Dopo anni di tentativi, WB Games è riuscita a proteggere con un brevetto il sistema “Nemesis” che ha reso grande L’Ombra di Mordor.

La branca videoludica di Warner Bros stava cercando di monopolizzare il sistema dall’ormai lontano 2015, ma l’Ufficio Marchi statunitense ha ceduto ai solleciti solamente in questi giorni, con il brevetto che entrerà in vigore il 23 febbraio.

Warner Bros, dopotutto, era ben consapevole che il suo Nemesis System sarebbe stato il punto d’eccellenza de L’Ombra di Mordor (2014) e del suo sequel, L’Ombra della Guerra (2017).

La cosa era tanto smaccata che l’intera – squisita – campagna promozionale era interamente incentrata proprio su questo particolare espediente ludico, espediente che, sfortunatamente, non è mai stato adeguatamente replicato/copiato.

La meccanica di gioco prevede che le azioni del giocatore riverberino direttamente sugli avversari controllati dal computer, così che questi evolvano di pari passo con gli accadimenti ingame e, soprattutto, che sviluppino il “ricordo” di tutte le volte che hanno incrociato la propria lama con Talion, l’eroe protagonista.

Il sistema mostra qualche fragilità – soprattutto se lo si abusa -, tuttavia è innegabile che sia in grado di garantire un’insolita profondità, fomentando un coinvolgimento che non sarebbe male vedere replicato con molta più frequenza.

Con questo brevetto, tuttavia, le possibilità di veder proliferare il sistema Nemesis si assottiglia ulteriormente. Da fine mese e fino al 2035, infatti, tutti coloro che vorranno replicarlo saranno costretti a pagare la licenza a WB Games.

Quest’ennesima evoluzione legislativa evidenzia come il mondo videoludico si stia concentrando su intelligenze artificiali e personaggi generati proceduralmente, cosa che a sua volta prospetta un mercato che presto potrebbe sfociare in esperienze di gioco sempre più personalizzate e intime.

 

 

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