Parler ha bannato temporaneamente il suo fondatore ed ex CEO John Matze

7 mesi fa

Parler ha bannato l’account del suo fondatore ed ex CEO John Matze, apparentemente senza motivo. Un bel paradosso, per un social nato contro le ‘censure’ di Facebook e Twitter.

Parler, il social preferito dalla destra americana, è tornato ad essere online ed operativo solamente da pochi giorni. Quanto basta per inciampare in una prima gaffe: l’ex CEO e fondatore dell’app, John Matze, è stato temporaneamente bannato dal social.

Un bel paradosso, se si conta che Parler nasce come social-rifugio per gli utenti di destra esasperati dall’eccessiva censura dei social network mainstream. Parler oggi è in parte di proprietà della famiglia Mercer, nome noto nella politica americana: i membri della famiglia sono trai più importanti super donor dell’ala più a destra del Partito Repubblicano, oltre che finanziatori di media come Breitbart.

John Matze era stato licenziato ad inizio febbraio, dopo che l’app era stata epurata dai principali app store – da Android  a iOS – e aveva perso il servizio di hosting offerto da AWS, andando offline per oltre un mese.

Matze, nonostante il licenziamento, era rimasto attivo sul social da lui creato. La sua pagina ha oltre 700.000 follower. In una serie di post aveva chiesto agli utenti di seguirlo sul suo canale Telegram e aveva anche fatto una serie di commenti sul reale valore economico di Parler.

Dopo i suoi post, l’account Parler di John Matze è stato improvvisamente oscurato. Agli altri utenti del social il profilo risultava ‘privato’. «So che si è trattato di un ban, l’ho fondato io, so come funzione l’architettura di Parler», aveva detto Matze a BuzzFeed News. «Non posso più loggarmi all’account».

L’account del fondatore del social è poi stato nuovamente sbloccato da Parler, dopo che il magazine americano aveva tentato di contattare l’azienda per chiedere delucidazioni sul provvedimento. Quanto alle ragioni dietro al ban, per il momento tutto tace.

 

 

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