Apple Spring Loaded Event: nuovi iMac, iPad Pro, AirTag e altro!

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3 settimane fa

13 minuti

Avevamo davvero pochissime aspettative per l’evento di ieri sera e invece siamo stati completamente smentiti. Durante il commento live fatto sul canale Twitch di Multiplayer.it abbiamo ripetuto più volte che ci aspettavamo di vedere solo dei nuovi iPad Pro con un nuovo processore e invece Apple ci ha largamente stupito presentando diversi nuovi prodotti e servizi: un keynote, quello di ieri sera, davvero ricco e interessante.

Ecco di seguito gli annunci più importanti dell’evento Apple Spring Loaded del 20 aprile, con un mio commento per aiutarvi nel capire cosa significano questi nuovi prodotti e servizi per Apple.

Il nuovo iPad Pro ha dentro il SoC M1, un display MiniLED e una porta Thunderbolt

Apple uniforma incredibilmente la propria lineup di prodotti desktop e handheld con un solo SoC: è l’M1 di cui tanto abbiamo parlato, che integra tutti i componenti base in un nuovo system on a chip potentissimo e basato su architettura ARM.

“Non me lo aspettavo” direi che è la frase più ricorrente detta ieri sera e che scriverò di più oggi: ci aspettavamo un nuovo chip della serie A* utilizzata su iPhone e iPad e invece Apple ci ha stupito mettendo il suo SoC “da desktop” (frase che a questo punto non significa più niente) sul suo tablet di punta. Il design esterno del nuovo iPad Pro era già stato allineato al nuovo corso di Apple e non è stato cambiato in questa occasione.

La USB-C del nuovo iPad Pro è una Thunderbolt: significa che ora potrete collegare, tra le altre cose, anche dei monitor esterni ad un iPad. Assurdo eh?

La convergenza tra desktop / portatile e tablet è sempre più accentuata e a questo punto è solo una questione di software ed esperienza utente: oggi possiamo davvero dire che un iPad Pro è potente quanto un MacBook Pro o un iMac. Incredibile. Benissimo. Avanti così.

Apple sembra ancora una volta voler sottolineare quanto le caratteristiche hardware siano oggi insignificanti rispetto alla esperienza utente data dal software: Abbiamo raggiunto il massimo della potenza, ora la mettiamo in ogni nostro prodotto e la scelta che dovete fare è “come” volete usare quel prodotto, non più quanti Gigahertz ha il processore, o che scheda grafica monta. O quanta RAM ha.

Apple sta cercando, come sempre, di “denerdizzare” il mercato.

Il nuovo iPad Pro porta con sé anche altre due novità interessanti: la porta USB-C è ora anche Thunderbolt, quindi sarà possibile, tra le altre cose, collegare anche monitor esterni ad un iPad (LOL!)

Arrivano poi i nuovi pannelli MiniLED che Apple ha scelto di far debuttare su iPad Pro dopo averli usati nel costosissimo Pro Display XDR presentato lo scorso anno. Questa nuova tecnica di retroilluminazione permette un “dimming” molto localizzato e preciso, ottenendo quindi neri migliori e più definiti (fatta semplice eh) ma occhio, solo nella versione da 12,9 pollici.

il nuovo iPad Pro è preordinabile dal 30 aprile.

 

I nuovi iMac colorati sono splendidi

Ero in attesa dei nuovi iMac e sono stato accontentato: Apple ha presentato ieri sera anche i nuovissimi iMac con un nuovo design e… colorati! un riferimento fortissimo al primo storico iMac che è difficile non apprezzare moltissimo.

Eccoli qua:

Sette colori differenti. Non solo per lo chassis dei nuovi iMac, ma anche per la nuova tastiera, mouse e… cavi di alimentazione. Sette colori differenti, che in realtà sono quattordici, perché ogni versione ha due tonalità diverse.

La cura del dettaglio è come al solito maniacale e sul nuovo design c’è davvero poco da dire: sono bellissimi.

Riprendono il nuovo “corso” di Apple iniziato con gli iPad Pro qualche anno fa, quel design “boxed” molto squadrato e minimale che mi fa impazzire. Molto bene.

C’è però un “però”. Mi piacciono da matti i colori scelti per il retro dei nuovi iMac: sono davvero tutti bellissimi, dal “verde” ottanio al trittico giallo-arancio-rosso, al bellissimo viola, fino allo splendido blu. Super.

Peccato però che non siano quelli i colori che vedrete tutti i giorni quando utilizzerete questi iMac: ne vedrete una versione “slavata” usata per il frontale e per tutti gli accessori (tastiera, mouse e persino il cavo di alimentazione, ora magnetico, “perché sì”) quindi occhio quando sceglierete il vostro preferito.

Il rosso, ad esempio, è in realtà rosa. È un iMac rosa, con la tastiera e il mouse rosa, e il retro (che non vedrete) rosso.

Occhio: il rosso in realtà è rosa ovunque tranne che dietro e nei lati.

La cornice dello schermo è bianca. Un riferimento fortissimo ai primi iMac e, anche, un modo per distinguere questi iMac “consumer” dalle versione Pro che sicuramente arriverà nei prossimi mesi e sarà nera (come la precedente versione non più in vendita)

È un modo per Apple per distinguere appunto le sue due linee di iMac e per svecchiare il design tornando alle origini facendo un passo indietro di oltre venti anni.

La cosa non mi fa impazzire, ma non ritengo che la cornice bianca sia fastidiosa o distraente come ho già letto in giro, sinceramente cambia ben poco, è solo una scelta estetica. Avrebbero potuto fare la cornice dello stesso colore principale? Sì, ma il “mento” in basso sarebbe stato ancora più evidente, lo “stacco” simmetrico della cornice di un altro colore neutro come il bianco funziona secondo me.

Vado contro corrente personalmente e devo dire che la versione che mi piace di più, in combinazione con il bianco, è quella argento. Siamo tutti concentrati a scegliere il nostro colore preferito, ma davvero ritengo la versione bianca e argento quella più bella esteticamente tra le sette varianti presentate ieri, soprattutto perché, come ho scritto, frontalmente le versioni “slavate” dei colori non mi fanno impazzire.

 

Scompare il logo frontale, il branding è sempre più ridotto nei prodotti Apple: è il design a rendere riconoscibili e iconici i suoi prodotti, non serve più mettere il logo ovunque. Un segnale di forza davvero impressionante.

Ho personalmente una mega fotta di comprarne uno, ma sono davvero indeciso se aspettare prima di vedere anche i nuovi iMac Pro neri che spero non tarderanno molto ad arrivare (magari già al prossimo WWDC di giugno?) e sono abbastanza sicuro che non costeranno tantissimo come il precedente. So dentro di me che è quella la versione che mi serve e che sarebbe meglio comprare (con nuovi SoC M1x o come si chiameranno, più potenti dell’attuale M1) ma davvero mi freme la carta e vorrei subito un nuovo iMac grigio. Oppure ottanio. O anche arancio. O giallo? Cazzo però anche blu è bello. E viola spacca…

Oltre al nuovo design chiaramente arrivano nuovi interni, tutti incentrati sul nuovo SoC M1 naturalmente, la stessa identica versione che è equipaggiata sui MacBook Air, MacBook Pro e MacMini che ho recensito tempo fa e che va una bomba, quindi niente da dire davvero. Sui nuovi iMac hanno anche montato una doppia ventola che dovrebbe in teoria migliorare ulteriormente le prestazioni in situazioni particolari di stress (ma non aspettatevi che vada molto di più, le prestazioni saranno praticamente identiche ad un Air fanless, sappiatelo)

In ogni caso non vedo l’ora di vederli dal vero: è davvero difficile immaginare uno chassis spesso solo 11,5 millimetri e così grande, dal vero deve essere impressionante.

Ottimo il nuovo sistema di casse, con ben sei speaker, ottimo il sistema di microfoni multipli, ottimo lo schermo da 4,5K con una misura intermedia tra le due precedenti: 24 pollici. Anche qua scelta che vi costringe ad aspettare i nuovi iMac Pro se volevate uno schermo più grande, i rumor parlando di 30/32 pollici per queste versioni, sappiatelo.

È arrivata finalmente anche una nuova webcam frontale full-HD, molto bene.

Non c’è il FaceId come speravo, ma arriva il TouchID integrato nella nuova Magic Keyboard: anche questa una scelta forse per differenziare ulteriormente le due versioni: gli iMac Pro avranno il FaceID? Possibile.

Nuovo trackpad, tastiera e mouse, bianchi e dello stesso colore dell’iMac abbinato. Notate in alto a destra il TouchID nella tastiera.

Molto bello il dettaglio di mettere la porta ethernet nel trasformatore esterno. Un po’ una paraculata in realtà: spostare il trasformatore fuori dall’iMac ha permesso di mantenere lo spessore uniforme e sottilissimo (11,5mm!!!!) ma non è esattamente una soluzione comoda.

Il cavo di alimentazione è magnetico e in tinta con l’iMac abbinato. Il trasformatore è ora esterno.

In ogni caso per un computer desktop avere il trasformatore “fuori” sotto il tavolo non è un grandissimo problema e a quel punto tanto valeva puntare sul minimalismo estremo e spostare la porta ethernet lì, dove è anche più comoda potenzialmente

Il cavo di alimentazione magnetico è una “flexata” abbastanza inutile, ma comunque apprezzabile.

Il jack per le cuffie è finalmente su uno dei lati, molto bene!

Ci sono quattro porte USB-C di cui due Thunderbolt: sufficienti ad ogni uso, ma avrei davvero voluto vederne due laterali e due dietro e non tutte e quattro dietro come è stato fatto.

A sinistra si vede il jack cuffie: novità super gradita. Se sopra a quel jack ci fossero state una o due porte USB-C e magari anche un lettore di schede SD… sarebbe stato perfetto.

Il verde è in realtà un “trendissimo” ottanio. Molto bello.

I prezzi sono per me assolutamente adeguati ad un all-in-one di questo calibro, con questa potenza (ricordate che l’M1 è un mostro!) e questa cura del dettaglio, con quello schermo e componenti interne (casse, microfoni, webcam, etc) ma davvero non capisco la scelta di mettere a listino anche una versione entry level castrata, con meno colori disponibili… ma qua è il reparto marketing di Apple a dominare, segmentare l’offerta è inevitabile a quanto pare:

Per me dovete assolutamente ignorare la versione “base” e puntare tutto su quella “di punta”, magari aumentando anche la RAM se potete, per aumentare al massimo la longevità della macchina. In ogni caso con il nuovo SoC M1 otto giga di RAM sono più che sufficienti per tutti gli usi, sappiatelo.

La versione base economica ha meno colori, solo due porte USB-C/Thunderbolt, non ha la porta ethernet, non ha il TouchId e ha gli M1 con GPU da 7 core invece che 8. Costa comunque 450€ meno di quella “top”, non è un risparmio da poco.

Sul sito Apple trovate in ogni caso tutte le caratteristiche e dettagli, il nuovo iMac è preordinabile dal 30 aprile e disponibile dalla seconda metà di maggio.

 

Ecco finalmente gli AirTag

Finalmente! li aspettiamo da anni ed ora sono arrivati. Sono dei tracker di nuova generazione che grazie al chip U1 consentono di essere localizzati dal proprio iPhone (e non solo). Se i “vecchi” tracker bluetooth erano solo un accessorio utile per non perdere le cose (vi avvisano quando vi allontanate dal tracker, ma non localizzano poi esattamente dove si trova, vi dicono solo a che distanza è) questi nuovi AirTag sono tutta un’altra cosa: riescono a dirvi esattamete dove si trovano, con tanto di nuova app che riporta una comoda freccia direzionale e la distanza in tempo reale. Figata vera.

Bluetooth LE + Ultra Wideband baby!

Le possibilità sono davvero infinite: potete attaccare un AirTag alle chiavi, alla valigia, allo zaino… a vostro figlio in spiaggia.. o ancora: immaginate un museo dove ogni opera ha un AirTag abbinato e che vi permette di trovarla facilmente e leggere magari approfondimenti (un po’ come i vecchi iBeacon, ma più preciso)

Non solo: Apple ha pure aperto la sua app “Dov’è” all’utilizzo con accessori compatibili, quindi aspettatevi di vedere in futuro zaini o portafogli o quant’altro con integrati la tecnologia AirTag, grande figata.

Che figata!

Sorvolando sui portachiavi abbinati di Hermes da 450€ su cui è facile fare battute questa mattina, il prezzo degli AirTag è assolutamente in linea con i vecchi tracker bluetooth: 35€ per uno, 119€ per il pacco da quattro. E sono personalizzabili gratuitamente sul sito Apple con diverse icone, lettere o numeri.

Bella idea, bella realizzazione, infinite applicazioni possibili, bravi.

 

Finalmente hanno sistemato il telecomando dell’Apple TV

È arrivata anche una “Nuova” Apple TV in cui praticamente non cambia niente (se non qualche fuffosa caratteristica legata a HDR ad alte frequenze) se non la cosa più importante che c’era da sistemare: il pessimo, pessimo, telecomando che avevano le versioni precedenti.

Sono anni che mi lamento di quella merda di telecomando incluso con Apple TV, device che invece adoro e che si integra perfettamente con tutto l’ecosistema Apple e che uso quotidianamente. Ma il telecomando, con quella forma simmetrica assurda che non ti fa capire come è girato, con quel diavolo di touchpad scomodissimo inserito solo per agevolare quei quattro gatti che volevano anche giocare oltre che guardare la TV, era davvero, davvero una merda.

Il nuovo telecomando risolve tutto, finalmente. Non ho ancora capito se posso comprarmi solo quello e abbinarlo alla mia vecchia Apple TV, sarebbe grandioso.

Tasti sensati (finalmente c’è il back! rendiamoci conto) un dpad a cinque direzioni che è anche touch (si può scorrere circolarmente come nei vecchi iPod per fare il tracking, figo!) e poi un tasto aggiuntivo per spegnere la televisione e un tasto laterale per attivare quando serve (mai) Siri. Molto, molto bene!

Adoro.

Altre novità

Nuovo colore disponibile per iPhone 12 e 12 mini: un bel viola/lilla. Tanto per sottolineare ulteriormente che la nuova Apple è colorata. Me gusta.

La nuova stagione di Ted Lasso arriva il 23 luglio su Apple TV+

Redesign in arrivo per l’app Podcasts con più spazio grafico ad ogni puntata, la possibilità di creare dei “canali” per i creator che hanno diversi podcast e, molto interessante, la possibilità di monetizzare il proprio podcast attraverso un meccanismo di subscription.

Tanta Roba

In conclusione: tanta roba. Davvero tanta roba che non ci aspettavamo di vedere tutta insieme e tutta in questo evento che sembrava “minore” e invece si è rivelato super interessante, pieno di novità e ben realizzato visivamente da Apple (cosa che ormai diamo per scontato, ma non lo è per niente)

Il cambio di design è ormai evidente in Apple: l’abbandono di Ive è lontano e il nuovo corso è quasi completato. Mi piace, molto. Tutto o quasi. Più attenzione alle richieste degli utenti, anche inserendo aspetti che sembravano impossibili fino a qualche anno fa (collegare un monitor esterno ad un iPad?!? What?!?) e una nuova estetica che si ricollega bene alla “vecchia”, ma è al tempo stesso molto differente e ben riconoscibile. Angoli a 90 gradi netti, tanti colori, il ritorno al bianco. Tanti colori l’ho già detto? Pensate a che incubo logistico è produrre e distribuire così tanti colori di iPhone e iMac. Solo Apple riesce a gestire una sfida del genere che per qualunque altro produttore è semplicemente impossibile.

Un all-in-one offerto in sette colori differenti. Quando mai si è sentita una cosa del genere? Solo Apple, venti anni fa, lo aveva fatto. E ora lo ha rifatto.

Quando il massimo problema è scegliere di che colore comprarlo o se aspettare una nuova versione “Pro” più costosa e performante… beh, direi che ci siamo. Molto, molto bene.

 

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