Trieste Science+Fiction Festival: una mostra su Nathan Never e la Trieste del futuro

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4 giorni fa

Trieste Science+ Fiction Festival, Nathan Never

Ecco tutti i dettagli sulla mostra del Trieste Science+Fiction Festival che sarà dedicata a Nathan Never ed alla Trieste del futuro.

Per il Trieste Science+Fiction Festival 2020 è pronta una mostra su Nathan Never e sui due albi del personaggio ambientati nella Trieste del futuro. La mostra intitolata “Visioni di Tergeste Futura” è allestita presso la Centrale Idrodinamica del Porto Vecchio di Trieste presenta in anteprima le tavole dei due prossimi albi di Nathan Never, celebre fumetto fantascientifico edito da Bonelli.

Ecco due immagini.

I due albi saranno il numero 354, dal titolo “La città del vento”, e il 355 ”Check Point 23”, scritti da Bepi Vigna e disegnati da Romeo Toffanetti, ambientati in luoghi che rimandano ad una Trieste futuribile, e alcune relative alla storia Il Poeta. In queste tavole e illustrazioni a colori Romeo Toffanetti concentra la sua attenzione sul tema dell’arte e del ruolo dell’artista.

“Visioni di Tergeste Futura” è co-organizzata daI Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura, e da La Cappella Underground, a cura di Associazione Viva Comix nell’ambito del Trieste Science+Fiction Festival.

La mostra potrà essere visitata da venerdì 16 ottobre a domenica 8 novembre, il venerdì e il sabato dalle 15.00 alle 18.00, la domenica dalle 10.00 alle 18.00. Aperture straordinarie lunedì 2 e martedì 3 novembre dalle 15.00 alle 18.00. L’ingresso è gratuito. L’esposizione verrà poi allestita anche a Pordenone.

Nelle tavole esposte si riconosce piazza Unità d’Italia sorvolata da macchine spaziali, dove si riunisce una folla robotica, o la Scala dei Giganti, presenza architettonica che suggerisce una visione fantastica di Trieste.

La città con alcuni degli scorci più noti si intravede in alcune vignette, quando non campeggia in vedute dall’alto o in sfondi ampi e presenti con la forza della sua caratteristica bellezza. Una Trieste del futuro, che gli autori preferiscono denominare “Tergeste”, riprendendo il suo primitivo toponimo, proprio per sottolineare una classicità fuori dal tempo.

Romeo Toffanetti, che ha disegnato una ventina tra albi di Nathan Never e almanacchi speciali, commenta così il suo lavoro:

Il disegno e le arti accettano le sfide del cambiamento, si trasformano, si adattano, anticipano ciò che tempo prima sarebbe stato impossibile. La tecnologia è stata assimilata come parte di una creatività senza limiti. Tutto è possibile a partire dalla volontà e dal bisogno di comunicare. Cercare nuove idee è meno gravoso. Fondere generi, stili e trasformare il segno è quasi un’esigenza quotidiana. Non per stupire ma per cercare nuove strade.

 

 

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giovedì 15 Ottobre 2020 - 17:50
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