad esprimere pienamente il suo potenziale. Mi spiego: Steelrising appare a tutti gli effetti come un soulslike, ma privo di novità capace di distinguerlo dalla massa di titoli già presenti sul mercato. Il problema, poi, non è neanche il fatto che le meccaniche di combattimento siano sostanzialmente sempre le stesse, ma che in alcuni casi rappresentino persino un passo indietro.

Se a questo aggiungiamo le solite animazioni legnose che accomunano gli action RPG di Spiders, il risultato finale è un prodotto impreciso e limitato sotto tanti punti di vista. A brillare davvero dunque resta non solo il comparto artistico, ispiratissimo, ma anche la presenza di una storia strutturata e coinvolgente, da sempre fiore all’occhiello delle produzioni dello studio.

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