Day Shift – A Caccia di Vampiri, la recensione: una miscela amara di horror e commedia

2 mesi fa

4 minuti

Day-Shift

In questa recensione di Day Shift – A Caccia di Vampiri vogliamo sottolineare, come spesso accade nelle produzioni cinematografiche, che non tutte le ciambelle riescono con il buco. La presenza di Jamie Foxx come protagonista porta un po’ di personalità ad un film che cerca di calibrare horror, commedia e azione, ma non si tratta di una miscela ben riuscita.

Lo spunto intrigante della solare Los Angeles assediata dai vampiri si perde in un mix di generi, e con una storia che non riesce bene a focalizzarsi, capace di rendere questa proposta Netflix piuttosto insipida.

Poco horror, comicità blanda e l’azione che fa da collante

Day Shift - A Caccia di Vampiri recensione

La storia al centro di Day Shift – A Caccia di Vampiri vede protagonista Jamie Foxx nei panni di Bud Jablonski, un uomo che finge di guadagnarsi da  vivere ripulendo le piscine, ma che in realtà va a caccia di vampiri. Il personaggio in precedenza lavorava per un’agenzia segreta, ma all’inizio del lungometraggio lo vediamo costretto a fare tutto in proprio. Il bisogno di denaro, necessario per poter mantenere la figlia nella sua città di Los Angeles, lo spingerà a cercare di tornare nell’agenzia, iniziando una nuova caccia senza sosta ai succhiasangue. Così come dicevamo in apertura di questa recensione su Day Shift – A Caccia di Vampiri, la presenza di Jamie Foxx come interprete protagonista riesce a portare un po’ di carisma sullo schermo, ma tutto ciò non sembra bastare. Anzi, il lungometraggio inizialmente regge bene l’equilibrio tra horror, commedia e azione, fino a quando il protagonista è rappresentato essenzialmente dal Bud Jablonski di Jamie Foxx. Ma, nel momento in cui si fa avanti anche il personaggio di supporto interpretato da Dave Franco le cose cambiano, il ritmo diventa più farraginoso, e la storia meno brillante. L’idea di tramutare un film iniziato con un personaggio singolo, per poi adattarlo a Buddy Movie, non sembra essere una soluzione efficace.

La location scelta è ideale, considerando che i film a impronta poliziesca (o simil tale) con sfondo Los Angeles sono quasi sempre risultati efficaci. Il fatto di inserire nell’assolata città californiana dei vampiri crea un meccanismo di contrasto che potrebbe anche essere piuttosto intrigante, ma il problema risultano essere i vampiri stessi, o più che altro il modo di concepirli. I character mostrati in Day Shift sono poco accattivanti, sia a livello visivo che tematico. Le produzioni degli ultimi vent’anni hanno molto spinto sulla CGI anche per la proposizione di figure horror come i vampiri, mentre il ritorno al buon vecchio trucco analogico aiuterebbe a creare un’atmosfera orrorifica che, anche in produzioni che non puntano esclusivamente sull’horror, aiuterebbero a dare più credibilità alla storia stessa. Gli elementi che provano a creare contaminazione: horror appunto, commedia e azione, non sia amalgamano bene, e nel corso della storia si disarticolano, creando spezzoni in cui ogni dieci minuti viene cambiato il registro del film, senza riuscire a proporre un’identità precisa. Le scene d’azione sono ben realizzate, ma la comicità ad un certo punto non funziona, soprattutto perché manca  l’amalgama tra Dave Franco e Jamie Foxx, due personaggi essenziali per la buona riuscita del film, che si perde  proprio nel far scattare il meccanismo principale che farebbe svoltare tutta la storia.

L’amalgama che non va tra Jamie Foxx e Dave Franco

Day Shift - A Caccia di Vampiri recensione

Stona anche l’idea di cambiare l’idea di base a metà film: il fatto di assegnare un compagno di avventure al Bud Jablonski di Jamie Foxx, anziché offrire uno spunto in più, sottrae forza alla performance di Foxx ed al carisma del suo stesso personaggio. L’esordio alla regia di  J. J. Perry non è di quelli da buttare, ma la responsabilità della mancanza di amalgama tra i due protagonisti va, in parte, attribuita anche alla sua direzione. Anche la sceneggiatura di Tyler Tice e Shay Hatten non risulta essere brillantissima, e tutto ciò pesa sul lungometraggio. Day Shift non è una ciambella col buco, esattamente com’è accaduto con Bright, il lungometraggio Netflix che cercava di mischiare poliziesco e fantasy, mettendo al centro Will Smith. La piattaforma streaming non riesce a centrar bene questo tipo di soggetti, portando a delle produzioni non eccelse. Di certo c’è che tutti gli appassionati di film con questo approccio, capaci di mischiare l’action, con l’horror e la commedia, potranno ritrovarsi in un prodotto che va sulla scia di quel filone, seguendone le regole, non riuscendo però a farle funzionare a dovere.

Day Shift – A Caccia di Vampiri è un lungometraggio che non è da considerare imperdibile, ma che può intrattenere gli appassionati del genere. Gli amanti di storie di vampiri calati in contesti non puramente horror troveranno però di che intrattenersi.

Ricordiamo che il film Day Shift – A Caccia di Vampiri è disponibile sulla piattaforma streaming Netflix dal 12 agosto.

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Day Shift - A Caccia di Vampiri
Recensione di Davide Mirabello

Day Shift - A Caccia di Vampiri è un film che prova a mischiare horror, azione e commedia, realizzando, però, un lungometraggio che non riesce ad amalgamare tutte queste sfumature.

ME GUSTA
  • I vampiri calati in una storia poliziesca a Los Angeles sono due elementi intriganti.
FAIL
  • La performance di Jamie Foxx viene indebolita dalla convivenza sullo schermo non riuscita con Dave Franco.
  • L'amalgama tra horror, commedia e azione non funziona.
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