Google aveva lodato gli sviluppatori di Stadia, prima di lasciarli a casa

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2 mesi fa

Google Stadia

Pochi giorni prima di chiudere lo studio videoludico di Stadia, Google si congratulava con gli sviluppatori per i “notevoli progressi”.

Ancora guai per Stadia. A inizio mese l’azienda ha deciso di affidarsi completamente a videogame di terze parti, mandando a casa un’intera branca del suo staff. Ora emerge che un simile licenziamento è giunto completamente a sorpresa, soprattutto perché i dipendenti avevano appena ricevuto una e-mail di congratulazioni inviata direttamente dai piani alti.

Fonti della testata Kotaku riportano infatti che a fine gennaio, il team abbia goduto delle lodi del vicepresidente e general manager di Stadia, Phil Harrison. Non solo, l’uomo ha rassicurato tutti, anticipando che nuovi fondi sarebbero presto entrati nelle casse del progetto.

[Stadia Games & Entertainment] ha compiuto notevoli progressi nel consolidare un team talentuoso e variegato, nonché a formare una poderosa linea di giochi esclusivi per Stadia.

Confermeremo l’investimento in SG&G a breve, cosa che, di conseguenza, informerà la SD&E sulle strategie per il 2021,

riporterebbe la mail di Harrison, secondo alcuni ex dipendenti che hanno preferito rimanere anonimi.

Ovviamente le previsioni si sono dimostrate ottimistiche, se non del tutto fasulle. Tre giorni dopo al licenziamento in massa, il 4 febbraio, Harrison ha concesso agli ex dipendenti una conferenza con annessa sezione di domande e risposte, così da garantire un confronto.

Testimoni dell’evento hanno riferito che a un certo punto la faccenda della e-mail sia stata presa di petto e che siano state richieste le motivazioni di un comportamento tanto schizofrenico. In pratica hanno domandato se qualcosa fosse cambiato nel giro di poche ore, vista la radicale rivoluzione di rotta.

Harrison ha ammesso che nulla fosse cambiato, che ai piani alti fossero “consapevoli” della situazione, quindi si è scusato di aver causato incomprensioni con la sua precedente comunicazione. La call ha assunto toni “poco piacevoli”.

Gli sviluppatori hanno cercato di capire cosa fosse andato storto e chi fosse responsabile di una simile malagestione di Google Stadia, tuttavia non hanno ricevuto alcuna risposta diretta.

La Big Tech si sta impegnando a ricollocare alcuni dei lavoratori all’interno delle altre branche della ditta, tuttavia ci sono poche speranze di riuscire a trasferire con successo quelle figure professionali altamente specializzati che funzionano esclusivamente in ottica di game designing.

 

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