Chi ama l’horror non può non conoscere la carriera di James Wan. Il regista australiano negli ultimi venti anni ha dato vita a due dei franchise più redditizi e amati del genere: le saghe di Saw e Conjuring hanno definito l’idea che il pubblico si è fatto di lui. Poi il grande salto al cinema blockbuster grazie ad Aquaman, a oggi il film del DC Extended Universe che ha incassato di più. Proprio nell’arco di tempo tra Aquaman e Aquaman 2, attualmente ancora in produzione, Wan si è concesso un film più piccolo, Malignant, in sala dal 2 settembre.

 

 

Dopo aver lavorato insieme in Annabelle, spin-off di Conjuring prodotto da Wan, il regista ritrova Annabelle Wallis (Grace nella serie tv Peaky Blinders), che in Malignant è Madison: donna che cerca di avere un figlio ma, a causa del marito violento, non riesce a portare a termine la gravidanza. Una notte una presenza del suo passato torna a farsi viva: è Gabriel, amico immaginario con cui parlava da bambina e che chiamava “il diavolo”.

Quando Gabriel le parla, Madison rimane paralizzata ed è come se assistesse agli omicidi che compie. Sconcertata chiede aiuto alla polizia, per cercare di fermarlo. Malignant potrebbe sembrare un classico film di possessione demoniaca, invece James Wan ha deciso di stupire gli spettatori girando una pellicola che, se si è pronti a farsi trascinare nella sua follia, è sorprendente. Ne abbiamo parlato con il regista.

 

Malignant: nella mente di Annabelle Wallis

Perché Annabelle Wallis era la scelta giusta per Madison?

Ho lavorato con Annabelle Wallis per il primo Annabelle, lo spin-off di The Conjuring, e mi è piaciuta molto come persona: è simpatica, molto divertente.

Volevo una scusa per poter lavorare con lei. Quando abbiamo scritto la sceneggiatura il suo è stato uno dei nomi che è uscito fuori, ma all’epoca stava ancora lavorando a una serie tv

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Alla fine abbiamo scelto lei e ha dato molto al personaggio: ha letto moltissimo sull’argomento e ha fatto suo ciò che la sceneggiatura voleva dire. Anche lei voleva lavorare con me: è stata una collaborazione fruttuosa per entrambi.

 

Malignant: il James Wan che non ti aspetti

Fin dal trailer Malignant sembra una classica storia di possessione demoniaca, invece è un film sorprendente. Come ti è venuta l’idea?

Il pubblico ora ha un preconcetto su cosa è un “film di James Wan”: hanno dimenticato che ho cominciato facendo questo genere di film. Ora lo sanno solo gli appassionati che conoscono tutta la mia filmografia. La gente pensa che io faccia storie di fantasmi piene di jump scare e cose del genere.

E questo era esattamente l’opposto di ciò che volevo fare: non volevo fare un’altra storia di fantasmi e non volevo usare jump scare. Chi pensa di conoscermi probabilmente vedrà questo film aspettandosi una storia di possessione demoniaca: invece dovrà ricredersi

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Credo che questo film polarizzerà molto il giudizio del pubblico: le persone o lo apprezzeranno per la sua follia, o lo odieranno perché si siederanno in sala pensando di trovarsi di fronte un certo tipo di film, un altro Conjuring, un altro Insidious, e resteranno delusi. Ma non volevo ripetermi: non posso crescere come regista se continuo a fare sempre le stesse cose e se la gente comincia a credere se sono in grado di fare soltanto un certo tipo di film.

Detesto questa idea.

 

Malignant e il sangue

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In Malignant ci sono diverse scene molto violente: volevi fare un film slasher?

Non avevo mai fatto un film slasher: ci sono andato vicino con Saw e anche con Death Sentence, lì c’è della violenza che non è classica per film non slasher.

È un genere che mi affascina, ma che non voglio necessariamente fare. Quindi ho cercato di prendere ciò che mi piace di più di questo tipo di film, come Venerdì 13 e Halloween, e incorporarlo nella storia, senza fare un vero e proprio slasher movie.

 

Malignant e lo stile di James Wan

In Malignant ci sono molti elementi che ritroviamo spesso nella tua filmografia. Stai costruendo il tuo universo horror?

Tutti i miei film hanno un’estetica precisa, quindi ci sono alcuni punti in comune tra loro.

Certo, quando ho fatto Fast & Furious 7 non potevo esplorare tutti i miei temi preferiti, ma quando ho la possibilità di poter fare un progetto più personale torno sempre a loro.

Amo pensare che gli oggetti abbiano una personalità e per me fare film è un po’ come dare vita a qualcosa che prima era inanimato. Uso l’immaginazione per portare qualcosa in vita.

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Non stavo cercando di omaggiare i miei film, sarebbe davvero strano, ma ci sono certe cose dei miei lavori passati che sono ancora incompiute, che posso ancora esplorare, con Malignant ne ho avuto la possibilità. Inoltre grazie a questo film ho potuto approfondire e sperimentare anche altre cose nuove, non si tratta semplicemente di una rivisitazione di cose che ho già fatto in passato.

È per questo che non voglio che si pensi o che si venda questo film come “il classico film di fantasmi di James Wan”: è qualcosa di nuovo per me, non volevo assolutamente ripetermi.

 

 

Malignant è in sala dal 2 Settembre