Love in the Villa, la recensione della nuova rom-com di Netflix

2 mesi fa

7 minuti

Love in the Villa

Netflix ha inaugurato settembre con un suo marchio di fabbrica: una nuova commedia romantica. Love in the Villa è l’ennesima rom-com proposta da Netflix, non un disastro totale ma nemmeno una svolta epocale. Se la piattaforma streaming più popolare del mondo realizzarsse un film ambizioso ogni 5 film mediocri potremmo considerarci fortunati. Purtroppo il pubblico di Netflix esige film da divorare in un paio d’ore e da dimenticare in 5 minuti, e non ci resta che accontentarci. 

Love in the Villa non è sicuramente una pellicola disastrosa come Love and Gelato, sebben gli stereotipi sul paese nostrano non manchino. La storia d’amore e alcune tematiche rendono nel complesso la visione piacevole anche se non particolarmente scorrevole. Il film ha una durata di circa 2 ore e per un lungometraggio del genere sono probabilmente eccessive. Ormai è difficile trovare pellicole dalla durata inferiore ad 1 ora e 45 minuti, sembra quasi che al di sotto di questo standard non si possa scendere senza rischiare di essere catalogati come genere “inferiore”. Preconcetti e pregiudizi, solo questo. Ora bando alla ciance ed addentriamoci nella trama e nell’analisi del nuovo film di Tom Hopper (The Umbrella Academy) e Kat Graham (The Vampire Diaries), Love in the Villa. 

Ecco il trailer di Love in the Villa

Love in the Villa, la trama della nuova rom-com firmata Netflix 

Amanti delle commedie romantiche ecco la nuova uscita Netflix. Dopo essersi lasciata con il fidanzato, Julie (Kat Graham) parte per il suo viaggio dei sogni: Verona, la città dell’amore. Julie è da sempre ossessionata da Giulietta e Romeo, ama le storie d’amore ma in particolare le tragedie di Shakespeare. Nonostante la giovane età dei suoi allievi, frequentano solo la terza elementare, Julie non esita a proporre, in salsa leggermente edulcorata, la storia dei due giovani innamorati. Sembra una favola a tinte dark ma per Julie è una vera storia d’amore e passione, un’avventura travolgente che spera di vivere in prima persona, finale a parte.

Essendo grandissima fan di Shakespeare è da tutta la vita che sogna di visitare Verona, la città italiana situata nel Veneto. Proprio quando ha organizzato tutto ed è pronta a partire il fidanzato, sopraffatto dall’organizzazione e delle particolarità della ragazza, decide di lasciarla. Julie non ha intenzione di rinunciare al proprio sogno, così parte da sola per il viaggio intercontinentale.

Tra una disavventura e l’atra Julie arriva sana e salva a Verona, peccato che il suo ingresso nella Villa dei suoi sogni non è esattamente come l’aveva sempre sognato. Appena Julie mette piede nella sua nuova dimora temporanea scopre che la villa è stata affittata per errore anche da un inglese cinico e molto affascinante, Charlie Fletcher (Tom Hopper). Entrambi non intendono rinunciare al loro soggiorno nella piccola casa situata all’interno della medesima corte del balcone di Giulietta. La soluzione quindi è semplice: i due giovani dovranno condividere la Villa.

Se pensate che la convivenza sia fin da subito caratterizzata dalle smancerie e dall’affetto reciproco vi sbagliate. Tra Julie e Charlie non scorre buon sangue. Entrambi sono rancorosi e vorrebbero che il loro coinquilino cedesse la dimora all’altro. Per realizzare i loro obbiettivi puntano tutto sui dispetti reciproci, non semplici scherzi ma veri e propri dispetti organizzati e studiati per mettere l’altro nella peggiore situazione possibile. 

Love in the Villa presenta una storia d’amore caratterizzata da un lento slow born senza scene spicy. I due ragazzi da quasi nemici giurati e conviventi forzati diventano amici, complici ed infine comprendono che ciò che hanno sempre desiderato l’hanno avuto davanti agli occhi durante l’intero soggiorno a Verona. 

Love in the Villa, tra stereotipi e spunti interessanti ecco l’analisi della nuova rom-com firmata Netflix 

Love in the Villa è molto lontana dal poter essere considerata una rom-com perfetta ma non è nemmeno un prodotto completamente da buttare. Avete presente il classico film mediocre che però avrebbe potuto fare molto di più e allo stesso tempo ha scampato il disastro? Ecco, Love in the Villa è esattamente inseribile in quella categoria. 

Come Love and Gelato, altra pellicola Netflix, Love in the Villa si ambienta in Italia. La località non è Roma ma la splendida Verona. Banalizzare e ridicolizzare le usanze ed i costumi italiani era una possibilità molto concreta dopo il disastro del film Netflix Love and Gelato. Fortunatamente in Love in the Villa la major è riuscita a limitare i danni, purtroppo non ha scampato il pericolo. Anche nella nuova rom-com della piattaforma dalla grande N il popolo italiano viene immaginato come caratterizzato da persone solari, esuberati e davvero tanto accoglienti. Si percepisce il calore e l’ospitalità dell’Italia così come è fin troppo stereotipata la presenza delle forze dell’ordine e la guida degli autisti nostrani. Il cibo, grande lustro e fonte di attrazione per l’Italia, viene reso grande protagonista della pellicola così come l’ottimo vino italiano. 

I problemi tuttavia restano. La pellicola rappresenta gli italiani come lavoratori approssimativi e dediti troppo alle vicende private piuttosto che al duro lavoro. Non mi soffermo nemmeno sugli ormai classici stereotipi linguistici. Purtroppo ogni volta che un prodotto visivo viene ambientato in Italia il paese ne esce lusingato per quanto riguarda l’atmosfera artistica e paesaggistica ma rotto sotto il profilo umano. 

Se mi limito ad analizzare il romance di Love in the Villa la valutazione del film cambia. Finalmente ecco che Netflix decide di puntare sullo slow burn. La coppia del film si forma solo nei minuti finali. Tutto il film è caratterizzato dal trope dell’enemies to lovers. Julie e Charlie sono conviventi forzati che non vanno assolutamente d’accordo. Solo quando, dopo circa metà film, riescono a concedersi l’opportunità di conoscersi comprendono che non sono poi così diversi. Verona farà da cupido per i due giovani. Le bellezze della città dell’amore italiana per eccellenza e la storia di Romeo e Giulietta avvicineranno i due ragazzi come nulla prima è riuscito a fare. 

La scelta che più di tutte mi ha stupito è stata quella di eliminare dal film la presenza di scene esplicite o anche solo spicy, la tensione è presente ma sempre calibrata e mai con impostazione erotica. L’effetto tra i due traspare degli sguardi ma non dal contatto, quasi completamente assente. Se vi approcciate a Love in the Villa con la speranza di vedere il nuovo 365 giorni avete sbagliato pellicola.  Love in the Villa è molto più simile a To All the Boys I’ve Loved Before, in senso positivo. Sono felice che Netflix si sia reso conto che non serve puntare su scene volgari quando basta scrivere in maniera sapiente una delicata e romantica storia d’amore. 

Tom Hopper e Kat Graham, ecco i protagonisti di Love in the Villa

Probabilmente molti di voi avranno visto Love in the Villa grazie alla presenza dei suoi interpreti: Kat Graham e Tom Hopper. I due attori non hanno bisogno di presentazioni dato che sono ben noti al pubblico dello streaming. Tom Hopper è tra i personaggi principali di The Umbrella Academy, show di punta proprio di Netflix. Forse alcuni di voi lo avranno anche visto nel recente Come Ti Ammazzo il Bodyguard 2: La Moglie Del Sicario e nell’ultimo e disastroso tentativo di portare sul grande schermo Resident Evil. I fan dell’attore sapranno che ha in cantiere due nuovi lungometraggi, Branded e Climber. I più attenti avranno saputo che Hopper parteciperà anche alla prossima Milan Games Week, evento in cui sarà possibile incontrarlo dal vivo e scattare con lui delle foto. 

Kat Graham, invece, è l’amata Bonnie di The Vampire Diaries, serie tv celebre ancora oggi. La Graham, poco dopo la conclusione della longeva serie tv paranormal romance, si è subito unita a Netflix per una serie di film, tra cui diversi romance. Ormai Kat Graham è il volto Netflix delle commedie romantiche. L’attrice è infatti la protagonista di Christmas Drop: operazione regali e Il calendario di Natale, solo per citarne alcune. Chissà quali altre pellicole porteranno la Graham ancora su Netflix.

63
Love in the Villa
Recensione di Chiara Giovannini

Love in the Villa è la classica commedia romantica senza infamia e senza lode. Poteva essere scritta e diretta molto meglio? Si, il disastro però è stato evitato

ME GUSTA
  • Romance on point
FAIL
  • Pregiudizi e stereotipi sul popolo italiano
  • Eccessivamente lungo
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