Amazon non venderà più i libri che rappresentano le identità LGBTQ come malattie mentali

2 mesi fa

Amazon ha deciso che il suo store online non offrirà più spazio a tutti quei prodotti letterari ultraconservatori che si ostinano a sostenere che tutto ciò che è LGBTQ+ rappresenti una qualche malattia mentale. La cosa è stata resa nota attraverso una lettera aperta, lettera con cui l’azienda ha risposto ai senatori Repubblicani USA che avevano chiesto come mai When Harry Become Sally non fosse più sugli scaffali digitali.

When Harry BecomeSally, per intenderci, è un testo scritto da un accademico conservatore, Ryan Anderson, noto per la sua strenua opposizione ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Come librai, garantiamo ai nostri clienti l’accesso a svariati punti di vista, inclusi quelli di libri che alcuni clienti potrebbero trovare discutibili.

Detto questo, ci riserviamo il diritto di non vendere alcuni prodotti. Tutti i negozianti prendono decisioni sul che tipo di selezioni offrire, così facciamo anche noi. A proposito del vostro specifico quesito a riguardo di When Harry Became Sally, abbiamo deciso di non vendere libri che inquadrano l’identità LGBTQ+ come una malattia mentale,

recita la lettera.

Stando ai dati di Codex Group, l’introduzione di una simile policy non passerà inosservata: nel solo mercato statunitense, Amazon dovrà ritirare il 53 per cento dei libri e l’80 per cento degli ebooks riguardanti il mondo LGBTQ+. Percentuali enormi, ma che non potranno mancare di sollevare qualche riflessione.

 

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