Amazon scende in campo contro i prodotti legati a QAnon

4 mesi fa

Amazon

Amazon ha deciso di iniziare a rimuovere dal suo portale quei prodotti che promuovono QAnon, movimento complottista statunitense.

Nelle scorse ore, il noto sito di shopping online ha comunicato di non esser più disponibile a offrire le proprie vetrine al merchandising che si lega al controverso gruppo, soprattutto dopo che questi ha manifestato pieno supporto alla recente manifestazione contro Capitol Hill.

A scomparire saranno magliette, cappellini, bandiere, poster e libri che promuovono le filosofie di QAnon, un procedimento che per essere completato richiederà ad Amazon diversi giorni di lavoro.

Amazon é tra i molti siti che nelle proprie policy detta come sia vietato “promuovere, incitare o glorificare l’odio o la violenza nei confronti di una persona o di un gruppo”, regolamento che fino a oggi é sempre stato applicato con una certa flessibilità.

Che sia per sincera preoccupazione civica o che siano mossi per interessi prettamente economici, Amazon e omologhi hanno deciso di iniziare a usare il pugno di ferro contro tutti quei movimenti che appartengono o supportano la alt-right, ovvero che hanno più o meno direttamente appoggiato l’assalto al Campidoglio USA.

Sempre in questi giorni, Amazon ha deciso di recidere il contratto con Parler, social network adoperato dell’ultradestra statunitense e al quale, tra le altre, si era appena iscritto anche il leader italiano della Lega, Matteo Salvini.

Il risultato? Parler, privato dei server, é ora off-line e sta cercando di ricomporre i pezzi per tornare in vita il prima possibile. E sono molti ad attenderlo con trepidazione.

L’esplicita presa di posizione delle Big Tech contro il presidente uscente Donald Trump e contro le destre estreme non manca tuttavia di sollevare perplessità e preoccupazioni, con molti che additano le aziende tecnologiche come fautrici di una censura orwelliana.

A prendere le distanze da Trump sono tuttavia un po’ tutte le grandi aziende statunitensi. Al di fuori dei riflettori mediatici, l’Associazione Professionistica di Golf (PGA) ha deciso di abbandonare i campi della famiglia Trump e diverse università hanno revocato le laure ad honorem che nei decenni passati avevano concesso al Donald nazionale.

Ancor più importante, nonché meno discussa, é la decisione di banche, ospedali e agenzie di assicurazioni di bloccare i finanziamenti politici a tutti quei Repubblicani che fino all’ultimo non hanno riconosciuto la vittoria elettorale di Joe Biden.

 

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