Il Game Pass di Microsoft presto potrebbe avere un abbonamento ‘light’: più economico, con meno videogiochi e con le odiate inserzioni pubblicitarie. Una formula già sperimentata da Disney+ (il debutto proprio in questi giorni negli USA) e da Netflix. Peraltro, la piattaforma tecnologica utilizzata da Netflix per mostrare gli spot è stata progettata proprio da Microsoft, che è partner del progetto.

Microsoft, ad ogni modo, sembra avere imparato dai passi falsi delle aziende sopracitate. I piani con pubblicità proposti da Netflix e Disney+ hanno lasciato ampiamente a desiderare, perché al netto di una scomodità (cioè gli spot) non sono stati in grado di offrire prezzi realmente concorrenziali. Con Netflix si risparmiano appena 2€ e bisogna sopportare un numero eccessivo di limitazioni, mentre la pubblicità di Disney+ non introduce nemmeno un reale vantaggio economico rispetto alla situazione attuale (Disney si è limitata ad aumentare il costo dell’abbonamento senza pubblicità).

Al contrario, il Game Pass di Microsoft ‘light’ potrebbe costare appena 2,99€. Un costo irrisorio che consentirebbe comunque di accedere ad un enorme catalogo di videogiochi per sistemi Xbox e PC.

La notizia non arriva da un rumor, ma da un’indagine di mercato commissionata da Microsoft, che ha chiesto ad alcuni clienti selezionati a campione di esprimere la loro opinione su una possibile sottoscrizione economica al Game Pass. Oltre alle pubblicità, il Game Pass da 2,99€ non includerebbe nemmeno la release dei giochi first-party (le esclusive come Halo e Forza Horizon) al Day 1.

Chiaramente, si tratta solamente di un’indagine del mercato e non sappiamo se la proposta di Microsoft avrà seguito e se, in tal caso, verrà mantenuto il prezzo altamente competitivo menzionato nel sondaggio.

Nel frattempo, l’abbonamento con pubblicità di Netflix è un clamoroso disastro: sembra che il colosso non abbia raggiunto gli obiettivi di iscritti comunicati agli inserzionisti, motivo per cui potrebbe essere costretto a rimborsare parte degli investimenti pubblicitari ricevuti.