Giacomo Bevilacqua, Teresa Radice e Stefano Turconi si raccontano a Lucca Comics & Games 2021

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2 mesi fa

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Giacomo Bevilacqua, Teresa Radice e Stefano Turconi si raccontano a Lucca Comics & Games 2021

Abbiamo fatto una chiacchierata con i tra autori Giacomo Bevilacqua, Teresa Radice e Stefano Turconi. Alla Fondazione Banca del Monte di Lucca erano state esposte alcune tavole realizzate da Walter Leoni, l’autore che con SS TATA ha vinto il Gran Guinigi come Miglior Esordiente a Lucca Changes. Durante Lucca Comics & Games 2021, i quattro autori sono stati invitati a raccontare la propria esperienza nel mondo del fumetto.

Walter Leoni è stato insignito del titolo di Miglior Esordiente a un’età un po’ più avanzata rispetto a quella media dei vincitori. Dopo aver ironizzato su questa cosa, ha confidato di aver invidiato sommessamente la cerimonia dei Lucca Comics & Games Awards, stando “dall’altra parte” ma senza aver mai potuto prendere parte a suo tempo.

Il disegnatore e autore molto conosciuto sui social, ha sempre realizzato storie che guardano al mondo politico con sarcasmo e ironia nelle sue vignette. Ma per capire meglio chi sia Walter Leoni basta dare un’occhiata alla sua biografia: «Uh! Guardate… me ne sono successe di ogni, ma ora non sto qui a raccontarvele». Particolarità delle sue vignette è che difficilmente si esauriscono in una sola immagine. Per questo SS Tata’diventa un’evoluzione naturale di quello che era un percorso obbligato. E, infatti, il libro racconta una storia di oggi, in un’Italia che in fondo speriamo sia diversa da quello che viene raccontato.

La storia vede il nonno SS Klaus, che in gioventù era stato uno scienziato del Reich e, adesso, vorrebbe far resuscitare Hitler, clonandolo dai baffetti acquistati sicuramente a caro prezzo non si sa bene dove (lo si scopre in seguito). Klaus vive nell’Italia del 2020 e, rispetto a chi lo circonda, risulta essere perfino un moderato. Pur essendo uno che vuole far rivivere Hitler, ma rispetto alla vicina o agli amici incontrati al centro commerciale, si può considerarlo un pacifista.

La crisi arriva quando la nipote gli affida la figlia che è nera. E’ questo il ‘casus belli’ che fa venire alla luce le tante contraddizioni della società di quell’Italia disegnata da Leoni. Un’Italia ipocrita e razzista. Un’Italia fatta di perbenismo che nasconde i peggiori sentimenti pensabili. Un’Italia immaginata e disegnata, ma che, guardando ai social ad esempio, viene fatto di chiedersi se si discosti poi davvero tanto da quella in cui viviamo. Ognuno potrà affrontare la questione come meglio crede ma, con la leggerezza che contraddistingue Leoni in ogni sua uscita, fa riflettere su ciò che abbiamo davanti agli occhi.

Giacomo Bevilacqua, Teresa Radice e Stefano Turconi si raccontano a Lucca Comics & Games 2021

Arriva poi il momento di Teresa Radice e Stefano Turconi invece hanno parlato di com’è è stato lavorare in coppia durante il lockdown:

Fortunatamente, abbiamo due studi diversi. Non andiamo d’accordo su tutti i processi creativi.

Lei, sceneggiatrice, necessita di silenzio assoluto; lui, illustratore, ama lavorare con un sottofondo musicale. Il duo funziona molto bene, tanto da riuscire a divertirsi lavorando. Anche perché, dice Teresa, per chi scrive storie, il quotidiano è sempre un’avventura:

Mi sento più a casa a Lucca che a casa mia, perché lì sono quella stramba, qui è tutto normale.

Loro hanno in cantiere molti progetti tra cui il secondo volume della serie Le Ragazze del Pillar, un vero e proprio spin off de Il Porto proibito, con protagoniste le giovani jeunes Filles di Plymouth, che uscirà entro quest’anno, ed il prossimo libro che stanno progettando ne La Casa Senza Nord. Il volume, in uscita approssimatamente nel 2023,  ci porterà nello scenario fantastico, e crudele, dell’ Amazzonia.

La Casa Senza Nord è un luogo incantato a 10 minuti di bici dalle fattorie, a 20 a piedi dal bosco, a 30 di treno dal lago, dove nascono storie illustrano e ogni tanto si sente il suono di un violino. In realtà è la villetta dove vivono tra Milano e Como. È quello usato su Instagram dai due fumettisti, protagonisti del debutto di Cronistorie Bao, nuovo ciclo curato dal Circolo dei Lettori con Bao Publishing, che ripercorrerà le carriere di quattro autori della casa editrice milanese.

Abbiamo entrambi lavorato in Disney, dove è abitudine dei collaboratori lavorare da casa propria, senza vedersi mai. A gennaio del 2004 ci hanno convocati in redazione per un progetto legato al Disney Channel. Non ci conoscevamo, è stato il colpo di fulmine e l’anno dopo eravamo già sposati.

Giacomo Bevilacqua, Teresa Radice e Stefano Turconi si raccontano a Lucca Comics & Games 2021

Poi è il turno di Giacomo Bevilacqua che invece ci parla di Mister P, un personaggio chiave della serie Attica. P funge lo stesso ruolo che Giacomo fa rivestire ad altri personaggi in altre serie, e lo paragona a Gwen di Lavennder. La ragazza che non si voleva conformare al ruolo di genere impostole dalla società, sceglie un’isola in cui stare, ma quella sarà proprio quella stessa isola a rivelarsi quasi come una prigione. Analogamente fa Mister P in Attica: mette in risalto il cambiamento dei punti di vista, dovuti al cambio di contesto o all’evoluzione dei personaggi.

Dal 2008 al 2010, il suo personaggio, Panda, è apparso su riviste e giornali, ha una rubrica settimanale sul sito web Wired, alcune vignette sono pubblicate sulla Gazzenda (il diario della Gazzetta dello Sport). Le vignette possono uscire due volte a settimana sul sito www.pandalikes.com.

Nel 2011, sempre edito da Edizioni BD esce nelle librerie A Panda piace essere raccolto, una raccolta delle migliori strisce pubblicate nel primo e nel secondo volume più una serie di pagine inedite.

L’uso dei personaggi fuori dal loro contesto è un modo di intendere la narrazione che Bevilacqua, già a 16 anni, imparò dal suo maestro di teatro al liceo. La capacità di sovvertire la narrazione è invece un espediente narrativo suo, che a chi legge piace molto. Il suo criterio è: per tutta la storia, semina indizi; arrivati ​​alla fine e scoperto il risvolto di trama, viene voglia di rileggere il fumetto per scovare gli indizi seminati. Questa è sicuramente una cosa positiva, perché:

se il lettore ha speso soldi per leggere il mio libro, almeno, dovendolo rileggere per trovare tutti i dettagli che ho seminato, è come se ne avesse comprati due.

Ci racconta anche un aneddoto circa il plot twist di Troppo facile amarti in vacanza. Pare che il padre di Giacomo, collezionista di Lego e accanito collezionista di questi castelli LEGO, abbia l’abitudine di regalare kit al figlio e poi di andare a casa sua a montarglieli. In un’occasione del genere, mentre Giacomo lavorarava al nuovo fumetto, il padre gli consiglia il finale. Aveva ragione, a quanto pare, perché l’iniziale scese, il fumettista si è ritrovato a rimodificare passatotticismo ritrovato tutta la storia dall’inizio, in modo da farla così come gli era stato suggerito.

Walter ci racconta come mai gli ci sia voluto un po’ per esordire. Con una laurea in lettere non trovare a trovare lavoro e mentre faceva l’imbianchino, ha iniziato a tenere corsi di fumetti per bambini in un campo estivo. Poi ha iniziato a interessarsi, ha seguito una scuola del fumetto lui stesso e ogni volta si diceva di scriverli come passatempo ma non come lavoro vero: in un modo o nell’altro, magari anche a livello inconscio, il lavoro vero non è mai arrivato. Dopo 15 anni di vicinanza al mondo del fumetto, la moglie lo incoraggia a scrivere un libro:

Secondo me te o meriti, sei bravo, è da anni che ti impegni su questo fronte, in qualche modo ce la faremo.

E così ha scritto un libro, e vinto come miglior esordiente.

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