Cookie in UE: una proposta radicale da parte di noyb

1 anno fa

nascondere e spiare

L’associazione noyb, associazione focalizzata sulla difesa della privacy internettiana sul suolo europeo, ha avanzato alla Commissione Europea una proposta sul come risolvere il fatto che praticamente tutte le aziende del web stiano ignorando le norme sulla gestione dei cookie, ovvero sulla raccolta dei dati dei loro utenti.

Nello specifico, la questione fa riferimento al fatto che sulla Rete si trovino molti, troppi siti che chiedono agli internauti di cedere le proprie informazioni senza offrire un’adeguata possibilità di rinuncia. Accettare le richieste dell’azienda è infatti questione di un click, ma chi preferisce opporvisi deve superare un dedalo di opzioni aggiuntive. Il risultato è che, stremato, l’utente medio finisce con l’approvare ogni imposizione.

Noyb propone dunque di alterare il sistema in modo che sia automatizzato e personalizzabile, ovvero che le persone possano impostare dei filtri e determinare se e quali siti siano meritevoli di ottenere i tanto agognati dati. Magari quelli che si frequentano con regolarità o le pagine web delle testate più apprezzate.

La proposta si basa sull’Articolo 21(5) del GDPR, il quale consente già di per sé al browser di informare i siti del fatto che l’utente sia propenso o meno al cedere i propri dati. Una simile opzione, tuttavia, non è mai stata adeguatamente implementata e noyb suggerisce senza mezzi termini che tale lentezza nel rispondere sia figlia del come le Big Tech facciano di tutto per ostacolare l’avanzamento dell’innovazione, almeno quella focalizzata sul preservare la privacy delle persone.

L’associazione propone dunque un prototipo chiamato ADPC (Advanced Data Protection Control), una bozza tecnica formalizzata al fianco del Sustainable Computing Lab della Vienna University of Economics and Business.

ADPC consente una gestione intelligente delle richieste sulla privacy. Un utente potrebbe dire, per esempio: “per favore, chiedimelo solo dopo che ho visitato il sito diverse volte” o “chiedimelo di nuovo tra tre mesi”. Simili risposte possono essere gestite in maniera centralizzata. ADPC permette alla fiumana di richieste di dati di essere gestita in modo sensato,

ha dichiarato Max Schrems, uomo a capo di noyb.

 

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