Niente patch per Cyberpunk 2077, non ancora. Dopo aver subito un attacco ransomware, il team di CD Projekt non ha accesso ai PC.

Piove sempre sul bagnato. Lo studio videoludico polacco ha prima dovuto subire le conseguenze del controverso lancio di Cyberpunk 2077, poi, mentre era impegnato a sistemare le falle del gioco in questione, è stato vittima di un saccheggio di dati da parte di criminali informatici. Ora, proprio a causa di quel furto, i programmatori sono in ritardo sulla tabella di marcia di almeno due settimane, con molti dei membri dello staff che sembrano ancora impossibilitati a connettersi ai propri account di lavoro.

 

 

Stando a fonti interne della testata Bloomberg, i dipendenti reclusi nelle proprie dimore a causa della pandemia non possono infatti connettersi al network aziendale, cosa che di fatto impedisce loro a portare avanti il loro lavoro.

Non solo, pare che il reparto IT abbia chiesto a tutti i membri di CD Projekt di consegnare alla ditta i propri PC personali, così che i tecnici possano controllare se vi siano ancora residui dei danni causati dagli hacker.

A essere pienamente operativi sono quindi solamente coloro che si presentano quotidianamente nella sede centrale di Varsavia, un numero relativamente esiguo che certamente non è sufficiente a tenere testa alla mole di lavoro che c’è da recuperare.

Una situazione tanto sciagurata è scaturita anche dal fatto che, compiendo una mossa virtuosa, l’azienda abbia preferito non cedere ai ricatti dei cybercriminali, ovvero si sia rifiutata di pagare il riscatto richiesto.

Così facendo CD Projekt non ha dato spago agli haker – che hanno venduto i codici sottratti all’asta -, ma si è anche infilata in una situazione difficile da gestire. Ora c’è da chiedersi se utenti e finanziatori premieranno la posizione della casa videoludica o se, al contrario, saranno frustrati da questo ennesimo ritardo.

 

Potrebbe anche interessarti: