Oura, l’anello smart che prevede i sintomi Covid: pronto entro fine anno

5 mesi fa

Grazie ad un algoritmo in fase di studio, un anello intelligente potrà avvisare il portare se sta per avere la febbre, ma anche altri sintomi come tosse e affaticamento, tipici del Coronavirus.

Il nuovo ritrovato tecnologico – che avevamo già presentato a marzo, quando la sua ottimizzazione per la prevenzione al Covid-19 era ancora in una fase “embrionale” – è prodotto dalla startup finlandese Oura (già in commercio sul sito ufficiale a circa 300 euro), che dà il nome allo stesso anello smart. Ma come funziona?

Il dispositivo indossabile è in grado di analizzare diversi dati biologici del portatore come la temperatura corporea, il ritmo del respiro, la frequenza del battito cardiaco e l’intensità dell’attività fisica.

Interpretando tutte queste informazioni, grazie ad un algoritmo in fase di sviluppo (grazie ai dati raccolti dallo stesso anello), l’anello Oura (o magari anche altri device) sarà, in futuro, in grado di stabilire se l’utente sta per sviluppare sintomi tipici del Covid-19, come, appunto, la febbre.

Un progetto che, alla luce della sua particolare natura medica, è stato presentato sulla rivista scientifica Scientific Reports dai ricercatori dell’Università della California, a San Diego e San Francisco, e del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston.

Dai primi test, svolti per ora solo su 50 persone (la seconda fase del test prevede un report su 65 mila partecipanti), si evince come l’alterazione della temperatura si verifichi in media tre giorni prima dei sintomi del Coronavirus.

Questo è accaduto nel 93% dei casi. Poiché il dispositivo indossabile potrebbe rilevare l’insorgenza della malattia utilizzando biomarcatori digitali quando ancora le persone non hanno segnalato i sintomi, i ricercatori ritengono che i dispositivi indossabili potrebbero svolgere un ruolo importante nell’identificazione dei casi asintomatici.

E – lo ricordiamo – nel caso del Covid-19 il 40% delle infezioni sono asintomatiche, stando all’ultima stima del Centers for Disease Control and Prevention.

Ora i ragazzi di Oura – che hanno dichiarato avranno bisogno di ulteriore tempo per perfezionare l’algoritmo – vorrebbero completare lo sviluppo della loro tecnologia entro la fine dell’anno e quindi aiutare medici e infermieri nella lotta alla pandemia.

 

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