I gorilla ospitati dallo zoo di San Diego sono positivi a Covid-19 e manifestano tutti i sintomi a cui ci siamo ormai abituati.

I gorilla in questione sono reclusi in gabbia all’interno di un punto di interesse turistico non accessibile pubblico sin dal 6 dicembre, eppure neppure queste ingenti limitazioni hanno salvato le creature dalla pandemia di coronavirus che sta sconquassando l’intero globo.

Non solo sono entrati in contatto con il virus SARS-CoV-2, ma molti degli otto esemplari hanno persino iniziato a tossire regolarmente, nonché a sviluppare altri sintomi minori. A confermare l’avvenuta infezione é il servizio veterinario del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, il quale ha anche prelevato dei campioni di feci su cui fare dei nuovi test.

Esperimenti di laboratorio avevano già da tempo dimostrato che il virus fosse in grado di colpire i primati, tuttavia questo potrebbe essere il primo caso registrato di gorilla infetti di Covid-19, lasciando spazio a innumerevoli incertezze.

Oltre a qualche piccolo acciacco, tuttavia, gli animali sembrano reagire bene e l’amministratrice dello zoo, Lisa Peterson, pur monitorando attentamente la situazione, si dice certa di una pronta guarigione.

L’infezione sembra essere partita da un membro dello staff, il quale, pur essendo asintomatico e indossando per tutto il tempo la mascherina, sarebbe divenuto involontariamente un untore inter-specie.

In seguito alla vicenda, Peterson ha rivisto dalle fondamenta il protocollo di sicurezza dello zoo e, parallelamente alla mascherina, il personale dovrà incominciare a indossare anche occhiali protettivi e schermo facciale, così da proteggere il più possibile gli animali presenti nella struttura.

Parallelamente, la struttura é entrata in contatto con dei medici abituati a curare i sintomi degli esseri umani, così da poter chiedere repentinamente una consulenza esterna, qualora le situazione dei gorilla dovesse malauguratamente degenerare.

 

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