Waffles + Mochi, la recensione: un viaggio alla scoperta degli ingredienti

9 mesi fa

10 minuti

Waffles + Mochi

Come First Lady, Michelle Obama realizzò un orto alla Casa Bianca per rendere i bambini più curiosi di ciò che mangiavano. La recensione di Waffles + Mochi prodotta da Michelle Obama e suo marito fa parte del loro accordo con Netflix di realizzare contenuti per lo streamer. Protagonisti della serie, oltre a Michelle Obama, sono Waffles (che prende vita grazie alla burattinaia Michelle Zamora) che è una creatura metà waffle e metà yeti che si avventura fuori dal congelatore del negozio per esplorare il mondo esterno insieme all’amico Mochi (Russ Walko).

La coppia di burattini è, anche se non immediatamente distintiva come i classici Bert e Ernie, caratterizzata da uno spirito giocoso e pieno di curiosità. Insieme, imparano a conoscere un nuovo ingrediente in ogni episodio della serie, guidati dalla proprietaria del negozio, la signora O., interpretata da Michelle Obama che compare in una serie di cammei accanto a un’ape amichevole di nome Sbuffo (Jonathan Kidder).

Alla scoperta degli ingredienti

Waffles + Mochi

La struttura della serie Waffles + Mochi rimane più o meno invariata per tutti i dieci episodi.

Ogni episodio, che dura circa trenta minuti, vede Waffles e Mochi avventurarsi in giro per il mondo per scoprire più informazioni sull’ingrediente del giorno.

La serie però a tratti è come se cercasse di compiacere troppe persone (non è solo un programma per bambini ma anche per adulti), e viene da chiedersi cosa avrebbe potuto essere tagliato per rendere l’esperienza un po’ meno caotica.

Nella prima puntata troviamo una canzone di Sia che parla della confusione sul fatto che il pomodoro sia un vegetale o un frutto. Nella puntata sulle patate troviamo Tan France di Queer Eye che tenta di trovare gli indumenti giusti per una patata prima di concludere che le patate non ha bisogno di vestiti speciali per essere gustosi e nutrienti. Penso che i bambini abbiano il resto della loro vita per conoscere la cultura delle celebrità e i loro consigli; elementi come questi sono davvero troppi in ogni episodio.

Molto entusiasmo, poca cucina

waffles+mochi

Quando descrive gli usi del cibo, Waffles + Mochi riesce a entusiasmare i bambini mostrando cose particolari da fare insieme ai loro genitori, come quando, sempre nel primo episodio, chef José Andrés prepara un gazpacho per i suoi nuovi amici. Ma la serie diventa meno coinvolgente quando si mette a elencare tutti i diversi modi in cui un cibo può essere preparato senza soffermarsi su nessuno, come succede più volte.

Spesso il tempo dedicato alla reale realizzazione di un piatto è troppo breve e se la serie vuole insegnare qualcosa di più su come si realizza una ricetta dovrebbe almeno fornire le quantità degli ingredienti per realizzarla.

Waffles e Mochi fanno numerosi viaggi all’interno della stessa puntata, e passano dal visitare il Giappone per incontrare Momoko Nakamura a visitare l’Italia per portare le uova a Massimo Bottura. In questo processo però non ci fanno conoscere in maniera approfondita i personaggi pubblici e le celebrità con cui vengono a contatto. In pratica, la serie tramite questi personaggi vuole solo trasmettere parte delle loro conoscenze basilari da trasmettere ai bambini. In questo modo però gli adulti che magari non conoscono tutti gli chef o le personalità che vengono presentate rimangono con la curiosità di voler sapere chi sono e con pochi strumenti a disposizione per scoprirlo. Per quanto riguarda i bambini penso che la maggior parte della loro attenzione sia rubata giustamente da Waffles e Mochi e non dai vari personaggi che gli vengono proposti.

Momoko Nakamura per esempio è una conservazionista culturale e ha diversi progetti in corso, che includono l’archiviazione della storia alimentare iper-regionale, una linea di prodotti di miscele di riso integrale curata al ritmo del calendario micro-stagionale giapponese e l’immersione nella colorata storia multietnica del Giappone. Nakamura ha curato un libro sul sistema alimentare unicamente giapponese che include le pratiche tradizionali di agricoltura naturale che servono come suggerimenti per un’agricoltura sostenibile e rigenerativa in tutto il mondo, con autentiche tecniche di fermentazione e conservazione degli alimenti.

Momoko Nakamura ha una formazione radicata nelle pratiche culinarie giapponesi del passato e nella macrobiotica, ed è una moderatrice del dialogo tra chef, agricoltori e fermentatori in tutto il paese. Nella serie Momoko viene appena presentata anche se appare in più di una puntata. Se volete conoscere meglio Momoko Nakamura vi consiglio di dare un’occhiata al suo sito a questo link.

 

 

Chef Internazionali

michelle-obama

Nella serie Waffles + Mochi si incontrano davvero tantissimi Chef e volti conosciuti del cinema e della televisione. Ecco un riferimento di chi vedrete e in quale puntata. Nella prima puntata, dedicata ai Pomodori incontrerete la chef Samin Nosrat che a sua volta è protagonista di una docu-serie Netflix basata sul suo libro di cucina, chiamata Salt Fat Acid Heat, con ciascuno dei quattro episodi basato su uno dei quattro elementi della cucina indicati nel titolo. Nel primo episodio, Nosrat va in Italia per parlare dell’uso dei grassi in cucina; nel secondo episodio va Giappone per il sale; nel terzo episodio in Messico per l’acido; e nel quarto episodio torna negli Stati Uniti, per cucinare da Chez Panisse e con sua madre, per discutere di come usare il calore. Vi ricorda qualcosa? E’ vero che non sono gli stessi contenuti e sono spiegati in maniera diversa ma si somigliano molto.

Sempre in questa puntata troviamo l’attrice Katie Lynn Leclerc (anche lei viene dato per scontato che sappiate già chi sia) che introduce l’argomento delle persone non udenti. Subito dopo siamo catapultati a Washington D.C. dallo Chef José Andrés per parlare di verdure.

Nella seconda puntata dedicata al Sale, incontriamo Bricia Lopez che è una ristoratrice e autrice di origini messicane. Lopez è co-proprietaria di Guelaguetza, un ristorante Oaxacan a Los Angeles, in California. Lopez è una delle principali autorità americane sulla cultura e la cucina di Oaxaca ed è accreditata per aver contribuito a rendere popolare il mezcal negli Stati Uniti.

Nella terza puntata dedicata alle Patate incontriamo il “re delle patate” (non vuole essere umoristica la cosa o forse sì…) Manuel Choqque Bravo, anche lui senza molte presentazioni ci svela tutti i segreti su questi tuberi. Manuel (come viene chiamato nella serie) è un coltivatore di patate di quarta generazione negli altopiani andini di Chinchero. Allinea più tuberi deformi, originari dell’area nota per la sua vicinanza a Machu Picchu, e uno alla volta li taglia a metà, rivelando uno spettro di colori di intense sfumature viola e dorate che mostra a Waffles e Mochi. Subito dopo ci dirigiamo sulle Ande dalla Chef Pia Leon di cui una breve presentazione ci viene fornita dal Magicarrello. Dopo aver cucinato un piatto molto gustoso di cui non sappiamo le quantità degli ingredienti e aver fatto una battuta su Matt Damon ci dirigiamo dall’ingegnere della NASA Bobak Ferdowsi. Il suo team è quello che ha fatto atterrare il rover Curiosity su Marte. Ferdowsi in questa puntata ci mostra come usare una patata come fonte di energia e diventa subito una lezione di scienze. Finita l’ora di scienze Waffles decide di andare a piantare una patata su Marte per poi arrendersi e andare a raccontare tutto alla Signora O.

Nella quarta puntata dedicata ai Sottaceti, incontriamo Jessica Wang che ci aiuta a prepararli. Ad essere sincera non sono riuscita a scoprire chi sia Jessica Wang ma forse per gli americani è un volto conosciuto. Dopo una canzone allegra cantata da una cetriolina si parte di nuovo per visitare il Seoul Kimchi Festival. Per poi ritrovarsi a festeggiare nell’orto situato sopra il negozio della Signora O.

Nella quinta puntata dedicata al Riso Waffles aiuta Mochi a ricostruire il suo albero genealogico e scoprono che è proprio il riso uno degli antenati di Mochi. I due amici decidono così di partire per andare a trovare il cantante Common. Subito dopo ripartono per arrivare a Savannah e incontrare Michael Twitty, che è uno scrittore ebreo afroamericano, storico culinario ed educatore. Twitty è indubbiamente una delle personalità di maggior rilievo presenti nella serie e sono contenta che la puntata gli abbia dedicato almeno cinque minuti. Ripartiamo di nuovo per arrivare in Giappone e scoprire come vengono realizzati gli onigiri e i mochi.

Nella sesta puntata è il turno delle Uova. Arriviamo di nuovo in Giappone per incontrare lo Chef Motokichi. Poi dopo essere stati in Portogallo e in Perù arriviamo a Modena per portare le uova al Tortellante dove troviamo anche Massimo Bottura.

Nella settima puntata dedicata alle Erbe e alle Spezie, Waffles e Mochi dopo aver creato qualche guaio in negozio decidono di rimediare e incontrano la Chef Preeti Mistry in California e lo Chef Hamed nel suo ristorante a Venezia.

Nell’ottava puntata troviamo il Mais in tutte le sue forme e colori. Torniamo a Savannah per incontrare Mashama Bailey. Nella nona puntata scopriamo il mondo dei Funghi. Torniamo in Giappone, a Nara, e ritroviamo Momoko che ci mostra molte varietà di funghi molto interessanti. Dopo aver parlato al telefono con una micologa e esperta di funghi, Eugenia Bone ritorniamo in Italia da Stefano Bottura e infine abbiamo un cameo alla Stranger Things con Gaten Matarazzo. L’ultima puntata è dedicata all’ingrediente più importante di tutti: L’Acqua. Qui Waffles e Mochi arrivano in Uganda e incontrano Nuwaba Sa Gift per poi passare al ristorante Din Tai Fung a Los Angeles dove incontreremo Jack Black. Credetemi, arrivati a quel punto sarete felicissimi di vederlo.

jack black

La Signora O.

michelle obama

La presenza di Michelle Obama è fugace e sembra che il suo scopo sia solo riassumere ciò che i suoi due amici hanno imparato durante la puntata. Nella prima puntata, i due burattini apprendono che i pomodori appartengono a tutti i tipi di cucine e allo stesso modo anche loro appartengono alla Signora O. (come viene chiamata nella serie), una buona dose di sentimentalismo serve come dessert alla fine di ogni episodio altrimenti cerebrale. Michelle Obama con questa serie vuole mettere in luce l’importanza della cucina casalinga sui piatti pronti. La Signora O. interpreta la proprietaria di un supermercato che incontra i residenti di The Land Of Frozen Food: Waffles e Mochi. Spetta a lei e al magico carrello della spesa, che li porta in tutto il mondo a conoscere il cibo, aiutare i suoi nuovi amici a realizzare il loro sogno di diventare chef.

La Signora O. per la prima volta appare molto più rilassata di quanto non le fosse permesso di essere nelle sue vesti ufficiali. L’Ethos della serie è quello che rappresenta l’Era di Obama: serietà, inclusività, fondamentale entusiasmo per condividere quante più informazioni possibili con l’aiuto del fascino della celebrità per trasmettere tali informazioni. Questo è uno spettacolo di grande respiro che diventa massimalista, ma riesce a dare il suo meglio quando si sofferma di più su un determinato argomento. Confrontandola con altre serie per bambini troppo semplicistiche, questa serie tende a fidarsi dell’intelligenza del suo pubblico. Questa serie mostra la sensibilità della famiglia Obama e i valori che hanno voluto trasmettere.

In conclusione della recensione di Waffles + Mochi, la serie vuole insegnare ai bambini ad apprezzare gli ingredienti del loro pasto e che mangiare con uno spirito di indagine è una buona cosa, e se le future iterazioni della serie si rivolgeranno ad alcuni eccessi e a come evitarli, potrebbe diventare una delle serie preferite dalle famiglie per le stagioni a venire. Questa serie è eccitante non solo perchè è stata creata dagli Obama ma anche come un’opportunità per un’ulteriore esplorazione culinaria. L’alleanza tra politica e cultura delle celebrità può essere d’ispirazione, ma Waffles + Mochi funziona, non a causa dei nomi nei crediti, ma per ciò che vuole trasmettere.

Waffles + Mochi debutta su Netflix il 16 marzo.

 

 

70
Waffles + Mochi
Recensione di Laura Della Corte

La serie a scopo didattico di Michelle Obama cerca di fondere più elementi partendo dalla semplicità e genuinità di conoscere gli ingredienti che usiamo tutti i giorni in cucina fino ad arrivare a comprendere concetti astratti come la pazienza, l'integrazione e l'amore. Le varie puntate riescono a trasmettere molto entusiasmo ma spesso vogliono dare troppe informazioni non soffermandosi mai troppo tempo su un singolo argomento e questo alla fine rende la serie un po' confusionaria. In conclusione consiglierei a tutti di vederla, senza limiti di età perché riserva delle belle sorprese sia per i bambini che per gli adulti. Preparatevi a molti viaggi colorati e all'iperattività dei veri protagonisti della serie: Waffles e Mochi.

ME GUSTA
  • Elementi classici e innovativi che si incontrano
  • Alcuni cameo delle celebrità sono più dedicati agli adulti che ai bambini
  • storie e aneddoti sugli ingredienti
  • molti spunti per approfondire vari argomenti
FAIL
  • Non ci sono le quantità degli ingredienti durante le preparazioni di un piatto
  • Cameo di celebrità non adatti a dei bambini
  • molte informazioni tutte insieme
  • se vi aspettavate una presenza costante di Michelle Obama rimarrete delusi
  • l'espressione "mangiate i genitori" nella sigla che significa? (non è un errore di traduzione)
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