Stando a un report delle Nazioni Unite gli umani vincono la medaglia d’oro per il cibo sprecato con eccessi ben al di sopra delle previsioni.

Il documento ci va giù pesante e propone una sfilza di numeri che giungono con la forza di una ginocchiata all’inguine. Tra questi, il più significativo è anche quello più microscopico, ovvero quello che tiene conto degli sprechi perpetrati mediamente da ogni singola persona, 74 kg di cibo all’anno. Secondo ai calcoli, nella sola Italia ogni anno vengono buttate via 4.059.806 tonnellate di cibo. Domesticamente, quindi senza contare la ristorazione, le aziende agricole e le fabbriche.

Non sembra neppure che un simile atteggiamento sia prettamente legato a impostazioni culturali di origine geografica, ma neppure alla distinzione tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Certo, alcune nazioni sprecano più delle altre, ma tutto sommato ogni regione del mondo sembra più o meno vittima dei medesimi malcostumi.

Sorprendentemente, il report non si lancia tanto sul fatto che atteggiamenti più virtuosi e un’opportuna redistribuzione delle risorse potrebbero attenuare il problema della fame nelle classi più vulnerabili, piuttosto sottolinea un altro elemento: quello ecologico.

Tra coltivazione intensive e materiali biologici in putrefazione, la filiera degli eccessi alimentari produce una quantità di gas serra di quantità tali da rivaleggiare con le emissioni di Stati Uniti e Cina.

Al di là degli impegni governativi, i ricercatori dell’ONU si appellano alle singole persone, chiedendo loro di misurare le porzioni di riso e pasta, di controllare il frigo prima di andare a fare la spesa e di migliorare la qualità di tempo dedicato alla cucina, così da ottimizzare lo sfruttamento delle risorse a disposizione.

Importante è da notare che nella lista del cibo sprecato, gli esperti inseriscano anche i materiali non commestibili, quali scarti e ossa. Questi materiali organici corrispondono a circa il 50 per cento dei numeri calcolati e la loro presenza viene misurata nel momento in cui questi non finiscano in strutture di riciclaggio.

Se volete saperne di più sugli sprechi alimentari e sul come si stia lavorando per evitarli, vi invitiamo a leggere il pezzo del nostro Alessio Vissani. Si sa mai che si impari qualche trucchetto d’economia circolare che possa tornare comodo anche sul piano economico.

 

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