Nuova settimana, nuovo appuntamento su Disney+ e Lega Nerd per la recensione del settimo episodio di What If…?, la nuovissima serie animata made in Marvel Studios che vuole stupirci, ogni settimana di più, con versioni alternative di personaggi e situazioni conosciute.
Questa settimana, dopo tanto dramma, personaggi oscuri e controparti ancora più oscure di eroi che normalmente conosciamo come figure positive, arriva un episodio distensivo e votato alla commedia, con protagonista Thor e una banda di alieni festaioli.

Cosa sarebbe successo se Peggy Carter avesse preso il siero del supersoldato al posto di Steve Rogers? O se T’Challa fosse stato rapito per sbaglio dai Ravager, divenendo lui Star-Lord invece di Peter Quill? What If…? è la serie animata Marvel che esplora queste possibilità.

L’idea deriva dall’omonima serie a fumetti, di cui vi abbiamo parlato in questo speciale, se volete approfondire le origini di questo concept e scoprire le migliori storie a fumetti in merito.

Per quanto riguarda le storie alternative del Marvel Cinematic Universe, invece, ne parliamo qui, in fase di recensione: ogni settimana, per i nove episodi che compongono la prima stagione. Ecco a voi la settima puntata, che vede protagonista Thor, figlio di Odino e futuro Re di Asgard, alle prese non con un viaggio di redenzione sulla Terra ma… con le conseguenze della sua indole festaiola.

E se… Thor fosse stato figlio unico? Se Loki fosse cresciuto tra i giganti di ghiaccio, cosa avrebbe comportato nella crescita caratteriale del dio del Tuono, cresciuto senza lo stimolo della competizione col dio degli Inganni? E cosa avrebbe comportato la sua verve e la sua innata propensione alla baldoria, traslata in party intergalattici altamente distruttivi, non ultimo uno su Midgard, ovvero la nostra Terra? Chi avrebbe rimesso le cose a posto? Scopriamolo insieme: il caleidoscopio delle possibilità gira un’altra volta!

Appare evidente fin dalle prime battute che la settima puntata, dopo tanti episodi buttati in tragedia, vuole alleggerire la narrazione, in favore di un colpo di scena ancor più drammatico: sono trucchetti di sceneggiatura piuttosto basici che funzionano sempre e, difatti, la show runner A.C. Bradley non se lo fa mancare, scegliendo Thor come leva per questa manovra.

L’idea è funzionale, anche perché Chris Hemsworth, oltre al fascino indiscutibile, ha dalla sua delle doti comiche niente male e che raramente vengono sfruttare a pieno (come invece successe nel criticatissimo Ghostbusters del 2016, che lo proponeva addirittura come elemento trascinante).

Party All Night Long

Il problema, come al solito quando parliamo di What If…?, è che le idee vengono poi male interpretate in fase di stesura, a partire proprio dalla domanda fondamentale: “E se Thor fosse stato figlio unico?”: bella domanda, ma dai risvolti non così importanti o interessanti. Sinceramente saremmo stati più curiosi di conoscere l’infanzia e l’adolescenza di un Loki principe di Jotunheim, tanto per cominciare. Thor, senza Loki, ha comunque i suoi ben noti compari asgardiani, Fandral, Hogun, Volstagg, Sif, e viene da chiedersi perché l’assenza di Loki lo avrebbe dovuto rendere più ridanciano e vanesio come vogliono farci credere, quando tutto il resto del contesto rimane lo stesso, figure genitoriali (più Heimdall) comprese.
Inoltre, il What If…? dovrebbe mostrarci personaggi profondamente diversi o quantomeno stranianti: e difatti, a un certo punto, possiamo fare la conoscenza con il Loki alternativo (possiamo considerarlo una “variante” nel senso MCU del termine?), quello sì molto diverso, anche se ci viene presentato comunque come un sodale fraterno di Thor (??).

L’effetto straniante con il dio del Tuono, invece, non arriva, perché il renderlo svanito e dedito alle libagioni lo rende solo una versione over the top di quello che già era, nel Marvel Cinematic Universe, dove non è mai stato presentato come un personaggio serio o serioso, come invece è classicamente nei fumetti, a partire dalla parlata. Se si fosse passato dal registro fumettistico a quello qui presentato sarebbe stato un bell’effetto, qui invece è solo Hemsworth a cui è stato detto di fare Azzurro di Shrek.

L’arrivo di Thor, esattamente come nel film originale, viene predetto dalla scienziata Jane Foster e dalla sua amica e assistente Darcy Lewis, che non cambiano di una virgola rispetto a quanto già presentato nei film, accentuando anzi le personalità già note al pubblico, esasperando situazioni e prospettive che sembrano inevitabili. E anche qui è un peccato: Natalie Portman, per quanto piena di fascino e talento, è sempre stata ingabbiata in una delle peggiori figure femminili del MCU, svilita nel suo ruolo di scienziata dal suo essere costantemente in balia della sua attrazione per il fusto asgardiano. Praticamente tutta la puntata è giocata sul filo della commedia, con Thor che festeggia in giro per il mondo combinando più o meno volontariamente dei disastri, e lo S.H.I.E.L.D. che cerca di porvi un freno, arrivando a chiamare addirittura Captain Marvel, non avendo altri eroi a disposizione (?).

Arrivati a questo punto diventa una gara di citazioni, comparsate assolutamente random e scene buffe, riproponendo (bei) combattimenti in stile Dragon Ball, inaspettate parodie del Superman di Richard Donner e tanta comicità in stile commedia collegiale americana, con tanto di ultima parte dedicata a Thor che tenta di rimettere tutto a posto prima che Frigga arrivi sulla Terra a tirarlo per le orecchie. Perché potrai anche essere il dio del Tuono, ma la mamma è sempre la mamma!

Sicuramente, se c’è un aspetto da lodare in questa puntata, è quello tecnico: a parte un paio di scene in cui sembra mancare letteralmente un raccordo fra un’animazione e l’altra, si ha quasi l’impressione di guardare un classico Disney per la qualità dell’animazione, il buon character design e la dinamicità delle scene, tutte graziate inoltre da un doppiaggio realizzato dagli attori originali, palesemente divertiti dall’operazione. A cervello spento risulta anche divertente, anche se chiaramente non siamo davanti a una parodia riuscita e a un contesto narrativo che, per quanto voglia rifarsi a John Belushi, per forza di cose castra ogni elemento controverso risultando più un’“altra stupida commedia americana” senza allusioni e parolacce, inoltre scollegata nei toni rispetto agli altri episodi, almeno fino alla scena finale, che sembra confermare i sospetti già arrivati precedentemente: c’è un quadro generale che vedremo districarsi solo nelle ultime due puntate.

What If…? vi aspetta su Disney+ con un nuovo episodio disponibile ogni mercoledì.

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60
What If...? 1x07
Recensione di Marco Lucio Papaleo

La settima puntata di What If...? viaggia in modo autonomo, con un ottimo comparto tecnico-artistico ma una storia che parte da premesse ben poco convincenti, sviluppate all'unico scopo di strappare qualche risata. Non c'è un'idea davvero vincente o che fa “il giro” come in Thor: Ragnarok, solo l'esasperazione di tratti caratteriali noti in veste di commedia collegiale disneyana.
Va benissimo il disimpegno, ma la serie si è dimostrata, finora, letteralmente schizofrenica nei suoi contenuti, mixando generi e toni in maniera davvero poco avvenuta. Cosa succederà nella conclusione della serie, date le premesse del finale di puntata?

ME GUSTA
  • Comparto tecnico-artistico pregevole e in stile “disneyano”
FAIL
  • Premesse e svolgimento poco sensati