La Commissione Europea non rinuncia, vuole far pagare Apple

26 Settembre

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Procede la diatriba delle tasse in Irlanda, con la Commissione europea che tenta di ribaltare il giudizio del tribunale europeo che ha favorito Apple.

Con una nota pubblicata ieri, 25 settembre, sui canali ufficiali, Bruxelles ha annunciato di voler chiedere alla Corte europea di giustizia la riesamina di quanto stabilito lo scorso luglio, ovvero che la Big Tech sia in pari con le imposte.

La sfida tra l’Unione Europea e il fronte congiunto Apple-Irlanda si sta ormai protraendo da anni, sin da quando, nel 2016, la Commissione europea aveva riscontrato atteggiamenti loschi da parte del Paese del Regno Unito.

 

commissione europea bandiere

 

L’Irlanda, la quale è paradiso fiscale in miniatura, avrebbe infatti offerto all’azienda tecnologica tutta una serie di regimi fiscali agevolati, pur di conquistarsi le sue risorse e le sue infrastrutture, di fatto sbiellando gli equilibri economici europei.

La Corte di giustizia europea ha ripetutamente confermato il principio per il quale, sebbene gli Stati Membri abbiano la possibilità di determinare le loro norme fiscali, debbano farlo in rispetto della legge UE, tenendo conto le regole contro gli aiuti statali.

Se gli Stati Membri offrono ad alcune aziende multinazionali dei vantaggi sulle tasse che non sono accessibili ai loro rivali, si finisce con il danneggiare la leale concorrenza nell’Unione Europea infrangendo le norme contro gli aiuti statali,

riporta la nota piccata pubblicata dalla Commissione.

In ballo ci sarebbe la considerevole cifra di 14.3 miliardi di euro, ma anche la credibilità delle istituzioni europee, nonché la lotta agli eterni favoritismi che permettono alle ditte dominanti di accumulare ulteriore potere.

Questa estate, ad aver ribaltato la sentenza originale erano stati meri cavilli tecnici. Gli avvocati di Apple sono riusciti a convincere il tribunale che la Commissione europea non sia “riuscita a dimostrare, secondo gli standard di legge, che vi sia stato un vantaggio”.

L’obiettivo dell’UE è ora quello di tornare a giudizio, magari con le scartoffie meglio gestite, per dimostrare che l’illecito sia fattuale e oggettivo.

 

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sabato 26 Settembre 2020 - 10:02
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