Seven compie venticinque anni

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9 mesi fa

5 minuti

Il cult diretto da David Fincher, con protagonisti Brad Pitt e Morgan Freeman, usciva nelle sale statunitensi il 22 settembre 1995.

Sono passati ben 25 anni da quando Seven ha fatto il suo esordio al cinema, diventando negli anni successivi una pietra miliare del genere thriller psicologico. Ripercorriamone la storia.

Nel 1992 David Fincher aveva da poco esordito dietro la macchina da presa dirigendo Alien 3. Nonostante l’importanza della pellicola, la prima esperienza cinematografica di Fincher fu tutt’altro che memorabile: numerosi furono i contrasti con la produzione, legati soprattutto ai continui cambi di sceneggiatura in corso d’opera, che costrinsero il regista a rigirare numerose scene più volte.

Terminate le riprese di Alien 3, Fincher tornò volutamente a dirigere spot e videoclip, in attesa di una sceneggiatura che lo convincesse a tornare nel mondo del cinema.

L’occasione si presentò appunto con Seven, film scritto da Andrew Walker, influenzato dal periodo da lui trascorso a New York. La storia, che vedeva una coppia di poliziotti indagare su una serie di brutali omicidi, convinse Fincher ad accettare il progetto.

 

Seven compie venticinque anni

I protagonisti di Seven: Morgan Freeman (Somerset), Brad Pitt (Mills) e Gwyneth Paltrow (la moglie di Mills).

 

La New Line mise a disposizione un budget di 33 milioni di dollari cercando di ingaggiare nomi di un certo peso per incarnare la coppia di poliziotti formata dal giovane Mills e dal più anziano Somerset.

Per il ruolo di Somerset vennero interpellati Al Pacino, Robert Duvall e Gene Hackman, mentre per Mills circolarono i nomi di Sylvester Stallone e Denzel Washington.

Ognuno di loro rifiutò la proposta (anni dopo Washington dichiarò di essersene pentito) e alla fine le parti vennero assegnate a Morgan Freeman e Brad Pitt.

Dopo il casting Fincher disse ai due attori

Questo non sarà il film per il quale vi ricorderanno. Ma potrebbe essere il film che sarete più orgogliosi di aver girato.

Mills e Somerset si apprestano a perquisire l’appartamento di John Doe,

 

Il film, partito inizialmente come un progetto a basso budget, si rivelò un inaspettato successo, incassando globalmente più di 327 milioni di dollari.

Il film, partito inizialmente come un progetto a basso budget, si rivelò un inaspettato successo, incassando globalmente più di 327 milioni di dollari. La pellicola, ambientata in una New York marcia, oscura e decadente, perennemente sotto la pioggia, vedeva i due detective, l’impulsivo e nervoso Mills e l’esperto e disilluso Somerset, coinvolti nelle indagini legate a una misteriosa serie di omicidi basati sui sette peccati capitali (da qui il titolo del film, rappresentato graficamente come Se7en).

La tensione e l’inquietudine cresce man mano che i due si avvicinano alla verità, costruendo un rapporto di stima reciproca e mettendo a nudo le loro debolezze (Somerset è rimasto solo dopo una relazione fallimentare e aspetta solo la pensione per andarsene da New York, mentre Mills è talmente concentrato sulla sua carriera da non accorgersi della fragilità della moglie).

Menzione obbligatoria quanto scontata per il killer John Doe (nome usato dalla polizia per le persone di cui non si conosce l’identità) interpretata da Kevin Spacey (l’attore è stato volutamente omesso dai crediti del film in modo che la rivelazione dell’identità del killer fosse una sorpresa).

Lucido e spietato nella sua follia (la perquisizione del suo appartamento e il ritrovamento dei suoi diari tratteggiano perfettamente il personaggio), John Doe mette in piedi un piano sadico e brutale per mostrare al mondo il decadimento e la corruzione della società (“Vediamo un peccato capitale ad ogni angolo di strada, in ogni abitazione… e lo tolleriamo” sostiene il killer ai due poliziotti), piano che culmina con la famosa scena della scatola, conclusione perfetta del piano di John Doe, che ammetterà in questo modo di essere anche lui un peccatore come tutti gli altri (scena che, tra l’altro, creò malumori fra i produttori, che avrebbero voluto un finale meno pessimista, alla fine “salvata” dalla ferma opposizione di Fincher e degli attori protagonisti, che minacciarono di abbandonare il set in caso di modifiche al finale).

 

Lo scioccante finale di Seven

 

Il film diventò negli anni a venire un cult del genere

Il film, oltre al successo legato agli incassi, diventò negli anni a venire un cult del genere, ispirando titoli simili più o meno riusciti (come ad esempio la pellicola del 1999 Resurrection) e creando interesse verso la figura cinematografica e televisiva del serial killer (lo stesso Fincher, molti anni dopo, produrrà Mindhunter).

 

John Doe, uno dei serial killer più iconici della storia del cinema.

 

La pellicola rimane, ancora oggi, uno dei film più significativi dei primi anni novanta, e ha goduto circa un anno fa di una nuova versione in blu-ray rilasciata da CG Entertainment, con una qualità video più elevata rispetto alla precedente e circa un’ora e mezza di materiale extra. Consigliatissima per chi volesse riscoprire uno dei migliori film di David Fincher.

 

 

 

 

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