Un hacker indovina (forse) la password Twitter di Trump

6 mesi fa

Un informatico olandese é riuscito ad accedere al profilo Twitter di Donald Trump azzeccando la password al sesto tentativo.

Usare sui propri social codici di accesso immediati e facilmente hackerabili é la strategia tipicamente applicata da uno “zio pazzo” poco avvezzo a internet, ma questa volta a cadere nel banale tranello sarebbe stato il presidente degli Stati Uniti.

Stando a quanto riportato dalla testata olandese Vrij Nederland, il cosiddetto “hacker etico”, Victor Gevers, sarebbe riuscito a penetrare nell’account social di Trump semplicemente azzeccando un’ovvia combinazione alfanumerica d’accesso.

La password scelta da Trump sarebbe stata “maga2020!”, acronimo di Make America Great Again, ovvero dello slogan elettorale con cui il leader politico sta promuovendo la propria rielezione.

La Repubblica riporta come Gevers abbia deciso di accedere al Twitter presidenziale mosso esclusivamente da intenti virtuosi: incapace di rassegnarsi al fatto che il presidente potesse retwittare alcuni contenuti satirici spacciandoli per veri, l’hacker sarebbe infatti intervenuto il 16 ottobre per assicurarsi che nessun malintenzionato stesse manipolando il profilo.

Fatalmente, proprio il 16 ottobre, l’account di Trump ha eseguito un retweet propagandistico talmente becero ed enfatizzato che molti commentatori non hanno potuto fare a meno di sottolineare quanto fosse grave che il presidente “ufficializzasse” certe dicerie.

Il dubbio é che il post incriminato sia stato invece proprio parte integrante della strategia di Gevers, una piccola azione dimostrativa atta ad attestare l’effettiva infrazione di sicurezza subita da un account tanto influente.

Interrogato a riguardo, l’hacker si é rifiutato di confermare di essere l’artefice del post, ma ha anche evitato di smentire la voce.

La Casa Bianca ha sminuito l’intera faccenda etichettandola come “assolutamente non vera”, mentre un portavoce di Twitter ha dichiarato laconicamente che non ci sono indizi a sostegno di quanto dichiarato da Gevers.

Ora c’é da capire se sia più inquietante l’idea che l’account Twitter di Trump sia facilmente hackerabile o che il presidente degli Stati Uniti possa effettivamente prendere per vere le dichiarazioni parodistiche delle testate satiriche.

 

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