I Democratici chiedono ai social di cambiare subito rotta

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5 mesi fa

Appena saliti al potere, i Democratici statunitensi chiedono ai social di compiere radicali rivoluzioni sui loro algoritmi.

L’Amministrazione Biden si é appena insediata alla Casa Bianca, ma sembra intenzionata a stravolgere sin da subito gli Stati Uniti. Oltre a smantellare sistematicamente quanto fatto da Donald Trump, i Dem dimostrano di voler risolvere una questione che in questi ultimi quattro anni é divenuta progressivamente più evidente, ovvero la tossicità della Rete.

L’esplosione delle manifestazioni del sei gennaio, quelle che hanno danneggiato il Campidoglio di Washington e la credibilità della democrazia a stelle e strisce, é stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Le aziende digitali questo lo hanno capito sin da subito e sono corse ai ripari iniziando a oscurare chiunque potesse dare voce ai discorsi d’odio, figure istituzionali comprese. Tuttavia la risoluzione non é bastata a evitare loro un intervento formale da parte del Congresso.

In una lettera indirizzata ai CEO di Facebook, Twitter e YouTube, i Democratici hanno chiesto rivoluzioni che siano in grado di frenare l’ondata di violenza ed estremismo che trova risalti negli anfratti dei social.

Il danno orribile che si é abbattuto sulla nostra democrazia il sei gennaio ha dimostrato come queste piattaforme social hanno giocato un ruolo nel radicalizzare e nell’incoraggiare gli attentati terroristici al nostro Campidoglio.

Queste aziende americane devono ripensare fondamentalmente i loro sistemi algoritmici, i quali si scontrano con la nostra democrazia,

ha detto la rappresentante Dem Anna Eshoo.

Nello specifico, i legislatori hanno chiesto che YouTube disabiliti la funzione auto-play e che smetta di raccomandare i video cospirazionisti, mentre a Twitter é stato assegnato l’obiettivo di rendere più difficoltoso il retwittare i contenuti, così da lasciare spazio al pensiero critico.

Più complessa é invece la posizione di Facebook, azienda che, basandosi sulle dinamiche di sfruttamento della “controversia“, deve “riesaminare alle fondamenta” il modo in cui gestisce l’engagement dei suoi iscritti.

Nonostante i toni severi, si può leggere la mossa dei Democratici come un avviso, come un invito ad autoregolamentarsi prima che le istituzioni si trovino a dover introdurre norme specifiche che quasi sicuramente danneggerebbero la stabilità economica delle Big Tech in questione.

 

 

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