Telegram ha urgentemente bisogno di 700 milioni di dollari, pubblicità in arrivo?

2 mesi fa

Telegram sulla carta sta andando benissimo, l’app di messaggistica ha guadagnato decine di milioni di utenti dall’inizio del 2021. Molti sono arrivati dopo il confusionario annuncio dei nuovi termini e condizioni d’uso di WhatsApp.

Questo, tuttavia, non significa che le casse dell’app di messaggistica se la passino bene. Telegram ha accumulato debiti per milioni di dollari. Più di 700 milioni di dollari scadranno ad aprile, scrive il WSJ. L’azienda si trova nell’infelice posizione di dover accumulare capitale in tempi estremamente rapidi.

Da una parte i debitori, dall’altra le nuove spese fisse per nuovi server, maggiore banda e infrastrutture in grado di ospitare le conversazioni dei nuovi utenti arrivati negli ultimi mesi. Oggi l’app ha circa 550 milioni di utenti attivi su base mensile.

WhatsApp ha già dimostrato come monetizzare un’app di messaggistica sia tutto fuorché un’impresa semplice, specie se i tuoi utenti hanno delle grosse e legittime aspettative in termini di privacy. Nel caso di Telegram gli ostacoli – almeno sulla carta – sarebbero minori: l’app, a differenza di WhatsApp, non protegge di default tutte le conversazioni con la crittografia E2E. Questo significa che il grosso dei messaggi passa per i server dell’app e, virtualmente, potrebbero essere usati per raccogliere dati e vendere pubblicità.

Sarebbe ovviamente una mossa rischiosa per un’app che fa della privacy e della lotta alla censura la sua principale ragione d’esistere.

Un progetto delle nostre dimensioni ha bisogno di ameno un paio di milioni di dollari all’anno per poter funzionare.

si legge in un post pubblicato sul canale Telegram del fondatore Pavel Durov. Fondatore che ha comunque spiegato che la sua azienda intende rimanere ‘fedele ai suoi valori’, nonostante la necessità di trovare nuove forme di monetizzazione.

Telegram, scrive sempre il WSJ, starebbe pensando di emettere titoli di debito agli investitori per una cifra compresa tra 1 e 1.5 miliardi di dollari. In cambio riceveranno la possibilità di acquistare quote della compagnia ad un prezzo di vantaggio prima dell’eventuale debutto in borsa.

Presto Telegram dovrà comunque puntare almeno in parte sulla pubblicità. Il quotidiano menziona la possibilità dell’arrivo delle inserzioni sui canali pubblici, mentre nell’immediato futuro potrebbero arrivare anche diversi servizi premium in abbonamento.

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