Fumetti, il quotidiano e la sperimentazione, l’intervista a Michela Rossi aka Sonno

3 mesi fa

11 minuti

intervista Michela Rossi

Spesso sentiamo o diciamo frasi legate al mondo della carta stampata o del quotidiano secondo cui è morto, non c’è più spazio, non c’è più tempo per carta e inchiostro all’epoca del digitale. E, sicuramente, in parte è anche vero. Eppure non è così giusto pensare che la carta stampata, in un qualche modo, sia il paleolitico.

In un mondo digitalizzato dove tutto va troppo veloce e dove tutti possono ritagliarsi il proprio spazio, finendo però con il cannibalizzarsi a vicenda, la carta stampata sembra aver trovato il giusto spazio per il fumetto. Quello di nicchia. Quello underground. Non sempre capito. Non sempre amato. Ed è proprio grazie a Michela Rossi aka Sonno, fumettista e curatrice dello speciale mensile Fumetti del quotidiano Domani di Stefano Feltri, che la sperimentazione tra passato e futuro prende forma.

La striscia, come un tempo si usava nuovamente fare, prende vita in un inserto di venti pagine dove a trovare spazio ci sono firme argute, interessanti e originali le quali si sbizzarriscono attorno ad un tema preciso – che cambia ogni mese – dando la loro interpretazione.

Il corpo, il limite, il buio, il pubblico, questi alcuni dei temi dove firme come quella di Bambi Kramer, Marta Baroni, Fumetti Sottovuoto, Nova, Valerio Bindi, Croma e molti altri ancora, esprimono il loro pensiero, i loro mondi, la loro dimensione con fumetti, vignette, freddure, pensieri, storie.

In fondo, tutti questi autori e autrici, si ritrovano sotto lo stesso tetto proprio grazie a Michela Rossi e con lei condividono l’arte di un fumetto sicuramente non classico ma versatile, tanto per quanto riguarda lo stile quanto per i generi.

 

Classe 1991, romana, Michela Rossi in arte Sonno, è una fumettista e graphic designer già molto apprezzata nel suo ambiente per le sue rappresentazioni visionarie e sensibili. Nel 2016 partecipa all’antologia La rabbia (Einaudi) mentre nel 2019 per Fortepressa pubblica il suo primo libro, Anatomy of a sensitive person. Gli anni della pandemia sono quelli della svolta, infatti nel 2020 per Feltrinelli Comics contribuisce con una storia breve all’antologia Sporchi e subito, a cura di Fumettibrutti, mentre nel 2021 arriva il suo Prima di tutto tocca nascere sempre per Feltrinelli Comics, una storia di sogni, ambizioni, rinascite e coraggio nell’affrontare la vita in ogni suo ostacolo e imprevisto.

Nel 2022 ha cominciato la sua avventura con Domani curando il già citato inserto Fumetti, dove sperimentazione sembrerebbe la parola di chiave di tutto. Infatti, parlando proprio di questo, da poco ha debuttato il suo nuovo fumetto, La volontà, l’istinto e l’abilità dei nostri sensi. Elenco dei fatti avvenuti prima di un cruento omicidio in Via Gaspare Gozzi 21.

La nuova opera di Sonno, è un fumetto di media lunghezza pubblicato in otto puntate di quattro pagine ciascuna, a partire dal 14 agosto 2022, per una storia di 32 pagine nel complesso. Non una graphic novel nel senso stretto del termine, quindi un romanzo a fumetti, ma piuttosto un racconto lungo a fumetti.

Cover di I Fumetti di Domani “Il mio corpo”

In Sonno prevale l’istinto, il coraggio, la sperimentazione e se vogliamo anche un po’ di cazzimma che ha completamente contraddistinto la sua giovane, ma particolarmente rilevante, carriera. Partendo proprio dal suo percorso e dai suoi lavori, fino ad arrivare all’incredibile progetto in DopoDomani, in Sonno/Michela Rossi è possibile trovare gli elementi caratterizzanti di una nuova generazione di fumettisti sempre presenti – con le loro tavole – nel discorso pubblico.

Per addentrarci meglio nel mondo di Michela Rossi e in quello di Fumetti, abbiamo intervistato la stessa autrice, facendoci raccontare qualcosa in più dalle sue stesse parole.

L’intervista a Michela Rossi aka Sonno, fumettista e curatrice dello speciale Fumetti di Domani

Ciao Michela e grazie per essere con noi. Perché non partiamo dal principio? O meglio, da quando hai iniziato.

Io ho iniziato a 23 anni a fare fumetti con La Rabbia, un’antologia uscita nel 2016 con diversi autori e autrici già molto affermati. Io ero piccina, piccina. Non capivo neanche quello che stavo facendo. Ed infatti, non capivo come portare avanti questo lavoro da libera professionista. Effettivamente è difficile! Devi saperti fare contatti, devi avere un po’ la faccia tosta, cosa non scontata a quell’età. Per questo motivo mi sono indirizzata più verso la grafica, dove sicuramente non stavo attraccando in un porto sicuro, ma la verità è che di un grafico avrai sempre bisogno.

Ho collaborato con diverse realtà, compresi Festival, e per due anni e mezzo al MACRO – Museo D’Arte Contemporanea a Roma. In quel periodo, però, ho avuto un vero e proprio burnout. E lì ho capito che se proprio devi provare un’esperienza simile di stanchezza ed esaurimento sulla tua pelle, almeno che sia per qualcosa che ami davvero fare.

Durante questa crisi mistica, mi contatta Yole Signorelli aka Fumetti Brutti, per coinvolgermi all’interno della sua antologia Sporchi e subito per Feltrinelli. Lì prendo la palla al balzo ma non solo. Mi ritrovo con la mail dell’editor di Feltrinelli. E lì mi sono chiesta: “E ora?”. Due erano le strade: o facevo qualcosa o non facevo niente.

Alla fine avevo talmente tanta voglia di cambiare che durante una pausa pranzo ho scritto una storia. L’ho un po’ strutturata, ci ho lavorato e fatto una ventina di pagine per dare un’idea dello stile. Prendo, mando all’editor e mi arriva come risposta un… “Benvenuta nella famiglia Feltrinelli!”.

Complimenti per il coraggio!

Ma, sai, la realtà è che nella vita ci vuole un po’ di faccia di culo ma c’è anche da dire che un certo tipo di consapevolezza l’apprendi solo con l’età. E non ti parlo delle storie e dello stile, o almeno non solo, ma proprio il modo di comunicare, rapportarti, presentare un progetto e presentare anche te stesso. Quando hai 20 anni difficilmente riuscirai ad avere questo tipo di “confidenza” con te stessa. Io sono riuscita ad apprendere questo alla soglia dei 30 anni. Almeno ti parlo della mia esperienza.

E per quanto mi riguarda è sempre meglio proporre un progetto, piuttosto che proporsi come fumettista o illustratore. Dal progetto l’editore capirà cosa fare.

Questo mi ha aiutato anche con Domani e lo speciale a fumetti, grazie anche alla fiducia di Stefano Feltri.

Cover di I Fumetti di Domani “La Cura”

Ecco, arriviamo a Fumetti. Inserto mensile a fumetti, circa di venti pagine. Fumettisti diversi ogni mesi che vorticano attorno ad un unico tema, anche questo cangiante di mese in mese.

Ogni mese c’è un tema diverso. Abbiamo avuto il limite, il corpo, per esempio. In realtà più che un tema vero e proprio è quasi un concetto, un’idea, dando una breve spiegazione agli artisti. Poi saranno loro ad interpretare questa “traccia” come meglio credono. Per esempio nel limite, avevo sottolineato che poteva essere un limite umano o geografico. Voglio che l’artista possa andare dove vuole, il più libero possibile. Al tempo stesso dare anche al lettore qualcosa di interessante e magari non trattato, o sicuramente non in questo modo. Il mio intento è tirare fuori inserti particolari sia nel contenuto che nella scelta del fumettisti. Sicuramente questo li rende più complessi da leggere per il grande pubblico, ma fino a quando Domani non si fa questo problema, non me lo faccio io!

Fondamentalmente è un prodotto all’opposto del commerciale. Non va ad imboccare il pubblico, ma bensì lo mette quasi in difficoltà.

Parlando di pubblico, come è stato recepito lo speciale? Consensi o, come dicevi, un po’ di “ostilità” da parte di quella grossa fetta generalista?

In questo senso mi sta capitando di avere dei forti riscontri positivi, sia da parte dei fumettisti che da parte del pubblico. Spesso ci sono autori e autrici che si propongono. E mi viene fatto notare che allo stato attuale in edicola, questo prodotto è praticamente unico nel suoi genere.

Nel giro di pochi mesi sta avendo davvero moltissimo successo.

Probabilmente la chiave è la sua doppia natura: un fumetto su di un quotidiano ma con uno sguardo al futuro.

Negli anni ’70 i giornali erano pieni di inserti satirici, per quello ha un sapore un po’ vintage. La differenza però di Fumetti è che il contenuto non è per lo più satirico, anzi. Alla fine vado a prendere il fumetto autoriale, quello underground, e lo metto in edicola. Mi prendo il rischio che il grande pubblico ne rimanga un po’ frastornato dalla tipologia di fumetto o di storia o modo di interpretare il tema, ma allo stato attuale devo dire che funziona.

Certo, a volte arriva il commento dal lettore che si lamenta dicendo: “Questi fumettisti non sanno disegnare!”, che fa anche un po’ sorridere. La maggior parte però sono commenti positivi!

Tavola Serena Schinaia

Come fai la scelta dei fumettisti che collaboreranno quel mese? Anche in base al tema?

Si, prevalentemente in base al tema. Questo vale anche per la recensione: scelgo una persona che penso possa essere interessata a scriverne.

In realtà, in quanto fumettista ed illustratrice, sono abbastanza sul pezzo. Conosco, quindi, chi c’è e chi non c’è. Quando Feltri mi chiese se ci fossero abbastanza fumettisti per fare uno speciale di tot mesi, gli dissi che si, ce ne sono. Ce ne sono tantissimi. In questo caso il grazie va anche ai social che rendono più semplice seguire fumettisti della scena italiana, e non solo, che possono essere di ispirazione.

Diciamo che vado a chiamare le persone che fondamentalmente invidio. Persone che in un modo o nell’altro seguo. Altre persone con uno stile diversissimo dal mio o da quello che leggo, perché magari all’interno di una raccolta stanno bene. Magari anche fumettisti a contrasto tra di loro.

Non solo fumetti, ma c’è lo spazio dedicato alle recensioni.

Erano usciti un paio di Speciali a fumetti, tra cui uno dedicato al compleanno di Domani. Erano solo fumetti: cover, giri, fumetto fumetto fumetto, per un totale di 16 pagine ed per ultima la quarta di copertina o un ultimo fumetto ancora.

Di recente, più o meno da Luglio, mi è venuto in mente di mettere una recensione per arricchirlo. Partendo sempre dal tema, chiedo di scegliere un fumetto che ricordi quel tema e di recensirlo, a scelta del recensore.

Luglio ed Agosto è presente nelle ultime due pagine, ma da Settembre struttureremo in modo diverso: cover con bio di tutti i fumettisti, tema del mese in alto, giri la pagina e ti ritrovi già la recensione e poi da lì ci saranno una decina di dieci fumetti. Sempre restando nel “limite” di venti pagine, ma solo perché oltre diventerebbe ancora più impegnativo.

L’ordine della pagine e dei fumetti è abbastanza causale, però funziona. Secondo me in alcuni casi stare troppo a ragionare snatura un po’ l’essere di quella cosa. Bisogna lasciar fare un po’ “il proprio corso”.

Cover di I Fumetti di Domani “Il Pubblico”

Per il tema di Agosto la scelta è ricaduta su “Il pubblico”, il che è molto interessante considerando che ormai è diventato un po’ la croce e delizia di artisti e no.

Principalmente il tema del mese si basa esattamente su questo: che cos’è il pubblico? Siamo diventati noi il pubblico ma abbiamo anche un pubblico, quindi diventando entrambe le cose, che cos’è davvero il pubblico? Pensa artisti del calibro di Gasman o Gabber con i social cosa avrebbero fatto, se prendi in considerazione come lo intendevano, invece, loro il pubblico salendo su un palco.

Inoltre, voleva anche essere una riflessione sul rapporto tra i fumettisti e il mondo dei social. Tranne rarissime eccezioni, è un rapporto sempre molto conflittuale. Non a caso, negli ultimi anni sono usciti diversi fumetti contro i social; eppure, siamo sempre qui.

Il paradosso dei social: da una parte hai una vetrina molto più esposta per emergere, dall’altra spesso viene più premiata la “socialità” che il talento.

Esatto! Nel momento in cui non hai moltissimi follower, ti trovi svantaggiato. Ed è una vera ingiustizia nei confronti di chi, invece, ha talento, talento da vendere. Non può essere un malus non essere capaci o non essere portati per i social.

Va detto che sicuramente per lo speciale di Domani, i social mi hanno aiutato. Quando qualcuno mi segue o mi mette like su Instagram, io vado a guardare i loro profili alla ricerca di possibili nuovi fumettisti con cui collaborare. Sicuramente in questo modo è tutto molto più alla “portata di mano”.

Detto ciò, io stessa con i miei duemila follower e passa mi sono sentita in difficoltà per alcuni lavori.

Tavola Valerio Bindi

Prima di lasciarci, un’anticipazione per il tema di Settembre?

Per Settembre il tema sarà “I Sogni”. Una mia amica psicologa mi ha dato nove sogni ed io ho detto ai fumettisti che collaboreranno nel numero di Settembre, di interpretarli come meglio credono.

Mi piaceva l’idea di unire due inconsci: quello della persona che ha sognato e quello del fumettista che lo va ad interpretare. Mi piaceva molto l’idea di questa fusione. Ho già dato uno sguardo ai primi fumetti e il risultato è molto particolare e simpatico. Funziona!

 

 

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