La recensione di Enola Holmes, il nuovissimo film Netflix con protagonista una giovanissima sorella più piccola del famoso investigatore londinese, alle prese con uno dei casi più difficili al mondo: la crescita. Dal 23 Settembre disponibile su Netflix.

Che fatica crescere, dico bene!? La nostra giovane protagonista, che non solo deve reggere il confronto con il cognome di una famiglia assai conosciuta in quel di Londra, è costretta a confrontarsi proprio con questo: la crescita. In seguito alla scomparsa della madre, Eudoria Holmes (Helena Bonham Carter), la nostra recensione di Enola Holmes, segue la giovane Enola (Millie Bobby Brown) in una fase molto delicata della sua vita.

Alla ricerca di se stessa, della donna che vorrebbe veramente essere e di quella che, invece, la società vorrebbe imporle di essere, mettendosi per la prima volta alla prova con un innato sesto senso da detective e conoscendo il mondo per quello che è veramente, al di fuori delle mura protette dove è cresciuta.

 

recensione di Enola Holmes

 

Enola è uno spirito libero: intelligente, spigliata e furba

Enola è uno spirito libero: intelligente, spigliata e furba. Al tempo stesso, proprio come sua madre, è anche indomita, selvaggia, ribelle. Una ragazzina con il cervello di una donna e lo spirito di una bambina. Cresciuta da sempre sola con la madre, avendo una differenza d’età importante rispetto ai più grandi Mycroft (Sam Claflin) e Sherlock (Henry Cavill), Enola si ritrova il giorno del suo sedicesimo compleanno con la terra che le sprofonda sotto i piedi.

Il mondo così come lei lo ha sempre conosciuto e inteso, specchio della visione anticonformista della madre, è completamente messo in discussione. Eudoria è sparita, senza lasciare traccia se non un ingegnoso rompicapo da decifrare. I due maggiori rientrano a casa e Mycroft, quello che ha sempre avuto più rigidità nel porsi di fronte alle cose, decide che è giunto il momento per Enola di avere un’educazione come si confà ad una signorinella della sua età. Ma potrà mai quest’ultima sopportare passivamente le pretese del fratello maggiore? La risposta è fin troppo semplice!

 

 

 

 

Il futuro dipende da noi

Il film, adattamento cinematografico della serie di romanzi The Enola Holmes Mysteries scritta da Nancy Springer, è una sorta di mix tra un giovane Indiana Jones e, effettivamente, la brillante e più giovane sorella del carismatico Sherlock Holmes.

L’autoironia di Enola, il suo non prendersi mai troppo sul serio quasi sembrando una svampita, ci mostrano un suo lato giocoso e infantile, costantemente contrapposto ad un forte e saldo istinto di sopravvivenza ed una mente incredibile capace di metterla in salvo dalle situazioni più assurde. Si, la vita di Enola sembra effettivamente tutta un gioco, tutta una grande avventura. I suoi sedici anni iniziano effettivamente come se si trattasse di un gioco architettato dalla mamma, ma non c’è forse molto altro?

Sappiamo tutti benissimo quanto l’adolescenza sia un’età cruciale. Un’età di passaggio dall’infanzia all’età adulta e, per quanto per qualcuno possa essere un pensiero inconscio, la domanda: chi sono? diventa una costante martellante.

 

recensione di Enola Holmes

 

Chi siamo? Cosa siamo? Cosa ci identifica? E come dovremmo identificarci?

Enola vive costantemente nel bilico di queste questioni, trovandosi più e più volte al centro di vicoli da prendere, biforcazioni, strade che vanno in direzioni opposte. Qual è la strada giusta? La scelta può essere solo che nostra. Figure attorno a noi, legami, ostacoli possono solo aiutare a capire il percorso che vogliamo o non vogliamo prendere – molto differente da quello che dovremmo o non dovremmo intraprendere. Il “gioco” di Enola, o forse dovremmo dire della madre della ragazza, non è altro che il “semplice” cammino di iniziazione di una giovane donna che, per la prima volta nella sua esistenza, scopre il vero mondo e comprende che il fautore del proprio destino può essere unicamente lei e nessun’altro.

E noi viviamo questo cammino colorato, allegro e frastagliato dai mille imprevisti, esattamente insieme a lei. Il regista Harry Bradbeer riesce perfettamente a rendere questa doppia natura tra gioco e responsabilità, attraverso un’atmosfera frizzantina e giocosa, ma caratterizzandola anche da qualche sfumatura più cupa ed angosciante. Del resto, qualche momento buio arriva per chiunque. E possiamo avere 16, 30, 45 e perfino 60 anni… ma il bisogno della mamma, dopo una giornata pesante, nella solitudine della propria stanza o casa, non passa mai.

 

recensione di Enola Holmes

 

Viviamo questo cammino colorato, allegro e frastagliato dai mille imprevisti, esattamente insieme a lei

Quello di Enola è un cammino che parte dall’incertezza e dalla paura, ma che porterà questa giovanissima investigatrice verso i suoi obiettivi, i suoi scopi, la sua realizzazione in quanto donna ed essere umano, trovando il proprio posto nel mondo – e dando non poco filo da torcere ai fratelli più grandi, in particolar modo ad un dispotico e moralista Mycroft.

 

 

 

L’eredità del cognome

Crescere in una famiglia con un cognome così importante come quello degli Holmes, non è affatto cosa da poco. Abbiamo avuto modo e modo di conoscere le diverse facce di Sherlock attraverso i romanzi di Arthur Conan Doyle ma anche attraverso le trasposizioni, tanto cinematografiche quanto televisive come lo Sherlock di Guy Ritchie o quello di Steven Moffat e Mark Gatiss.

 

recensione di Enola Holmes

 

Quella di Henry Cavill è molto atipico e decisamente più emozionale rispetto alle varie interpretazioni viste nel tempo, quindi preparatevi e non fatevi cogliere alla sprovvista tanto quanto la Conan Doyle Estate, che detiene i diritti delle opere dell’autore, e ha fatto causa a Netflix. Perché? Proprio perché questa versione più emotiva (ma neanche poi così tanto) appare nel personaggio solo nelle opere che vanno dal 1923 ed il 1927, le quali sono ancora sotto copyright e, quindi, non di pubblico dominio come le restanti.

Ma a parte questo particolare dettaglio, non abbiamo avuto la stessa occasione di conoscere Enola così come lo facciamo in questo film. Millie Bobby Brown è eccezionale. È davvero straordinario vedere l’attrice liberarsi dal modello standard di Eleven in Stranger Things che aveva usato anche il altri prodotti audiovisivi. Conosciamo una facciata dell’attrice completamente differente, ed è la prima a credere veramente tanto all’interno del suo personaggio.

Personaggio che lotta costantemente con l’accettazione e l’approvazione dei suoi fratelli più grandi

Personaggio che lotta costantemente con l’accettazione e l’approvazione dei suoi fratelli più grandi, in modo particolare quella di Sherlock che sente più, intellettualmente ed emotivamente parlando, vicino a sé. Ed infatti il senso da investigatrice, ricercatrice di misteri, enigmi ed avventure è il fuoco che muove non solo Enola ma anche lo stesso film.

 

recensione di Enola Holmes

 

È tutta una grande sfida, incalzante e gustosa. Carica di ritmo e con piccoli effetti a sorpresa disseminati lungo la narrazione. Non mancano neanche le scene d’azione, le quali metteranno a dura prova tanto l’allenamento del personaggio quanto quello dell’attrice che si mostra essere incredibilmente versatile e anche molto coinvolta e determinata sulla sfida che si è imposta con questo ruolo.

Enola parte col voler dimostrare di essere all’altezza del suo cognome, anche con uno spirito così anticonformista. Nel suo essere uno spirito libero, una donna indomita e determinata, sorridente ma anche molto molto tagliente e perspicace, sa di valere tanto quanto i suoi fratelli e farà di tutto per dimostrarglielo. Ma, soprattutto, la qualità più grande di Enola, a differenza forza della famiglia Holmes, è il suo altruismo.
Incapace di andare avanti senza aver provato a fare di tutto per salvare una persona,

Enola ha il vero spirito di una guerriera. Di quelle prime donne eroine e moderne del XIX secolo. Rivoluzionare nel DNA. Destinate a cambiare il mondo con il fuoco delle loro passioni. Sempre sull’orlo del precipizio e, al tempo stesso, tempestive nel fare il salto decisivo e salvarsi.

È decisivo, infatti, per il film l’ambientazione storica nella quale viene ambientato. Una Londra in mutamento, in trasformazione, dove gli scrittori del nostro destino, appunto, possiamo essere noi soltanto. C’è un forte sentimento di cambiamento e di rivoluzione, tipico poi dell’età di Enola che si pone in forte contrasto con un’idea più conservatrice e maschilista.

 

 

Effettivamente il mondo narrato sembra essere un mondo di soli uomini… Eppure le uniche a salvare questo mondo – almeno in questo caso – sono le donne come Enola. Donne seducenti ed intelligenti, donne che sanno combattere e che insegnano a combattere, donne appassionate di lettura, pittura e arte, ma che al tempo stesso se ne intendono di politica e attualità. Non è un caso se gli uomini che compaiono in questa pellicola, alla fine di tutto, sono poco più che camei usati come sprono per la protagonista.

Tutto questo, inoltre, crea un’atmosfera che verte dall’action al romantico, dal drammatico al divertimento, in una giostra di emozioni che sa esattamente come coinvolgere e quali corde toccare.

Enola riesce a trasmettere questo brio, questa adrenalina nello spettatore, in modo impeccabile, confezionando una storia adatta ad un pubblico decisamente vasto e capace di intrattenere oltre i limiti di età o genere.

 

 

 

Sfondare la quarta parete

Scelta azzarda ma che si dimostra vincente è l’uso dello sguardo in camera. Questa tecnica, di solito utilizzata come linea diretta tra protagonista e spettatore, un po’ come se si volesse condividere un segreto che gli altri personaggi della storia non possono sapere, non è facilissima da utilizzare e spesso e volentieri si mostra essere fallimentare. Fortunatamente non è il caso di questo film.

 

 

Harry Bradbeer crea il giusto mix per far guardare in camera la sua protagonista senza rendere il passaggio forzato e senza distruggere il ritmo del racconto; anzi, esattamente l’opposto. I movimenti in camera di sguardi, sorrisi e piccoli monologhi di Enola, sono proprio ciò che meglio cadenza il ritmo di tutto il film.

La nostra eroina funge da narratrice della sua stessa storia – come è giusto che sia – fornendo alcuni dettagli aggiuntivi allo spettatore che rendono la narrazione ancora più sbarazzina e piccantina.

È un modo per creare un tipo di legame ed empatia ancora più sentito, ancora più profondo ed intenso. Millie Bobby Brown in questo è stupenda e bravissima. Entriamo ancora di più nella vita di Enola, nel suo passato, nella sua routine. È un po’ come se stessimo scivolando nella mente del personaggio, ma senza che ci venga svelato tutto. Anche in questo la ragazza è molto furba e, giustamente, lascia trasparire e scivola in confidenza solo nel giusto, senza dare eccessivi dettagli che possano rendere la storia pesante, scontata e noiosa.

 

 

In conclusione della recensione di Enola Holmes, non è difficile ritenersi soddisfatti da questa pellicola che, probabilmente, come unico difetto ha quello di finire. Un finale che però lascia intendere che, chissà, forse nel futuro potremmo avere la fortuna di vedere ancora le avventura di Enola Holmes. Del resto, il viaggio è appena iniziato. Questo aperitivo è stato divertente ed emozionante. Una pellicola semplice che sa il fatto suo, così come la sua protagonista di cui difficilmente non vi innamorerete!

 

Enola Holmes è disponibile su Netflix dal 23 Settembre