Smart working, finisce che si lavora più ore del dovuto

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7 mesi fa

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Lo smart working, con tutte le sue comodità, ci sta anche incatenando a turni lavorativi più pressanti e a straordinari immancabilmente non retribuiti, ledendo il confine tra tempo lavorativo e tempo privato. Non solo, ogni giorno che passa la situazione diventa più estrema. A sostenerlo è una ricerca della Harvard Business School, la quale ha coinvolto più di tre milioni di persone sparpagliate in 16 città del globo.

Stando ai numeri, in media lavoriamo almeno 48,5 minuti in più di quanto non facevamo a inizio pandemia. Dati che si affiancano anche a un’indagine di Gartner, la quale riporta come il 40 per cento dei lavoratori che operano con sistema ibrido o da casa percepiscano di aver incrementato le ore lavorative negli ultimi dodici mesi.

Il documento pubblicato da Gartner quantifica questa crescita del peso lavorativo in due o tre ore al giorno, un prolungamento della tabella di marcia che deriverebbe da un affaticamento dovuto al protrarsi della pandemia di Covid-19.

Un tempo si poteva essere tutti casa e lavoro, ora i due poli si fondono affaticandoci come non mai. A rallentarci è il logorio, ma anche le costanti distrazioni domestiche, con il tutto che viene enfatizzato dalla promiscuità dovuta alla quarantena.

Il tradizionale orario dalle 9 alle 5 non ha più senso oggi perché siamo in un ecosistema in cui si lavora tutto il giorno da casa e ci sono molte più interruzioni per motivi lavorativi o familiari. Dobbiamo mettere qualche confine perché questo non va bene per la salute mentale, visto che conciliare tutti gli aspetti è diventato più difficile,

ha sostenuto l’autrice principale della ricerca, Alexia Cambon.

I dati, resi pubblici da USA Today, non fanno alcun accenno alla questione economica, ovvero non considerano la possibilità che si lavori di più non tanto per lo smart working, ma per cercare disperatamente di rimanere a galla in un periodo particolarmente complesso anche a livello professionale.

Quello su cui sembra essere chiara la documentazione, tuttavia, è che sia i datori di lavoro che i dipendenti statunitensi non desiderino ritornare al mondo lavorativo tradizionale e che, probabilmente, in futuro si consolideranno nuovi modelli di gestione per uffici e personale.

 

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