Il Piccolo Regno, la recensione: il fantasy estivo di Wu Ming 4

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1 anno fa

7 minuti

Oggi con la recensione de Il Piccolo Regno, per la nostra rubrica NerdBookClub, racconteremo di una storia fantasy e fantastica consigliata per ragazzi, ma che farà sognare soprattutto gli adulti.

Il Piccolo Regno (una storia d’estate) è il titolo di questa opera dello scrittore Wu Ming 4 (del collettivo Wu Ming), uscita nelle librerie italiane nel 2016, edita da Bompiani. Un libro di 230 pagine che stupirà ogni tipologia di lettore, non solo i ragazzi ai quali il libro è consigliato, ma senza dubbio tutti quegli adulti che hanno ancora la scintilla dei propri sogni viva e mai spenta.

Quello che ci spaventa da bambini ci spaventa per sempre

Ad essere molto sincero mi aspettavo qualcosa di più semplice e didascalico, appunto un classico fantasy per ragazzi molto leggero, addirittura viene considerato per bambini…ecco questo libro, a mio avviso per bambini non lo è. Si tratta di un libro molto articolato e costruito in maniera impeccabile, perché uso questo termine perché in questo piccolo romanzo si intrecciano moltissimi generi e tematiche (quindi non solo il fantasy) con un risultato veramente notevole.

Il formato è di quelli che adoro, piccolo 13×19 cm, con una illustrazione in copertina (a cura di Giulia Rossi) veramente d’impatto pur nella sua semplicità, un animale a destra che si intreccia con un prato e un cavaliere che fuoriesce dal terreno: praticamente già ci sono tutti i classici elementi della letteratura fantastica.

Il Piccolo Regno è un fantasy nel quale il mondo spensierato dell’infanzia entra in contrasto con forze bieche e malvagie, con segreti custoditi e tramandati, con le sfumature più diverse e cupe dell’animo umano.

Wu Ming 4, che negli anni precedenti alla pubblicazione di questo libro si era occupato a lungo della produzione di J.R.R. Tolkien (soprattutto per quanto riguarda la saggistica) ha dichiarato di considerare il romanzo “il vero ed unico omaggio del sottoscritto a Tolkien, molto più di Stella del Mattino, dove pure Tolkien è uno dei personaggi, o dello stesso Difendere la Terra di Mezzo, che è un semplice saggio divulgativo“. Lo stesso Wu Ming 4 ha riconosciuto che la sua opera è ispirata anche a Il libro dei bambini.

Il libro è ambientato in un’Inghilterra anni trenta.
Un’altra estate in campagna, un altro tempo lungo per i tre fratelli Julius, Ariadne, Fedro e per il cugino, una voce narrante di una storia che parla dell’Età dell’Oro e della sua fine. E’ il tempo delle conversazioni con gli animali, delle zuffe coi ragazzi del villaggio, della casa-albero coi suoi tesori, dell’amicizia con l’eroe di guerra Ned, raro esemplare di adulto che sa parlare ai ragazzi. Poi un giorno un’antica tomba viene violata e un fantasma torna ad affliggere i sogni e la voglia dei quattro amici. Lo spettro ha una vendetta da compiere e lo fa rubando ai ragazzi la loro infanzia, com’è inevitabile. Due gemelli troppo biondi, una tragedia ingiusta, le bugie e i misteri dei grandi sono gli elementi di una stagione decisiva in cui la Gente Bassa scoprirà tutto in una volta il male di vivere.

Il Piccolo Regno è una storia che opera una grande riflessione sul passaggio dalla stagione della spensieratezza a quella della consapevolezza, dal sogno alla ragione, in poche parole dal età dei sogni a quella degli adulti. Il tema è stato affrontato in moltissime volte in letteratura, ma la leggerezza e pacatezza con il quale Wu Ming 4 ti porta a riflettere sul tuo animo “fanciullesco” è veramente un esperimento riuscito perfettamente. Possiamo anche dire che nonostante Il Piccolo Regno lo si legga con la leggerezza stilistica di una novella, tuttavia non risulta per nulla scontato e si presta a diversi e molteplici piani di lettura. Dal punto di vista narrativo, il racconto ha tanti riferimenti e spunti nella letteratura classica (sia fantasy che non). Ricordiamo la forte ispirazione venuta da Il Signore degli Anelli e di quel Tolkien cui Wu Ming 4 è molto legato e non ha mai negato l’ispirazione. E’ chiarissimo per esempio il riferimento al passaggio dei Tumulilande, ma Wu Ming 4, conoscendo benissimo l’autore inglese, non lo cita soltanto anzi trasporta nell’epoca attuale la magia e ci ricorda che sognare è necessario a tutti e che da adulti dovremmo sempre ricordare cosa eravamo da piccoli, perché solo così capiremo il senso della nostra e delle nostre scelte, anche quelle che ci sembrano totalmente immotivate. Senza dubbio tra le cose più interessanti di questo fantasy è proprio questa rappresentazione del passaggio dalla stagione della spensieratezza a quella della consapevolezza, dal sogno alla ragione.

Wu Ming 4 con Il Piccolo Regno ci ricorda che sognare è necessario a tutti e che da adulti dovremmo sempre ricordare cosa eravamo da piccoli, perché solo così capiremo il senso della nostra e delle nostre scelte, anche quelle che ci sembrano totalmente immotivate.

Se all’inizio del romanzo tutto è definito, in un modo molto semplice e per nulla articolato poi subentra una seconda fase dove la realtà inizia ad andare in pezzi senza che l’illusione della bellezza possa ritornare. Nonostante le premesse fatte di una tematica molto importante la storia fila liscia e lineare, inizialmente c’è la Gente Bassa (bambini) e c’è la Gente Alta (adulti), il piccolo regno (la propria casa) e tutto ciò che c’è fuori e va esplorato, i buoni e i cattivi, in quella divisione tra bene e male che caratterizza l’infanzia e l’ingenuità (la nostra infanzia). L’avventura che ci porterà alla fine è l’avventura della nostra vita e come succede a noi adulti anche alla fine del libro non avremo più certezze. La gente Bassa perderà la loro ingenuità, si aprirà al dolore e alla perdita e pian piano l’entrata con il mondo dei grandi si farà sentire e non poco.

Presto pagina dopo pagina, la vicenda si arricchisce e si popola di personaggi adulti, di madri e padri, di reduci di guerra, di famiglie perfette e di famiglie misteriose, di uomini e donne e non più di bambini e bambine e questo Wu Ming 4 lo narra in maniera diretta e molto delicata .
La fiaba piano piano svapora in una storia dal sapore amaro, innescando un connubio tra il mondo visto da un gruppo di fanciulli e il mondo degli adulti, di una società a tratti umana e a tratti crudele.

Un’estate da ricordare come un marchio a caldo sulla pelle, un’estate traumatizzante perché è quella che farà dire addio ai sogni dei bambini.

Questo piccolo capolavoro racconta di cosa accade nel momento in cui cresciamo (Peter Pan docet), ovvero non quando cominciamo a comportarci da adulti, ma quando “vediamo” come si comportano gli adulti di fronte alle situazioni della vita. Questo è un libro sulla fine dell’infanzia e sul perché dobbiamo combattere affinché l’animo dei fanciulli rimanga sempre vivo nei nostri cuori.

Wu Ming 4 è riuscito nella difficilissima operazione di dare molta sostanza ad libro apperentemente breve e scritto anche in maniera piuttosto semplice. Non si troverà un lessico complesso, ed è anche questo il suo punto di forza: la disarmante semplicità con la quale arriva dritto al lettore. E’ un libro commovente. Senza fare nessuno spoiler in questa storia c’è senza dubbio una vena spirituale dove i personaggi entrano in contatto con chi purtroppo non c’è più e la chiusura nella quale la voce narrante, di quel bambino ormai diventato uomo e adulto, che racconta le vicissitudini e le avventure dei suoi cugini e amici ci riporta alla realtà della storia in cui tutti viviamo e cui nessuno può sfuggire: il tempo che passa.

Il collettivo Wu Ming è un collettivo di gran spessore e il romanzo di Wu Ming 4 non è da meno, proprio per questo con la recensione de Il Piccolo Regno vorremmo consigliare a tutti quelli che credono nel potere delle favole e delle storie fantastiche ad ogni età e soprattutto a chi crede che nella vita di tutti ci sia un momento, un evento che segna il corso della vita stessa e che riesce in un certo qual modo a far sì che tutto sia possibile.

 

78
Il Piccolo Regno
Recensione di Alessio Vissani

Il Piccolo Regno di Wu Ming 4 è la classica storia che va letta d'estate, ti fa sognare e sorridere nella prima parte con le vicissitudini scanzonate del gruppo dei cugini e proprio quando ti inizi a immedesimare nella loro grandi avventure che capisci il senso del romanzo: la loro crescita e abbandono dell'età dei sogni è anche la tua ed è per questo che devi fare di tutto affinché l'animo dei fanciulli rimanga sempre vivo.

ME GUSTA
  • Un fantasy che fa riflettere sulla propria crescita
  • Avventura scritta in modo lineare e semplice, ma mai banale
FAIL
  • Nonostante sembra un libro per ragazzi, non è consigliato per un pubblico giovanissimo.
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