Una nuova ricerca puntualizza i comportamenti più green da adottare in un meeting davanti allo schermo del PC per ridurre l’impronta di carbonio prodotta.

Lo studio, condotto da ricercatori delle Università di Yale, Purdue, e del Massachusetts Institute of Technology, ha indagato l’impatto dell’utilizzo di internet sull’ambiente e dei suoi benefici rispetto ad altri mezzi per ottenere gli stessi risultati (ad esempio nella Didattica a Distanza) così come delle possibili alternative o pratiche utili per migliorare l’indice green delle proprie sessioni al computer.

Alcune cose sono intuibili, ma leggerne i numeri indubbiamente impressiona. Ad esempio, l’utilizzo della fotocamera per le videochiamate implica un numero ben maggiore di risorse utilizzate che il solo audio, con ben il 96% di carbonio prodotto in più. Allo stesso modo, visionare un video in qualità standard piuttosto che HD ha un vantaggio ambientale dell’86%.

Il nuovo stile di vita digitale sviluppato recentemente ha dei vantaggi anche per l’ambiente, perché ad esempio si sono ridotte le emissioni dovute agli spostamenti con veicoli, afferma la ricerca, ma al contempo ci sono degli impatti “nascosti” che non calcoliamo o che minimizziamo, e a cui dovremmo fare attenzione se cerchiamo di ridurre, come dovremmo tutti, la nostra impronta al carbonio sull’ambiente.

Tra i tanti calcoli effettuati, tornando all’esempio della webcam, ne troviamo uno che ci dice che se 1 milione di utenti avessero rinunciato all’utilizzo del video durante le (video)conferenze, avremmo ridotto le emissioni di diossido di circa 9000 tonnellate.

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Ogni azione online concorre all’inquinamento, dalla visione di contenuti video al gaming, ed evitare di lasciare gli apparecchi in stand by (e ogni spreco di energia del genere) così come l’invio inutile di miliardi di messaggi ed email, o l’archiviazione degli stessi in cloud: bisogna essere consapevoli del problema per poi poter, poco alla volta, cercare di ridimensionarlo.