Mickey Attraverso i Secoli, la recensione

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1 anno fa

5 minuti

La seconda graphic novel ospitata sulla testata Disney Panini dedicata alle bande dessinèes vede nuovamente protagonista una collaborazione italo francese di tutto rispetto. Dopo il poetico Mickey e l’Oceano Peduto, realizzato da Denis-Pierre Filippi e Silvio Camboni, è il momento di far spazio alla comicità e alla spensieratezza con Mickey Attraverso i Secoli storia scritta dall’italiano Fabrizio Petrossi, nome illustre per le pubblicaizoni Disney in Francia, e disegnata dal francese Dab’s, celebre umorista piuttosto noto in patria ma da noi non particolarmente conosciuto e apprezzato.

Mickey Attraverso i Secoli è pura slapstick comedy

Impegnato nel suo ultimo reportage, per pura casualità Topolino si imbatte nel laboratorio di due fratelli scienziati che dopo anni di studi sono riusciti a costruire una macchina del tempo. Per errore Topolino la aziona con una capocciata e finisce catapultato avanti e indietro nel tempo ogni volta che prende una botta in testa. L’avventura attraverso i secoli lo porterà a conoscere personaggi illustri della storia finendo per influenzare persino le scelte di alcuni, e fornire l’ispirazione ad un ben noto artista letterario.

Ci troviamo di fronte ad un fumetto che sprizza umorismo da ogni vignetta.

L’inconfondibile tratto di Dab’s accentua ogni espressione, facciale o corporea che sia, creando dinamicità e comicità continua. La resa comica dei personaggi è accentuata dagli spendidi scenari in cui sono calati, realizzati con una ricchezza di dettagli e di sfumature di forme e colori che richiedono più di uno sguardo per poter essere apprezzate nella loro interezza.

Il singlare tratto ricalca pienamente lo stile essenziale ed immediato a cui ci hanno abituato altri autori come d’oltralpe come Franquin, Zep o Debarre. Nell’arco della sua avventura senza tempo vedremo compiere a Mickey numerose fughe, combattimenti, balzi e ogni tipo di azione, tutte caratterizzate da una plasticità e sinuosità incredibili che non accomunano nessun tipo di disegno a cui siamo stati abituati dagli autori italiani.

Si tratta dunque di un’opera tipicamente francese nella sua comicità e nel suo aspetto che deve essere apprezzata proprio per questo.

L’immediatezza è la chiave di lettura che meglio di tutte sintetizza questa graphic novel che certo non fa dei contenuti la propria carta vincente.

Nonsotante tutto l’opera di Filippi e Dab’s riesce a raccontare una veloce storia attraverso un continuo susseguirsi di gag e di cambi di location che difficilmente faranno annoiare il lettore.

Il vero punto debole dell’opera è proprio la linea narrativa.

Purtroppo il vero punto debole dell’opera è proprio la linea narrativa che per obbligo di sceneggiatura vede cambiare costantemente luogo ed epoca al protagonista. Questo susseguirsi di contesti, se da un lato permette di apprezzare il notevole lavoro di Dab’s nel realizzare scenari di volta in volta sempre più ricchi e dettagliati, dal’altro compromette la lienarità di un raccoconto che di per sè ha già poco da offrire oltre alle continue gag e nonostante tutto appare fettoloso e privo di un vero e proprio sviluppo narrativo.

Il prodotto editoriale consiste in un elegante volume cartonato di 68 pagine di ampio formato che, sebbene pecchi dell’assenza di editoriale e introduzione, presenta una interessante galleria di schizzi preparatori e bozzetti che permettono di apprezzare il talento visivo di Dab’s in tutta la sua eccentricità. Forse il prezzo di 14,90 € risulta un po’ eccessivo rispetto al numero di pagine e ai contenuti effettivi, non viene spesa nessuna parola sui due autori, di fatto il costo è dettato dal formato e dalla stampa di copertina in vernice selettiva.

Come per il precedente volume anche in questo è stata impiegata una carta ruvida e porosa tendente al giallo che sebbene leggermente più spessa di quella utilizzata in Mickey e l’Oceano Perduto, lascia trasparire le pagine e non restituisce in pieno i colori e le sfumature delle tavole originali.

Pare che le numerose proteste relative al volume 1 della collana (cui è seguito l’annuncio di una ristampa a settembre su carta patinata) non abbiano fatto in tempo a giungere prima della stampa della seconda uscita della collana…ciò non toglie che Panini stia mostrando grande impegno nel protare in Italia queste storie, per lo più sconosciute ai lettori del Bel Paese, che consentono di apprezzare dei tratti e dei contesti disneyani davvero insoliti. Proprio per tali peculiarità sarebbe davvero apprezzabile un minimo di presentazione di ciascuna opera in modo da avvicinare meglio il lettore all’universo francese Disney e faergli comprendere la profonda diversità che caratterizza le bande dessinées rispetto ai nostri fumetti o ai comics americani.

Come per la precedente uscita, prenotando il volume in fumetteria e libreria, si è omaggiati da una stampa su cartoncino autografata dall’autore (quella fornitami reca solo la firna di Petrossi e non quelal di Dab’s).

Mickey Attraverso i Secoli è sicuramente un’opera interessante da un punto di vista grafico che non eccelle di originalità nella trama ma grazie alla sua immediatezza regala un susseguirsi continuo di gag e trovate che sicuramente strapperanno più di una risata al lettore.

 

65
Mickey Attraverso i Secoli
Recensione di Alessandro Mercatelli

Mickey Attraverso i Secoli è un racconto immediato tanto nella lettura che nella veste grafica. Al tratto essenziale dei protagonisti si contrappone la ricchezza di dettagli e di sfumature degli scenari che si susseguono di vignetta in vignetta. Le continue gag non colmano la trama troppo semplice e frettolosa che alla lunga risulta ripetitiva e priva di un vero e proprio sviluppo, limitandosi semplicemente a trasportare il protagonista in giro per i secoli facendogli passare ogni tipo di guaio possibile. Ancora una volta Panini poteva fare meglio sotto il profilo editoriale, e si spera nuovamente che con il terzo volume finalmente verrà impiegata una carta capace di restituire un maggior feeling con le tavole originali.

ME GUSTA
  • Storia immediata...
  • Tratto incredibilmente caratteristico
  • Galleria di sketch e bozzetti preparatori a fine volume
FAIL
  • ...ma decisamente troppo sbrigativa nel suo "sviluppo"
  • Prezzo eccessivo per il numero di pagine
  • Assenza di qualsiasi tipo di editoriale che dia una presentazione all'opera e ai suoi autori
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