A Montreal, in Canada, alla Conferenza sulla biodiversità i paesi hanno adottato uno storico accordo. Tutto per invertire decenni di gesti dell’uomo che hanno distrutto l’ambiente, minacciato le specie, gli ecosistemi e le risorse umane. Un patto di pace con la natura. Paesi impegnati a proteggere il 30% del pianeta entro il 2030 e a garantire il riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni.

 

Entro il 2030, almeno il 30% delle aree terrestri, delle acque interne, costiere e marine (…) sia effettivamente conservato e gestito. In che modo avverrà? Attraverso reti di aree protette ecologicamente rappresentative, ben collegate e gestite in modo equo e garantendo che qualsiasi uso sostenibile (…) sia pienamente compatibile con gli obiettivi di conservazione.

testo dell’accordo

 

 

L’obiettivo per i paesi ricchi è fornire 20 miliardi di dollari all’anno entro il 2025 e almeno 30 miliardi di dollari all’anno entro il 2030. Il doppio e il triplo degli attuali aiuti internazionali per la biodiversità

La Cop 15 ha approvato la creazione di un nuovo ramo del Fondo mondiale per l’ambiente (Gef). Si tratta di un’alternativa al fondo per la gestione del cambiamento climatico. I paesi del Sud del mondo lo stanno ancora aspettando. Fra i punti dell’accordo c’è anche il ripristino del 30% dei terreni, degli ecosistemi marini e costieri. L’impegno prevede anche ridurre ogni forma di inquinamento. Diminuire almeno la metà del rischio complessivo derivante dai pesticidi e dalle sostanze chimiche altamente pericolose. 

 

Accolgo con favore il risultato storico della Cop15. Fornisce una buona base per un’azione globale sulla biodiversità, integrando l’accordo di Parigi per il clima. Ora il mondo ha un doppio binario d’azione per un’economia globale sostenibile entro il 2050. La comunità globale ha ora una tabella di marcia per proteggere e ripristinare la natura e utilizzarla in modo sostenibile, per le generazioni attuali e future. E investire nella natura significa anche combattere il cambiamento climatico. Ora è tempo che tutti i Paesi realizzino i nostri obiettivi in materia di natura per il 2030 e il 2050. Il Green Deal europeo, in quanto strategia di crescita dell’Europa, ci pone in prima linea in questa trasformazione economica globale.

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea