Solo nel 2021 si sono registrati 1,5 milioni di nuovi casi e 640mila decessi per l’HIV. Ogni anno più di 1 milione di nuove infezioni, e il trend è in crescita. L’unico dato positivo è che la mortalità è in diminuzione con una terapia salvavita che però non tutti si possono permettere.  

La nuova speranza nasce da uno studio svolto che ha testato la validità di un vaccino contro l’HIV. Sembra sia capace di stimolare il sistema immunitario alla produzione di una risposta anticorpale efficace contro più ceppi virali dell’HIV. Tutto parte dalla proteina Env, presente sulla superficie del virus HIV, una delle più importanti per l’infezione dei linfociti T. Sono cellule del sistema immunitario, bersaglio del virus. Questa proteina presenta alcune regioni molto simili a componenti del nostro organismo, motivo per cui la risposta immunitaria viene a mancare o è debole. Una di queste regioni è per la sua funzione fondamentale nel processo infettivo.

I ricercatori sono partiti da questo e hanno diviso in due gruppi 48 pazienti con HIV. Il primo gruppo di 12 ha ricevuto placebo e 36 persone hanno ricevuto a distanza di 8 settimane due dosi di vaccino. Una a basso dosaggio e l’altra ad alto dosaggio. Il vaccino nel 97% dei partecipanti ha aumentato le cellule B precursori di anticorpi neutralizzanti il virus. Non ci sono stati effetti collaterali.

Il vaccino rappresenta una versione ingegnerizzata della proteina Env progettata per stimolare le cellule B a produrre bnAbs. Queste si sviluppano durante l’infezione e quindi sono poche negli esseri umani. Lo scopo del vaccino è allargare la popolazione delle cellule B bnAb-precursori per arricchire il sangue dei pazienti con cellule di anticorpi neutralizzanti. Questo metodo sarebbe utile non solo per l’HIV, ma anche per influenza, epatite C e betacoronavirus. Ideale sarebbe una vaccinazione a tappe, una iniziale per aumentare le cellule B. Insomma, una vaccinazione sequenziale.

 

Dunque questo vaccino dovrebbe essere il primo di una serie di iniezioni, ognuna delle quali contenente una diversa particella dell’HIV per allenare il sistema immunitario. Man mano che si procede con la vaccinazione sequenziale, le molecole si avvicinano sempre di più a quelle dei veri virus dell’HIV, fino a quando gli anticorpi prodotti possono legarsi a molti diversi tipi. È un modo completamente nuovo di pensare a un vaccino.

ricercatori

 

 

In prevalenza l’HIV si trasmette durante i rapporti sessuali, a contatto con sangue, sperma, liquido vaginale. L’83,5% dei casi segnalati vede il 44% di eterosessuali e 39,5% di omosessuali. La fascia d’età è quella dei giovani adulti, 25-40 anni.