La pagina Facebook di Donald Trump, dopo il suo ban

6 giorni fa

Via Los Angeles Times

Donald Trump non può più postare nulla su Facebook, nemmeno indirettamente: il social ha già cancellato almeno un post, di una parente, dove si poteva sentire la sua voce in sottofondo. Eppure, l’azienda di Mark Zuckerberg ha scelto un approccio diverso da quello di altri competitor, come Twitter.

La pagina ufficiale di Donald Trump è ancora online e può essere consultata – e commentata – liberamente, nonostante ovviamente l’ultimo post risalga a diversi mesi fa. Nel silenzio totale del controverso ex Presidente, la sezione commenti dei suoi post è ancora largamente frequentata da un vasto e febbricitante pubblico di fan devoti, detrattori e semplici troll.

Il fenomeno non è passato inosservato al Los Angeles Times, che recentemente ne ha parlato con un piccolo approfondimento. «In media un post di Donald Trump riceveva trai 50mila e 200mila commenti, l’ultimo post prima del ban ne conta più di 700.000», scrive il giornalista Brian Contreras.

A metà tra ritrovo e time capsule, la pagina Facebook di Trump ha quasi assunto il ruolo di memoriale, dando una definizione completamente nuova al concetto di necroposting. «Non so se leggi qualcuno di questi commenti, ma voglio che tu sappia che il popolo ti vuole bene, ci manchi Donald», scriveva appena due settimane fa una sua sostenitrice — quasi 100 giorni dopo la pubblicazione del post a cui ha scelto di rispondere.

Il LA Times si è chiesto se molti dei sostenitori che hanno continuato a frequentare la sua pagina per così tanto tempo siano consapevoli che Donald Trump è stato ufficialmente bannato da Facebook. La risposta è positiva: «So che non può postare, ma la mia speranza è che qualcuno che conosca o che lavori per lui gli mostri quanto ci manca», ha spiegato l’autrice del succitato commento. «Mi viene quasi da piangere se ci penso, mi sento come se il nostro Paese fosse diventato un disastro, non vedo davvero segni di miglioramenti».

Facebook ha anche scelto un approccio – se non più indulgente – più possibilista. A differenza di Twitter, il social network potrebbe decidere di rimuovere il ban a Donald Trump, permettendogli nuovamente di postare contenuti. La decisione sarà presa da una commissione creata ad hoc.

Non ci sono solo i sostenitori di Trump. I commenti sono inondati da centinaia di aspre critiche di varia natura, scritte da un pubblico che forse ha bisogno di Trump tanto quanto i suoi sostenitori. «Spero che Facebook cancelli per sempre questa pagina con tutto ciò che contiene», scriveva ad esempio un detrattore lo scorso marzo. «Sei completamente dipendente. Stai perdendo tempo sulla pagina di una persona bannata che non sopporti, ti consiglio di cercare aiuto», gli fa notare un altro utente.

E la battaglia continua, liberal contro conservatori, nonostante Trump sia ormai uscito dalla scena politica, con una condanna all’irrilevanza e alla damnatio memoriae. Gli USA hanno da ormai quattro mesi un nuovo Presidente, ma lo spettro del precedente inquilino della Casa Bianca continua a dividere il Paese.

 

 

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