Recensione Oceani: un tuffo nel boardgame dell’evoluzione marina

9 mesi fa

8 minuti

Evolvi le tue specie e conquista i sette mari con Oceani, il gioco da tavolo a tema evoluzione che ci vedrà impegnati in una spietata lotta per la sopravvivenza del più forte.

Evolution è un gioco che ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore, essendo una delle prima aggiunte che ho fatto alla mia collezione quando ancora ci stava tutta su una piccola mensola in camera mia.

Ecco che quindi non potevo non essere curioso del suo successore spirituale, Oceani, ambientato non sulla terraferma ma, sorpresa delle sorprese, nel mare! Riuscirà questo titolo a veleggiare sul mare di giochi pubblicati ogni anno o si tratta di un buco nell’acqua? Ma sopratutto, quante freddure a tema marittimo si possono scrivere in un singolo articolo? Scopritelo con noi!

 

 

 

In fondo al mar

Oceani è un gioco di engine building per 2 – 4 giocatori (fino a 6 nella sua Edizione Limitata attualmente distribuita da Pendragon Games) che ci vedrà letteralmente immergerci nel colorato mondo sottomarino.

Lo scopo del gioco è accumulare più punti vittoria degli altri giocatori, creando delle specie marine che siano in grado di prosperare nell’ecosistema in continuo mutamento dato dall’interazione tra di esse.

La plancia di gioco è divisa in 2 parti: la Scogliera e l’Oceano, il quale è diviso in ulteriori 3 sezioni. All’interno dei queste si trovano i Segnalini Popolazione: piccoli pescetti colorati che rappresentano il cibo dei vostri pinnuti amici e che dovrete cercare di accaparrarvi per fare punti.

 

I Segnalini Popolazione non sono diversi solo per motivi estetici: diversi numeri di giocatori richiedono diversi numeri di segnalini popolazione e potrete prendere il numero esatto senza contarli singolarmente

 

Ogni turno infatti è diviso in 4 fasi:

  1. Giocare carte – Ogni giocatore ha 6 carte tratto in mano. Ad inizio partita potrà giocarne al massimo una ogni turno, creando una nuova specie oppure aggiungendo la carta tratto ad una specie esistente. Le Carte Tratto hanno delle abilità che le differenziano in Carte Superficie (presenti nel mazzo Superficie, sono 12 tipi di carte presenti ognuna in 10 copie) e le Carte Abisso (potenti carte che non è possibile giocare all’inizio della partita. Sono 89 e sono tutte differenti tra di loro). È inoltre possibile scartare una carta per spostare Segnalini Popolazione da una zona del tabellone all’altra.
  2. Nutrizione – Scegliete una delle vostre specie e fatela nutrire. Per nutrirla potete o guardare il suo valore di Foraggiamento dato dalle sue Carte Tratto e prendere tanti Segnalini Popolazione dalla zona Scogliera oppure attaccare le specie dei vostri amici con il vostro valore di Attacco e rubargli altrettanti Segnalini Popolazione In entrambi i casi i segnalini acquisiti andranno a popolare la plancia di quella specie
  3. Invecchiamento – Tutte le vostre specie invecchiano, e pertanto dovrete spostare un Segnalino Popolazione da ogni specie al vostro schermo dei punti. La popolazione accumulata dietro questo schermo vale come punti a fine partita. Se non avete abbastanza popolazione, è la fine del viaggio evolutivo della vostra specie: si estingue e tutte le carte giocate su di essa vanno scartate
  4. Pescare carte – Scartate quante carte volete e poi pescate fino ad averne sei in mano. Potete anche pescare una Carta Abisso se volete ma ricordate: non potrete giocarle fino a quando non si attiverà l’effetto Esplosione del Cambriano e non possono essere scartate.

I giocatori si alternano di turno in turno fino a che non terminano i Segnalini Popolazione nella prima sezione dell’Oceano. Da quel momento si attiva l’Esplosione del Cambriano, che permette di giocare le Carte Abisso e di giocare fino a due carte al turno, ma vi costringe anche ad invecchiare di due popolazioni ogni turno.

Una volta che saranno finiti i Segnalini Popolazione nell’Oceano, si finirà il turno e dopo di che terminerà la partita. Si andranno a sommare i Segnalini Popolazione dietro il nostro schermo e quelli presenti sulle nostre specie e chi ne avrà di più sarà il più esperto di evoluzione tra i suoi amici, alla faccia di Darwin.

 

Lo squalo coi tatuaggi tribali è la mia immagine preferita, senza dubbio

 

 

Un’ondata di novità

Se c’è una lezione che vale la pena portare a casa dalla trilogia dei sequel di Star Wars è che “c’è sempre un pesce più grande”. E che tendenzialmente essere un Sith non ci rende immuni alla lava, ma stiamo divagando. Oceani va contro questa filosofia permettendoci, a differenza del cugino Evolution, di poterci divertire ed essere competitivi anche senza creare un gigantesco mostro semovente.

Oceani non necessita di essere familiari con la serie Evolution per essere goduto appieno

Infatti Oceani condivide con Evolution alcune caratteristiche: c’è una plancia che va a rappresentare le nostre diverse specie, ci sono le carte tratto, c’è una risorsa comune da cui ci si può cibare. Tuttavia sono state rimosse alcune cose di cui, sinceramente, non sentiamo la mancanza. Una di queste è proprio il fattore “Dimensione“, che in Evolution molto spesso portava ad una corsa agli armamenti evoluzionistici che vedeva tutti impegnati ad ingrandire il prima possibile la propria specie.

 

C’è un pesciolino che sta per avere una pessima giornata

 

Oceani tuttavia non necessita di essere familiari con la serie Evolution per essere goduto appieno e ci si può tuffare con gioia nella componentistica spettacolare senza troppo preoccuparsi di recuperare i giochi precedenti di North Star Games. Il gameplay una volta preso il ritmo è fluido e semplice da ricordare: gioca una carta, nutri una specie, invecchia tutte le specie, pesca fino a sei carte.

Dietro la semplicità della struttura del turno però si cela una profondità incredibile data dall’interazione tra le nostre specie e quelle dei nostri avversari. Ogni turno saremo costretti a tener conto delle scelte degli avversari e bilanciare il nostro ecosistema, evolvendo le nostre specie per cercare di evitare di finire in pastella.

La vera corona di questo gioco è infine la rigiocabilità data dalle Carte Abisso e dalle Carte Scenario. Se il gioco base comunque ha un discreto appeal, avere quasi 100 carte differenti, tutte con poteri nuovi ed intriganti rende ogni partita diversa dalle altre. Se si aggiungono le Carte Scenario (che aggiungono nuove condizioni ogni volta che una certa sezione dell’oceano viene svuotata) ci si ritrova con una rigiocabilità davvero fuori scala, un ambiente in continuo mutamento che renderà la nostra sfida subacquea sempre differente.

 

Le carte scenario sono uno dei fattori di rigiocabilità principali

 

 

Strategie abissali

Decisamente in maniera appropriata, dato il nome, le Carte Abisso hanno anche un lato oscuro. Mentre la variabilità data dalle Carte Scenario è condivisa tra tutti i giocatori nella stessa maniera, è logico che nel momento in cui si hanno delle carte uniche si finisca per avere effetti sbilanciati nel momento in cui le si combina.

Può essere frustrante ritrovarsi i piani scombinati per una Carta Abisso comparsa a sorpresa

In una partita ho avuto modo di creare un Kraken che cacciava in branco: immaginate il terrore di vedere una decina di polipi giganteschi che si fiondano sulle vostre balene e le sgranocchiano come fossero bastoncini Findus. Nella pratica, il mio mostro era in grado di spazzolare tutte le specie che gli fossero mai passate davanti, portandomi da un onesto secondo posto ad una prima posizione forse un po’ immeritata. La fortuna della pescata sicuramente ha influito sul mio risultato, e può essere frustrante ritrovarsi i piani scombinati per una Carta Abisso comparsa a sorpresa.

L’interazione tra i giocatori comunque è molto meno violenta che in Evolution. Molti tratti permettono di riguadagnare popolazione e dato che finire a zero nel turno degli altri giocatori non causa l’estinzione di una specie, certe volte ci si ritrova ad avere un avversario che ha costruito un motore impermeabile ad ogni attacco e che gli fa guadagnare punti senza poterci interagire troppo. Questo, unito al fatto che con le regole dell’invecchiamento avere tante specie è la strategia decisamente superiore all’avere poche specie grosse, trasforma la mia certezza sul fatto che Oceani sia superiore in tutto ad Evolution in una convinzione con qualche punto di domanda. Rimangono due giochi differenti, con obiettivi di design che sono ben lungi dall’essere i-dentici.

 

Non tutti i tratti sono ESATTAMENTE realistici

 

Oceani ci è piaciuto tanto, senza dubbio. È un gioco elegante e semplice nelle sue regole di base, ma che offre una sfida impegnativa ed una profondità davvero notevole, con materiali di ottima qualità e delle illustrazioni fenomenali che fanno da contorno ad un’esperienza davvero eccellente. Non si tratta di un gioco che è facile domare in poche partite e vi regalerà ore su ore di divertimento in fondo al mar. Se cercate uno strategico dalle regole lineari ma dalla profondità notevole e non sapete che pesci pigliare, Oceani è la scelta giusta per voi!

 

 

80
ME GUSTA
  • Materiali meravigliosi
  • Regole veloci da spiegare...
  • ...ma profondità e longevità elevatissime
FAIL
  • Le carte Abisso sconvolgono la partita, e non sempre in positivo
  • Interagire con gli altri giocatori diventa a volte difficile
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