Incidenti e guida autonoma: “è responsabilità del produttore”, dice una nuova legge del Regno Unito

5 mesi fa

Il governo del Regno Unito vuole rendere la guida autonoma mainstream entro il 2025. Assieme alla Germania, il paese è uno dei primi in Europa ad aver approvato quello che possiamo chiamare un primo passo nella direzione di regolamentare le auto senza pilota.

Oggi la guida completamente autonoma è ancora lontana. Oggi in commercio esistono già diversi veicoli dotati di ADAS estremamente avanzati, come Autopilot di Tesla. Sono tecnologie in grado di liberare il guidatore di diverse incombenze: ad esempio regolano la velocità in autonomia, frenando quando il traffico rallenta, e in alcuni casi possono anche sterzare e cambiare corsia senza un imput da parte del conducente. Si tratta comunque di soluzioni ancora limitate e in grado di funzionare in situazioni estremamente specifiche. Tendenzialmente ci si riferisce a queste tecnologie con il nome di guida autonoma di Livello 2. Nel 2022 abbiamo assistito anche alla messa in commercio dei primi veicoli con guida autonoma di Livello 3, tecnologie che consentono al conducente di non tenere le mani sul volante ma che funzionano esclusivamente nelle autostrade mappate dal produttore.

Man mano che le tecnologie di guida autonoma diventano sempre più sofisticate, emergono anche dei fondamentali interrogativi. Tanto per iniziare: se un pilota automatico causa un incidente, di chi è la responsabilità? Del guidatore che non ha prestato attenzione e non ha ingaggiato la guida manuale in tempo, o della casa automobilistica?

Il Regno Unito è il primo paese ad avere dato una risposta. Nelle nuove regole si legge che il guidatore è esonerato da ogni responsabilità nel caso in cui l’incidente sia avvenuto mentre la guida autonoma era attiva. Tale responsabilità cade sul produttore del veicolo — o, a maggior ragione, sulle compagnie che forniscono servizi di robotaxi.

Queste regole, ad ogni modo, valgono esclusivamente per le auto dotate di guida autonoma – e non per le vetture equipaggiate con semplici ADAS avanzati. Nei prossimi mesi il Regno Unito avvierà un processo di classificazione dei veicoli già in commercio o in fase di omologazione, determinando quali mezzi potranno essere realmente considerati a guida autonoma – e quindi soggetti alle norme appena approvate.

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