L’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha approvato la rimborsabilità di nivolumab, farmaco immunoterapico. Un medicinale combinato con la chemioterapia per trattare l’adenocarcinoma dello stomaco. Precisamente della giunzione gastro-esofagea e dell’esofago in pazienti HER2 negativi e PD-L1 con punteggio positivo combinato (CPS) ≥ 5.

Il 13% dei pazienti curati con l’immunoterapia ha risposto con la scomparsa radiologica della malattia. Aifa ha dato il via libera alla rimborsabilità della duplice immunoterapia. Si tratta di nivolumab e ipilimumab nel tumore del colon-retto metastatico ad alta instabilità dei microsatelliti o deficit di riparazione del mismatch.

Ferdinando De Vita, Direttore del Dipartimento Medicina di Precisione e Professore di Oncologia Medica all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli, afferma:

 

I tumori gastrointestinali sono neoplasie frequenti nei Paesi occidentali, in particolare il carcinoma del colon-retto, che fa registrare ogni anno in Italia quasi 44mila nuovi casi. È inferiore l’incidenza del cancro dello stomaco e dell’esofago, per cui si stimano, rispettivamente, 14.500 e 2400 nuove diagnosi ogni anno nel nostro Paese. Diversa anche la sopravvivenza a 5 anni, pari al 65% nel colon-retto, al 32% nello stomaco e solo al 22% nelle donne e al 13% negli uomini nell’esofago. Queste differenze sono riconducibili anche alla disponibilità in Italia di efficaci programmi di screening per il cancro del colon-retto, che consentono di individuare e rimuovere i polipi adenomatosi, che costituiscono la più comune lesione preneoplastica prima della loro trasformazione.

 

 

Per lo sviluppo del cancro al colon-retto e allo stomaco il consumo eccessivo di carni rosse, insaccati, zuccheri raffinati, farine può essere un rischio. Possono esserlo anche l’obesità, la sedentarietà, il fumo e l’alcol. L’obesità e il reflusso gastroesofageo sono i fattori di rischio assoluti per l’adenocarcinoma dell’esofago. Oggi l’Aifa offre ai pazienti con l’adenocarcinoma gastroesofageo una valida soluzione costituita dall’immunoterapia con nivolumab in combinazione con la chemioterapia. Nel 60% dei casi i pazienti trattati con la combinazione hanno avuto una risposta obiettiva. Nel 13% dei pazienti invece si sono avute risposte complete. Un risultato importante che gli studiosi si augurano possa avere benefici a lungo termine con una buona qualità di vita. 

Esiste anche la gastrectomia, ovvero, la rimozione dello stomaco con un’alterazione delle abitudini alimentari dando una grande perdita di peso. Un’alimentazione con nuovi ritmi per risolvere la carenza di vitamina B12, ferro, folina e sbalzi glicemici. Insomma, l’immunoterapia diventa un cardine per questi tipi di malattie, ma lo è anche per il tumore al colon-retto. Gran parte dei pazienti non è predisposto a un intervento chirurgico potenzialmente curativo. 

Il mix di nivolumab e ipilimumab è la prima duplice versione di immunoterapia. Ha riportato una sopravvivenza a 4 anni nel 70% dei pazienti e del 25% a un anno. Il 5% del tumore al colon-retto presenta il difetto di riparazione del mismatch o con elevata instabilità dei microsatelliti. Queste sono proteine che correggono gli errori di replicazione del Dna. L’obiettivo della ricerca è estendere l’immunologia a differenti patologie di tumore per avvantaggiare un numero crescente di pazienti migliorando sopravvivenza e qualità di vita. Nell’ultimo anno l’uso di nivolumab e ipilimumab è stato provato per tumori del polmone, carcinoma a cellule renali, melanoma e mesotelioma pleurico. Ora si aggiunge anche al cancro gastrointestinale.