Apple vs Epic: un possibile sbocco giunge dall’Arizona

2 mesi fa

Epic potrebbe essere riuscita a trovare nell’Arizona un prezioso alleato per non pagare le commissioni ad Apple e a Google.

Non riuscendo a sbloccare la situazione attraverso i tribunali centrali, Epic Games ha cercato di coinvolgere nella sua lotta alla “Apple Tax” praticamente ogni singolo Stato appartenente agli USA e non solo.

La vicenda va avanti ormai da mesi, ma basti sapere che la casa videoludica meglio nota per Fortnite si è fatta portavoce di una battaglia contro le Big Tech, in modo da scardinare il loro monopolio economico nella speranza di ritagliarsi una maggiore fetta di introiti.

Apple e Google si trattengono infatti una percentuale non indifferente dagli acquisti in-app effettuati su iOS e Android, cosa che ormai da molto fastidio ad aziende digitali che si sono consolidate da tempo e iniziano a mostrare i muscoli.

Ora che lo scontro si è spostato su scala locale, il dibattito è decisamente meno presente sul panorama pop, ma la sfida è più furente che mai, con le aziende che fanno a gara per prendersi i lobbysti chiave di ogni singola capitale statunitense.

L’Arizona, per un soffio, sembra che si stia muovendo a favore di Epic. Con un voto 31 a 29, la House of Representatives ha infatti appena proposto un emendamento di legge che, se passato in via definitiva, impedirebbe agli app store di imporre agli sviluppatori della zona un sistema di pagamento prestabilito.

In altre parole, Epic Games e omologhi potrebbero proporre una propria valuta digitale per gli acquisti interni ai loro software, svicolandosi dagli obblighi finanziari imposti da Apple o Google.

Certo, Epic Games è nel Nord Carolina, ma non ci metterebbe un secondo a spostare la propria sede amministrativa, qualora la cosa divenisse legge.

Oggi, l’Arizona ha lasciato un segno ed è diventata il primo Stato della nazione a proporre un mercato digitale che sia libero ed equo. […] Questo incoraggerà l’innovazione aziendale in Arizona e proteggerà la scelta dei consumatori.

Sebbene questo sia motivo di festeggiamenti, è solo il primo passo per ottenere un panorama che offra pari opportunità per tutti,

ha commentato la Coalition for App Fairness, coalizione che ha contribuito a scrivere la bozza dell’emendamento.

La Coalition for App Fairness è composta da Epic, Match Group – azienda meglio nota per Tinder – e Spotify.

 

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