Super Nintendo: trenta anni dopo è in grado di gestire il ray tracing

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4 mesi fa

SNES chip

A trent’anni dall’uscita della console, un ingegnere è riuscito a far girare la console Nintendo di modo da gestire l’illuminazione in ray tracing.

Il Super Nintendo (o Super Famicom, in Giappone), console principe dei primi anni ’90, si faceva vanto dell’utilizzo di chip aggiuntivi all’interno delle cartucce che ne potenziavano le (già notevoli per l’epoca) capacità grafiche, ad esempio inserendo i primi ambienti 3D o particolari effetti grafici all’interno di giochi casalinghi come Star Fox o Yoshi’s Island.

 

 

Il più noto tra questi è il Super FX, ma ve ne furono diversi: DSP, S-DD1, SA1 e via discorrendo. Questi chip permisero alla console Nintendo di resistere sul mercato più a lungo, nonostante la concorrenza dei vari upgrade hardware del rivale Mega Drive / Genesis e l’arrivo della prima PlayStation.

Ora, a distanza di più di trent’anni dal lancio originale della console, un ingegnere informatico, Ben Carter, è riuscito in un’impresa tanto inutile quanto ammirevole: far girare un software che sfrutta il ray tracing sul Super Nintendo!

Per chi non lo sapesse, il ray tracing è una tecnica di rendering che segue il percorso della luce all’interno della scena che stiamo osservando, tracciando riflessi, ombre e punti luce in maniera assolutamente realistico e creando accentuata verosimiglianza nell’ambiente.

È una tecnica esistente da tempo, ma solo recentemente è entrata nel gergo comune grazie alle prime schede video per PC relativamente abbordabili in grado di gestire l’effetto, mentre anche la next gen di console (PlayStation 5 e Xbox Series X/S) riuscirà nell’intento.

Capirete che se l’industria dei videogiochi ha inserito l’effetto tra i papabili solo di recente, implementarlo su una console a 16 bit suona quasi come miracoloso. Carter afferma di non aver modificato l’architettura interna dello SNES, ma semplicemente di essere riuscito a interfacciarlo con un chip custom di sua creazione chiamato SuperRT.

 

 

Nei video in allegato alla news possiamo vedere l’effetto del tutto: chiaramente la palette e le prestazioni poligonali sono figlie dell’epoca, ma gli effetti di ray tracing sono incredibili, per chi conosce i limiti della seppur mai dimenticata console Nintendo.