Digital Markets Act, l’ira della Casa Bianca contro l’UE: “così rendete la cooperazione impossibile”

6 mesi fa

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La Casa Bianca di Joe Biden, con una nota indirizzata alle istituzioni dell’UE, ha fatto sapere di non aver gradito l’atteggiamento del Parlamento Europeo nei confronti delle grandi aziende tecnologiche. «Rischiate di rendere la cooperazione estremamente difficile», si legge nella nota del National Security Council.

Digital Markets Act, il pomo della discordia che rischia di compromettere i rapporti tra USA e UE

Il pomo della discordia? Il Digital Markets Act, una proposta di regolamentazione del settore tech che ha per oggetto le aziende che il legislatore europeo chiama “gatekeeper“, ossia le grandi piattaforme che – per influenza sul mercato o esercizio esclusivo o semi-esclusivo di un determinato servizio – hanno «funzione di controllo dell’accesso» di utenti ed aziende a determinati mercati.

Il legislatore definisce i gatekeeper secondo questi criteri:

  • detengono una posizione economica forte, hanno un impatto significativo sul mercato interno e operano in più paesi dell’UE
  • occupano una forte posizione di intermediazione, nel senso che collegano un’ampia base di utenti a un gran numero di imprese
  • detengono (o stanno per detenere) una posizione solida e duratura sul mercato, vale a dire stabile nel tempo.

La proposta rischia di avere un impatto estremamente importante sul business model e sulle pratiche commerciali di titani come Amazon, Apple o Google. Vi basti pensare che il DMA impone un obbligo per le piattaforme di non favorire i propri servizi all’interno dell’indicizzazione degli store. Solamente la scorsa settimana era emerso che Apple avesse favorito la sua app ‘File’ a discapito di Dropbox tra il 2018 e il 2019. Amazon, con i suoi prodotti Amazon Basic, è da tempo accusata di fare altrettanto.

Non è l’unico divieto contenuto dal DMA che, tra le altre cose, proibisce alle piattaforme di impedire agli utenti di contattare autonomamente le imprese al di fuori della piattaforma. La proposta vuole anche garantire al consumatore la possibilità di disinstallare tutte le app ed i software pre-installati dal produttore di un dato hardware. Insomma, addio alle fastidiose app proprietarie e impossibili da cancellare sugli smartphone Android ed Apple.

Questi sono solo alcuni esempi di una proposta estremamente articolata e ricca di prescrizioni che toccano questioni molto diverse.

Dal sito ufficiale dell’Unione Europea, link in fonte

Digital Markets Act: un regolamento universale o protezionismo contro gli USA?

Ma a suscitare le ire della Casa Bianca sarebbe stato il commento di uno dei relatori della proposta, Andreas Schwab, eurodeputato tedesco della CDU, il partito di Angela Merkel. In una relazione, Schwab ha dichiarato che il DMA mira a regolare in via esclusiva le cosiddette Big 5. Ossia? Google, Apple, Microsoft, Amazon e Facebook. Tutte aziende statunitensi.

Da qui le perplessità degli USA: ‘Volete regolare le aziende o fare protezionismo contro l’America?‘.

Commenti e approcci di questo tipo rendono la cooperazione tra USA ed Europa estremamente complicata, fanno passare il messaggio che la Commissione non sia interessata a cooperare con gli USA in buona fede per affrontare queste sfide comuni in un modo che favorisca i nostri interessi condivisi. Il protezionismo rischia di danneggiare i cittadini europei, oltre che disincentivare l’innovazione all’interno degli Stati membri. Questo tipo di policy indebolisce anche la nostra capacità di lavorare assieme a voi per armonizzare le nostre regole

si legge nella nota inviata dalla Casa Bianca alla delegazione dell’UE a Washington DC. Il monito dell’NSC arriva in un momento estremamente critico per i rapporti tra USA ed UE, con entrambe le parti coinvolte in un delicato processo di ricostruzioni dei rapporti diplomatici e commerciali dopo la burrascosa esperienza dell’Amministrazione Trump.

 

 

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