Il capo dell’Air Force statunitense ha parlato controvoglia degli F-35, accennando siano delle “Ferrari” poco funzionali al mondo reale.

Il generale Charles Q. Brown Jr. ha annunciato che la Air Force (USAF) stia per lanciare uno studio atto a definire le necessità future dell’aeronautica militare. Lo scopo dichiarato è quello di raccogliere i feedback necessari a progettare un jet di “sesta generazione“, ma anche quello di sviluppare degli aerei “da battaglia” che possano sopperire a un vuoto che si è venuto a creare negli ultimi cinque anni.

La domanda è immediata: ma non c’è una quinta generazione? Si, ma anche no. L’affermazione del generale conferma tacitamente che l’audace progetto di sostituire gran parte dell’attuale flotta aerea con gli F-35  sia naufragata e che sia anche ora di andare avanti.

Quando gli hanno esplicitamente domandato perché non adoperare l’attuale generazione di aerei, il militare ha infatti dovuto inghiottire il rospo, ammettendo a modo suo che questa non sia una strada percorribile.

Voglio tenere sotto controllo quanto utilizzare quei velivoli. Non guideresti la tua Ferrari per andare a lavoro ogni giorno, la guideresti solamente le domeniche. Si tratta del nostro [jet] d’alto profilo, vogliamo assicurarci di non utilizzarlo per battaglie qualsiasi.. Non vogliamo bruciare le sue possibilità immediatamente per poi renderci conto che sarebbe stato meglio usarle dopo,

ha detto l’uomo.

Ferrari per il costo, certo, ma non per la qualità: gli F-35 hanno dimostrato di essere costruiti con componenti che si infrangono facilmente, inoltre è molto difficile reperire in tempi utili e a costi accessibili i pezzi sostitutivi.

In pratica l’aviazione statunitense ha una flotta di jet di quinta generazione che è operativa solamente al 36 per cento e quella frazione è tenuta ferma per paura che si possa danneggiare ancor prima di dimostrarsi veramente utile.

Ancor peggio, i compratori internazionali, fiutata la sola, stanno rivedendo le loro ordinazioni, lasciando gli USA con una grande pila di prodotti militari di scarso utilizzo.

 

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