Mickey e l’Oceano Perduto, la recensione dell’avventura di Topolino in salsa steampunk

6 mesi fa

4 minuti

Nell’ormai lontano 2016 la casa editrice francese Glénat, a cui va il merito di aver contribuito alla pubblicazione di alcuni dei maggiori esponenti del fumetto d’Oltralpe, ha stretto un importante accordo con la Disney. Essendo già detentore dei diritti di pubblicazione di svariate opere statunitensi della casa del Topo, l’editore francese ha avuto la splendida idea di proporre una linea completamente inedita: una serie di volumi dedicati agli autori francesi e al loro modo di intendere la BD (o bande dessinée) all’interno del panorama Disney.

Da sempre in Francia il fumetto ha avuto un enorme rilievo letterario essendo tradizionalmente incluso tra le opere letterarie e promosso tramite pubblicazioni di pregio che nulla hanno da invidiare alle edizioni dedicate agli scrittori di culto.

Lo stile fumettistico d’oltralpe si sviluppa in un ambiente che valorizza sin dalle origini questa forma di comunicazione che pur spaziando tra i più comuni generi (avventura, fantascienza, commedia) mantiene una propria identità unica ed inconfondibile.

Affidare ad un autore francese una storia Disney è una scommessa

Significa abbandonare una parte di quella congenita fanciullezza che inevitabilmente viene associata ai prodotti della House of Mouse per lasciare spazio a tematiche più profonde e adulte.

Glénat ha creduto fino in fondo a questa sfida pubblicando, ad oggi, dodici volumi cartonati firmati da celebri autori del calibro di Tébo, De Poortere, Loisel, Cosey  e il volume, finalmente in uscita il 6 maggio anche in Italia, disegnato dall’italiano Silvio Camboni (già noto nelle terre d’Oltralpe) su soggetto e sceneggiatura di Denis-Pierre Filippi, che fa da apertura ad un nuovo progetto editoriale di Panini.

Cosa dobbiamo aspettarci da Mickey e l’Oceano Perduto?

Sicuramente qualcosa che pur rispettando gli ideali della Casa Madre è comunque in grado di rompere gli schemi.

Topolino, Pippo e Minnie vengono calati in ruoli diversi quasi come se fossero attori intenti a recitare un ruolo, con il medesimo approccio che il Maestro dei manga Osamu Tezuka ha sempre avuto nel raccontare le proprie storie. Dimentichiamoci del ruolo eternamente “sopra le righe” di Pippo o della saccenza di Topolino, qui i personaggi sono calati all’interno di situaizoni e ambienti ben definiti che si dipanano in una trama che, seppur fantascentifica e ambientata in una realtà alternativa, è connaturata da un approccio reale e concreto in cui le influenze e gli omaggi a Moebius e Miyazaki si palesano senza mai risultare eccessivi.

A fare da contorno a questo contenuto, sicuramente sui generis per il più tradizionalista dei lettori Disney, i meravigliosi disegni di Camboni. L’artista dà il meglio di sé realizzando una graphic novel ricca di ambientazioni agli antipodi spazioando tra freddi paesaggi invernali invernali e rigogliosi panorami esotici senza mai risparmiare una ricchezza di dettagli e  di sfumature di colore grazie al sapiente apporto offerto da Jessica Bodart e Gaspard Yvan capaci di dare profondità ad ogni ambiente ed infondere sensazioni incredibili attraverso le generose vignette in cui si dipana la storia.

Forse l’unico punto dolente dell’opera è proprio la trama che, ahimé, risente del fatto di essere relegata ad un racconto autoconclusivo, articolato in sole 56 tavole in cui assistiamo ad un enorme colpo di scena, vero punto di svolta all’interno della storia, che suscita molte curiosità e fa sperare fino all’ultimo che venga dedicato qualche approfondimento in più ad alcuni aspetti di un racconto sicuramente avvincente ma che, rimanendo di fatto parzialmente irrisolto,  potrebbe lasciare il lettore un po’ troppo sulle spine.

Parlando dell’edizione italiana, non si riesce davvero acomprendere la scelta di Panini di stampare il volume su carta opaca. Il supporto non rende giustizia alle incredibili illustraizoni di Camboni la cui provondità di dettagli e moltitudine di colori viene completamente assorbita, per non dire oscurata, dal tipo di carta impiegato. Una scelta sicuramente non condivisibile per un’opera del genere che avreebbe meritato un trattamento in grado di consentire al lettore di apprezzarne in pieno l’elevato valore artistico !

A prescindere da ciò Mickey e l’Oceano Perduto merita sicuramente l’acquisto, la Panini propone il volume in un’edizione cartonata che pur non riprendendo in toto lo stile ed il pregio dell’edizione originale, si fa apprezzare per lo meno per la generosità del formato.

70
Mickey e l'Oceano Perduto
Recensione di Alessandro Mercatelli

Un racconto Disney "fuori canone" sotto tutti i punti di vista, trama, ambientazione e stile, a cui va il merito di dare nuova presonalità a Topolino & Soci. Qualche piccola mancanza nello sviluppo della trama si fa perdonare grazie alla impeccabile veste grafica e alla qualità del prodotto anche se l'edizione originale appare più pregiata nei materiali.

ME GUSTA
  • una graphic novel Disney dallo stile ricercato
  • personaggi al di fuori dei soliti ruoli
  • visivamente molto appagante
FAIL
  • qualche pagina in più non avrebbe guastato allo sviluppo della trama
  • l'edizione francese è superiore in quanto a fattura
  • la stampa su carta riciclata non rende onore alle stupende illustraizoni di Silvio Camboni
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