Parler aveva offerto a Donald Trump il 40% delle azioni del social network

2 mesi fa

Parler voleva avere Donald Trump a tutti i costi. L’azienda aveva offerto alla Trump Organization il 40% delle azioni in cambio della sua iscrizione al social network.

Si aggiunge un nuovo capitolo nell’epopea di Parler, il social amato dalla destra americana e rimasto completamente isolato dopo i fatti di Capitol Hill. Un nuovo report racconta il corteggiamento dell’azienda guidata dalla famiglia Mercer verso l’ex Presidente Donald Trump.

La proposta arrivata la scorsa estate alla Trump Trower, scrive Buzzfeed News, sarebbe stata questa: se il tycon avesse deciso di farsi un account e riprendere il suo posting compulsivo sul nuovo social, sarebbe stato ricompensato con delle azioni. La trattativa è incominciata lo scorso luglio, quando Trump era ancora Presidente degli USA — motivo per cui diversi media hanno sollevato dubbi legali. In realtà, come scrive lo stesso Buzzfeed, le trattative sarebbero state messe in congelatore proprio da alcuni funzionari della Casa Bianca, consci che un accordo di questo tipo mentre Trump era ancora in carica avrebbe violato la legge. L’idea di garantire a Trump delle quote di Parler in cambio del suo ingresso è arrivata da Brad Parscale, l’ex direttore della campagna elettorale del tycon.

Alla Trump Organization, l’azienda di famiglia dell’ex Presidente degli Stati Uniti, era stato offerto il 40% delle azioni di Parler. Le trattative per avere Trump su Parler, continua il media outlet americano, sarebbero poi riprese dopo le elezioni che hanno vinto Biden vincitore. Non sappiamo se l’offerta sia deragliata definitivamente dopo gli eventi dello scorso 6 gennaio, quello che è certo è che Trump e Parler non hanno mai trovato un’accordo e, allo stato attuale, le trattative si sono risolte in un nulla di fatto.

Nel frattempo, la parent company di Parler è lungi dall’aver gettato la spugna. Il social ha trovato un nuovo servizio di hosting ed è in attesa di tornare online, mentre il CdA ha optato per un’importante cambio di leadership licenziando l’ex CEO e co-founder John Matze. (Immagine in copertina via Buzzfeed)

 

 

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