Samsung e la tassa di successione da 11 miliardi sugli eredi dell’ex Presidente

I Coreani non ci vanno piano con le tasse sull’eredità. La famiglia dell’ex presidente di Samsung, il compianto Lee Kun-hee, dovrà pagare una tassa di successione da oltre 12mila miliardi di won, che equivalgono a poco meno di 11 miliardi di dollari. Rischia di avere effetti molto importanti anche sulla salute finanziaria di Samsung.

Si tratta di una delle tasse sull’eredità più alte – a livello mondiale – di cui si abbia notizia. Lee Kun-hee ha trasformato Samsung in un brand di fama e successo mondiale, affermandosi come uno dei manager di maggiore talento del continente asiatico. L’ex dirigente di Samsung è morto a 78 anni lo scorso ottobre. Si stima che avesse un patrimonio vicino ai 26mila miliardi di won.

Nelle ore successive alla morte del patriarca, le autorità hanno monitorato con estrema attenzione il patrimonio di Lee Kun-hee, per evitare che gli eredi tentassero di spostare o occultare parte degli asset, nel tentativo di sfuggire all’enorme tassa. Se siete confusi, e lo capiamo, facciamo una precisazione: stiamo parlando della Corea del Sud, quella democratica e liberale, e non del regime Juche della Corea del Nord.

La famiglia Samsung ha spiegato che intende pagare la tassa, come previsto dalle leggi coreane, in sei rate diluite nel corso dei prossimi cinque anni. «Pagare le tasse è una nostra responsabilità e un nostro dovere civico», si legge in un comunicato della famiglia diramato da Samsung.

La stangata non è piaciuta agli investitori, il valore delle azioni dell’azienda è sceso del 5,5%, complice la paura che gli eredi decidano di liquidare parte delle loro azioni – svalutando ulteriormente il titolo – per pagare la prima rata di quanto devono allo Stato.

La famiglia non ha fornito grossi dettagli, ma nelle scorse settimane si era parlato della possibilità che gli eredi decidessero di usare le azioni del gruppo come collaterale, in modo da chiedere dei prestiti necessari per avere la liquidità con cui pagare la super tassa da 11 miliardi di dollari. Jay Y. Lee è l’azionista individuale più importante, da solo detiene il 17,33% delle quote di Samsung. Attualmente sta scontando una pena di 30 mesi per corruzione.

Un importante fetta del patrimonio di Lee – ben 1,3 miliardi di dollari – era nella forma di opere d’arte da investimento, inclusi alcune opere di estremo valore di artisti come Picasso e Monet. I suoi eredi hanno deciso di donare molte di queste opere ad alcuni musei internazionali.

 

 

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