MeFu: ecco i risultati dell’indagine sui lavorati del fumetto in Italia

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23 Settembre

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Ecco i risultati dell’indagine svolta da MeFU che indica la situazione in Italia di chi lavora nel mercato dei fumetti.

L’indagine di MeFu – Mestieri del Fumetto si è conclusa ed ha portato alla luce quella che è la situazione dei lavoratori del fumetto in Italia. L’iniziativa, lanciata durante l’1 maggio, ha ottenuto dei risultati significativi, che andremo di seguito ad analizzare.

Secondo MeFu:

  • Il 25,4% di tutti i creatori di fumetto italiani è di genere femminile: in proporzione ci sono più autrici uniche che autori unici (il 26,5% delle donne contro il 19,0% degli uomini), e soprattutto più coloriste (14,2% contro 6,3%), inchiostratrici (2,2% contro 0,9%) e letteriste (3,4% contro 0,8%) dei corrispettivi maschili. Il 48,1% è attivo nel settore dei graphic novel, il 39,0% in quello dei periodici (da edicola ma non solo) e il 12,9% in entrambi.

 

  • Il reddito annuo delle varie categorie evidenzia come almeno un creatore su due non raggiunga i 5.000 € di guadagni col fumetto, mentre solo una percentuale poco superiore al 10% superi i 15.000 €.

 

  •  Le differenze tra creatori si fanno sostanziali in due casi: quando si parla di “fumetto da edicola” vs “fumetto da libreria”, e quando si parla di “pubblicazione in Italia” vs “pubblicazione all’estero”.

 

  • Nel primo caso gli autori di fumetto “da edicola” che non raggiungono i 5.000 € annui sono il 42%, e quelli che superano i 15.000 € annui il 23,2%. Se però si prendono in considerazione gli autori che lavorano nel mercato del graphic novel, si nota che quelli che non raggiungono i 5.000 € annui sono il 58,2%, mentre quelli che superano i 15.000 € annui sono solo il 13,6%.

 

  • Nel secondo caso la forbice è ancora più ampia: tra gli autori che pubblicano solo in Italia, l’81,9% non arriva ai 5.000 € annui, e solo il 4% supera i 15.000 € annui; tra gli autori che pubblicano anche (o solo) all’estero, la percentuale di chi non arriva ai 5.000 € annui scende al 36%, mentre quella di chi supera i 15.000 € annui sale al 21,3%. Non è un caso che il 72,2% degli autori che hanno un fumetto pubblicato all’estero sono approdati direttamente al mercato straniero prima di provare la via italiana.

 

  •  In media, l’anticipo sulle royalties per un graphic novel pubblicato in Italia si situa entro i 2.000 € per almeno un autore su due, e l’80% di tutti gli autori non riceve altre proventi dalla propria opera oltre all’anticipo iniziale, sarà anche perché quasi il 60% delle opere ha una tiratura di stampa inferiore alle 2.000 copie.

 

  •  La conferma ai dati precedenti l’abbiamo se consideriamo le retribuzioni a tavola: si nota che gli autori che prestano la propria opera per i principali gruppi editoriali italiani (SBE, Disney/Panini) e per le case editrici estere hanno dei compensi nettamente maggiori a chi pubblica solo graphic novel e/o solo in Italia. Prendiamo l’esempio dei disegnatori: quelli della prima categoria hanno sempre una retribuzione superiore ai 100 € a tavola, quelli della seconda non superano mai gli 80 €.

 

  • In generale solo il 18% di tutti i creatori ha nel fumetto la propria unica attività lavorativa, e per il 6% degli autori l’insegnamento presso le scuole di fumetto rappresenta la principale fonte di reddito.

Tirando le somme, non è un caso che la condizione economica rappresenti il principale motivo di insoddisfazione tra gli autori, mentre la dimensione creativa e il rapporto con i colleghi siano gli aspetti del mondo del fumetto di cui sono più soddisfatti.

Il report completo si può leggere a questo link.

I risultati dell’indagine saranno commentati dagli autori in una live sul canale YouTube di MeFu martedì 22 alle ore 21.00.

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mercoledì 23 Settembre 2020 - 18:04
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